
“11 milioni di immigrati per mantenere i pensionati europei .
Secondo un’indagine condotta da parte dell’istituto demagogico britannico International Longevity Centre (ILC), l’ Unione Europea avrebbe bisogno di circa 11 milioni di immigrati per riuscire a mantenere i propri pensionati che eccederebbero di gran lunga il numero di giovani lavoratori che contribuiscono ad incrementare la produttività dei singoli stati appartenenti. Secondo i dati emersi da tale studio infatti molti Paesi dell’ Unione potrebbero rischiare il crollo delle casse pubbliche per l’impossibilità a fare fronte ad un numero sempre più ingente di pensioni, causa anche l’aumento della vita media, con un numero tanto esiguo di forza lavoro contribuente.
La soluzione al problema va quindi trovata al più presto e quale soluzione è più rapida dell’aumento dell’età pensionabile?
Secondo lo studio sopraindicato, con l’andare del tempo si passerà da quattro a soli due lavoratori per pensionato, una situazione critica soprattutto per quei Paesi in cui la disoccupazione giovanile è particolarmente avanzata, tra cui ovviamente rientra anche l ‘ Italia. La colpa viene però attribuita prevalentemente all’aumento dell’aspettativa di vita e al basso incremento demografico, ignorando quasi totalmente il problema disoccupazione, problema tanto grave in Paesi come la Spagna in cui ha superato il 50%.
L’unica soluzione, oltre all’aumento dell’età pensionabile, potrebbe derivare dal disincentivare direttamente a livello nazionale ogni forma di uscita preventiva dal mondo del lavoro, a prescindere da quanti anni di lavoro una persona abbia sulle spalle.
Per evitare il collasso dell’attuale sistema pensionistico l’Unione Europea dovrebbe avvalersi del contributo di almeno 11 milioni di immigrati entro il 2020, ma ne sono attesi solo 60 milioni nel corso dei prossimi 50 anni e non è neanche detto che tutti riescano a trovare lavoro e regolarizzino la loro posizione iniziando a dare un contributo economico allo stato che li ha accolti.”(fonte:mutuonews.it)



