RIORDINO A SETTEMBRE: Bonafede apre ai giudici di pace «Basta precarietà»


Pubblichiamo un articolo della stampa (Il Dubbio) relativo all’incontro con il ministro Bonafede del 18 luglio u.s.
“Nel nuovo equilibrio sulla giustizia potrebbe esserci più spazio, o meglio uno spazio più agibile, anche per i giudici di pace. Lo suggerisce il clima dell’incontro di due giorni fa a via Arenula tra il ministro Alfonso Bonafede e i rappresentanti della magistratura onoraria, divisi in varie sigle tra cui l’“Unione nazionale dei giudici di pace” e il “Movimento Sei luglio”. Il guardasigilli ha evitato di congedare gli ospiti con promesse al vento ma, come si legge in una nota, ha assicurato che «sarà lui a dettare le linee politiche ministeriali», e nell’occasione «ha riletto il ‘ contratto’ di governo» e ribadito che intende darvi «puntuale attuazione» sui due aspetti più delicati: previdenza e retribuzione congrua. Bonafede ha chiarito che «i vincoli di bilancio impongono valutazioni sulle diverse opzioni percorribili» e ha aggiornato la riunione a settembre, quando comunicherà appunto soluzioni individuate.

I punti caldi si riassumono in quella che i giudici di pace definiscono la «nostra inaccettabile situazione di precarietà». Il passaggio conseguente dovrebbe consistere nello stop alla riforma Orlando: «Va fermata urgentemente», dicono. Oltre alla copertura previdenziale e alla retribuzione incongrua, ci sono altri difetti che andrebbero corretti subito, secondo i magistrati onorari: sono elencati in una “proposta unitaria” che le varie organizzazioni di categoria hanno depositato mercoledì al ministero, dove sono stati ascoltati anche dal sottosegretario Jacopo Morrone e dal Capo di Gabinetto Fulvio Baldi. La piattaforma dovrebbe essere declinata in «emendamenti a costo zero al decreto dignità». Si va dal blocco della pianta organica alla previsione della permanenza nelle funzioni fino a 70 anni.
La disponibilità di via Arenula c’è. Ed è favorita anche dall’atteggiamento meno “ostativo” che ora l’Anm mostra sul punto. Se l’anno scorso il “sindacato” dei magistrati ordinari aveva di fatto condiviso le scelte di Andrea Orlando, l’attuale presidente Francesco Minisci pare più possibilista. È stato lo stesso Bonafede a spiegarlo l’altro ieri: «Nell’incontro con l’Anm sono emerse significative aperture». Vuol dire anche che nella magistratura ordinaria finirebbe per ricomporsi quella divisione apertasi tra l’Associazione e i procuratori capo. Erano stati questi ultimi, in maniera compatta, a perorare la causa dei magistrati onorari davanti all’ex guardasigilli. Non bastò, ma ora che le toghe tendono a suonare, sul punto, lo stesso spartito, la musica per gli onorari poterebbe cambiare davvero.”
ERRICO NOVI (fonte:ildubbio.ita)

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