
“«Non ce la facciamo più a pagare un servizio che dovrebbe essere garantito dallo Stato». Il sindaco spiega, con amarezza, perché l’assemblea degli undici primi cittadini riunitasi nei giorni scorsi, ha deciso di revocare la richiesta del Giudice di Pace. Ospitato in palazzo Garrone, il servizio dal 2014 era garantito grazie all’impegno finanziario dei comuni che fanno capo all’ex territorio del Consorzio Intesa, con l’ingresso di Carmagnola.
Continua : «Con il trasferimento del Tribunale di Alba ad Asti e quindi anche della nostra sede distaccata, il giudice di pace rischiava di essere soppresso. Così, in accordo con i Comuni vicini, abbiamo deciso a suo tempo di mantenere questo importante servizio, destinando risorse comunali per la sua gestione. Anche i locali sono di nostra proprietà». I costi erano ripartiti tra i Comuni fruitori, in base alla popolazione.
COLPO DI GRAZIA
Il colpo di grazia al servizio è arrivato con la recente normativa che fa aumentare del 50% il lavoro di questo ufficio, a tal punto da rendersi necessario l’inserimento di una terza risorsa (cancelliere) che, con il personale già operante, porterebbe a circa 100 mila euro la spesa complessiva annua. Aggiunge l’assessore del comune di Cherasco: «E’ assurdo che i Comuni debbano sopperire in modo così importante, visti i bilanci sempre più poveri, ad un servizio che dovrebbe essere garantito dallo Stato. La decisione delle Amministrazioni è andata quindi nella direzione di far recedere la convenzione con il ministero di Grazia e Giustizia».
In quest’ultimo anno di attività i due avvocati- giudici di pace hanno gestito 472 procedimenti penali e 1.131 cause civili. Conclude : «Abbiamo immaginato che l’Ordine degli Avvocati, i cui associati sono certamente i maggiori fruitori del servizio, appoggiasse la nostra richiesta di una compartecipazione alla spesa. Purtroppo la risposta è stata negativa». Le competenze dell’Ufficio braidese probabilmente passeranno a quello di Alba.”( fonte:lastampa.it)



