
“In Tribunale a Sassari una sentenza del giudice del lavoro dà torto al ministero della Giustizia che nega lo status di lavoratori subordinati ai magistrati onorari, e a Milano un sindacato del personale di cancellerie ricorre invece al giudice del lavoro contro l’applicazione di volontari con cui la Corte d’Appello cerca disperatamente di tamponare vuoti d’organico per mantenere i propri standard europei: la giustizia del lavoro come surreale frontiera di maxiquestioni ormai incancrenite. Il primo fronte riguarda quei «precari» del diritto (per lo più avvocati) che da tantissimi anni fanno i magistrati onorari (5.500, di cui quasi 1.800 vpo-viceprocuratori), cioè per funzioni ma non per carriera, reclutati per titoli anziché per concorso, in teoria a tempo ma di fatto continuamente prorogati, pagati a cottimo (98 euro lordi per 5 ore di udienza, compreso tutto il lavoro di studio delle decine di processi di una udienza), e soprattutto senza malattia-pensione-ferie, ma ormai divenuti insostituibili.
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