Davanti al giudice di pace di Udine: udienza sospesa a causa di un’irruzione di tre persone che reclamavano «sovranità piena e immunità».

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Davanti al Giudice di pace di Udine è avvenuto un episodio inquietante tanto che ha dovuto chiamare la polizia per poter continuare l’udienza interrotta , che si svolgeva in Camera di consiglio e quindi a porte chiuse. Vi è stata l’irruzione di tre persone, due donne e un uomo, che hanno iniziato a proclamarsi liberi e indipendenti da qualsiasi istituzione, disconoscendo il potere del giudice e del tribunale, appellandosi per questo a una codificazione del diritto americano, Ucc (Uniform Commercial Code), che a loro dire avrebbe soppresso tutti i tribunali italiani.

Da un periodico locale pubblichiamo:”«In tanti anni di carriera come magistrato e come avvocato, non mi era mai capitano di assistere a una cosa del genere», ha commentato ieri il giudice S., raccontando delle tre persone che, pur essendo state avvisate che stavano interrompendo una pubblica seduta, non parevano intenzionate a uscire dall’aula, dove si stava discutendo una semplice udienza di recupero crediti per una prestazione professionale non pagata.

«Ho chiesto se avessero una delega per essere presenti – ha riferito il giudice -, se in pratica avessero a che fare con l’udienza, e ho chiesto anche che si identificassero. Ma mi mostravano i documenti d’identità da lontano, continuando a proclamarsi liberi e indipendenti». Allibito e senza parole anche l’avvocato M. P., presente all’udienza, che ha raccontato «di una situazione paradossale, che solo l’intervento della polizia è riuscito a ricomporre».

Nel trambusto sarebbe spuntato anche un tablet con il quale una delle persone avrebbe iniziato, senza autorizzazione, a riprendere il giudice. Da qui la decisione di chiamare la polizia per ristabilire l’ordine in aula, dal momento che nessuno dei tre stava rispettando l’invito del giudice a uscire: per tutta riposta, uno dei tre ha depositato un documento, che a quanto pare è agli atti del processo interrotto, dove si reclamava «sovranità piena e totale immunità», in forza di una delibera dello stesso organismo americano che, a detta dei tre, avrebbe completamente eliminato la sovranità di tutti i tribunali italiani. I tre hanno anche dichiarato di disconoscere la validità della figura di magistrato, delle bandiere italiana ed europea e dei documenti di identità.

A quel punto, il giudice ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno proceduto con l’identificazione dei tre che ora rischiano una denuncia per oltraggio alla corte, interruzione di pubblica seduta e rifiuto a fornire le generalità.

Una giornata ad alta tensione, insomma, quella vissuta ieri dal Giudice di pace di Udine. Ma anche, come ha affermato , negli uffici periferici di Latisana, Cervignano del Friuli, Palmanova, Cividale del Friuli e Tarcento, da ieri soppressi e dove comunque si sono regolarmente presentati utenti e avvocati, convinti di trovare ancora il servizio attivo. «Il personale è già stato ridistribuito negli altri uffici di giustizia – spiega – e quindi queste sedi periferiche, alle quali si aggiungeranno a breve anche San Daniele e Gemona, non vedono più personale presente: per il mese di maggio si terranno solo le udienze già in calendario, mentre da giugno saranno tutte trasferite a Udine. È sufficiente una telefonata all’ufficio centrale – conclude il giudice – per avere tutte le informazioni in merito all’attività degli uffici periferici».di Paola Mauro
(fonte:messaggeroveneto.gelocal.it)

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