
Pubblichiamo la Dichiarazione di Livia Turco, presidente forum Politiche sociali e Immigrazione del Pd relativa al decreto sulla scuola approvato ieri dal Consiglio dei ministri che rappresenta certamente una buona notizia per il nostro sistema scolastico ed universitario, dopo anni di tagli drammatici e indiscriminati.
“Tra le tante misure contenute nel testo, vorrei sottolineare l’importanza dell’estensione della durata del permesso di soggiorno per gli studenti stranieri che frequentano l’università o un corso di formazione. Essi infatti non dovranno più rinnovare il documento ogni anno, ma avranno un permesso di soggiorno valido per tutta la durata del percorso formativo.
Sembra un particolare di poco conto, e invece è una novità che cambierà molto nella vita di quei giovani. Farà risparmiare tempo e fatica, farà risparmiare denaro e ridurrà i costi burocratici. Inoltre, è una norma che rafforza il senso e il sentimento della cittadinanza e che dà più valore alla scuola e allo studio.”
Arriva una rivoluzione per gli studenti stranieri nelle università italiane: non saranno più costretti a rinnovare ogni anno il permesso di soggiorno, ma avranno un documento valido per tutta la durata del loro corso di studi.
La novità è in un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri. Intitolato ambiziosamente “L’ istruzione riparte”, prevede interventi a tutto campo, dal potenziamento delle borse di studio al tetto di spesa per i libri testo, passando per interventi di edilizia scolastica o l’assunzione di docenti di sostegno.
Tra gli interventi “per il sistema universitario e per la ricerca”, c’è però anche un articolo dedicato agli studenti stranieri. Come riassume una nota di Palazzo Chigi, “la durata del permesso di soggiorno è allineata a quella del loro corso di studi o di formazione, nel rispetto della disciplina vigente sulle certificazioni degli studi e dei corsi formativi”.
“È una norma molto importante, fatta apposta per cercare di essere più attrattivi nei confronti degli studenti che dall’estero vengono a studiare in Italia, uno dei grandi problemi del nostro sistema dell’istruzione” ha detto il premier Enrico Letta in conferenza stampa. E in effetti l’incidenza degli studenti internazionali nella popolazione dei nostri atenei è appena al 4%, la metà della media europea.
Si vogliono attirare cervelli, ma anche aiutare i tanti che sono già qui. Quanti figli di immigrati cresciuti in Italia, una volta all’università, possono rimanere regolarmente in Italia solo perché hanno un permesso per motivi di studio?
“È una misura che ci mette al pari di altri Paesi. Vogliamo rendere le nostre università competitive, ma anche cercare di venire incontro ai molti studenti che per difficoltà burocratiche non riuscivano a continuare gli studi” ha spiegato Cècile Kyenge, ispiratrice del provvedimento, aggiungendo: “È un grande passo per l’Italia”.(FONTE:stranieriinitalia.it)



