
“Da martedì scorso stop ai nuovi casi, dal 31 luglio cesserà in modo definitivo ogni tipo di attività a San Vito al Tagliamento, Maniago e Spilimbergo. Sono state materialmente chiuse martedì scorso le tre sedi distaccate del Giudice di pace. San Vito al Tagliamento, Maniago e Spilimbergo resteranno però aperte in certi giorni della settimana al solo scopo di concludere le udienze già fissate. Ma dal 31 luglio stop definitivo ad ogni attività, con i nuovi rinvii d’udienza che andranno calendarizzati direttamente a Pordenone.
Dal 29 aprile dunque i tre uffici periferici sono stati soppressi. I dipendenti sono già stati trasferiti nella sede centrale del capoluogo provinciale e sulla porta d’ingresso è comparso un cartello che avvisa utenti e avvocati dell’avvenuto cambiamento.
Per evitare guai e disguidi il presidente del tribunale di Pordenone, Francesco Pedoja, ha inoltrato una mail all’Ordine degli avvocati: le udienze che sono già state fissate di qui al 31 luglio saranno celebrate nelle sedi distaccate. Quelle che invece sono già state inserite in agenda oltre la pausa feriale prevista per legge dal 1 agosto al 15 settembre si svolgeranno a Pordenone.
Sino alla sospensione estiva si terranno 17 sedute civili e 8 penali dinanzi al Giudice di pace di San Vito al Tagliamento, 6 civili e 4 penali a Spilimbergo e 3 civili e 3 penali a Maniago. Solo in queste specifiche giornate nei tre sportelli sarà presente del personale, il quale non compirà però attività non strettamente collegata a quella in corso davanti al magistrato.
Tanto che nemmeno le utenze telefoniche sono state ancora disabilitate e le cornette continuano a suonare a vuoto. Cala così il sipario su un provvedimento ministeriale di cui si parlava sin dal 2006 e che è entrato in vigore due anni fa. Da Roma è stato lasciato un periodo finestra a favore dei Comuni dei Mandamenti interessati ai tagli.
Durante questo anno sabbatico, terminato il 29 aprile 2013, gli enti locali avrebbero dovuto esprimere la loro disponibilità a pagare le spese di gestione e di personale degli uffici periferici delle ex preture. Nessuno dei tre Comuni pordenonesi ha manifestato interesse e il Ministero della giustizia ha cessato la giurisdizione periferica, accorpando tutto a Pordenone.
Per settimane si è vissuto il caos perché non erano chiare tempistiche e modalità di soppressione. Del resto anche in queste prime ore di efficacia del decreto romano c’è chi si è trovato in difficoltà a capire cosa stia succedendo. Lo stesso Ordine degli avvocati qualche settimana fa si è visto costretto a diramare delle linee guida utilizzando il condizionale a causa del clima di incertezza provocato da circolari e norme”(messaggeroveneto.gelocal.it)



