
(fonte foto:ogginotizie.it)
Pubblichiamo un articolo relativo a ciò che da domani 13 settembre dovrebbe scattare per numerosi giudici di pace ed onorari, in seguito alla revisione della geografia giudiziaria con la relativa soppressione delle sedi dei Giudici di Pace e delle sezioni distaccate dei Tribunali.
Unità Democratica Giudici di Pace non può che concordare con quanto ha fatto presente al Ministro della Giustizia il presidente della ottava commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, in quanto UDgdp chiede da anni, nell’ambito della riforma della magistratura onoraria, che l’incompatibilità con la professione forense sia estesa dal circondario del Tribunale dove è in servizio il giudice di pace a tutto il territorio nazionale ,proprio per evitare ciò che domani accadrà per tanti avvocati ( circa il 20 per cento di quelli in servizio ) che svolgono la professione nei circondari dei tribunali dove verranno trasferiti gli uffici dei giudici di pace nei quali prestano servizio come gdp ,per cui dovranno obbligatoriamente scegliere se optare per la professione forense o per lo svolgimento della funzione giurisdizionale divenuta incompatibile con quella forense.
“Rischio caos, con l’avvio della nuova geografia giudiziaria, per le numerose incompatibilità che si verranno a creare per i magistrati onorari le cui sedi saranno soppresse e accorpate al tribunale principale nel territorio. A evidenziarlo, con una lettera inviata al Guardasigilli Annamaria Cancellieri, è il togato Paolo Auriemma, presidente dell’Ottava Commissione del Csm, competente sulla magistratura onoraria.
«Per effetto della redistribuzione che si verrà a concretizzare a decorrere dal 13 settembre 2013 – si legge nella lettera – si prevede che ad essere interessati saranno circa 364 giudici onorari e 366 viceprocuratori onorari per un totale di circa 730 su circa 3.700 magistrati onorari allo stato in servizio. Numerose saranno – sottolinea Auriemma – le correlate situazioni di incompatibilità in seno agli uffici interessati, venendo verosimilmente meno, per i magistrati ‘accorpati’, la possibilità di svolgere contemporaneamente la professione forense in materia civile e penale dinanzi agli uffici giudiziari compresi nel nuovo circondario del tribunale presso il quale saranno chiamati a svolgere le funzioni onorarie».
Il «rischio concreto», rileva il presidente dell’Ottava Commissione di Palazzo dei Marescialli, è quello di una «perdita secca» di «tanti magistrati onorari non intenzionati ad abbandonare la professione forense, con le evidenti gravi ricadute sul buon andamento e l’efficienza dell’amministrazione della giustizia” (fonte:guidaaldiritto.ilsole24ore.com)



