
Pubblichiamo due articoli sull’annoso problema della c.d. “opzione donna” che vede tante lavoratrici (non escluse quelle del ministero della giustizia) ingiustamente “sull’orlo di una crisi di nervi” perchè ostacolate in una legittima aspettativa pensionistica che ancora non vede la definitiva approvazione governativa…
“Le donne in attesa della proroga del regime di Opzione Donna chiedono ai ministri del Lavoro e dell’Economia di rispettare gli impegni presi con la precedente legge di Stabilità e di dedicare tutti i risparmi per una estensione anche oltre il quarto trimestre
Le lavoratrici che si battono per estendere la possibilità di andare in pensione con il regime di Opzione Donna, cioè con 57 anni di età e 35 di contributi, anche se con il calcolo integralmente contributivo del trattamento previdenziale, non hanno intenzione di subire passivamente il dietrofront del Governo che non ha inserito nulla nella proposta di legge del 2017 che verrà presentata in Parlamento all’inizio di questa settimana.
Nonostante le diverse prese di posizione della politica e di esponenti del Governo e malgrado entro il 30 settembre era stato fissato il termine per la presentazione del monitoraggio delle risorse impiegate e di quelle rimaste residue, non sono stati resi ancora ufficiali i dati del “contatore” da parte dei ministeri del Lavoro e dll’Economia. Per questo le lavoratrici dei gruppi social hanno scritto, prima al ministro delle Riforme istituzionali, Maria Elena Boschi, e ora ai ministri Giuliano Poletti e Pier Carlo Padoan: “La legge di Stabilità 2016 ci ha viste escluse ingiustamente. Il contatore ha dato a noi escluse la possibilità di arrivare ad oggi con la speranza che il quarto trimestre veda finalmente il giusto riconoscimento del diritto alla pensione di cui l’articolo 1, comma 9, della legge Maroni 243/04.
Ad oggi il contatore non è stato ufficializzato, pur essendo un requisito di legge. Il quarto trimestre non è stato inserito nel testo di legge di stabilità 2017.”
Le donne si dichiarano deluse dall’atteggiamento dilatorio del Governo, ma non sono disposte a rinunciare a quello che ritengono giustamente un loro diritto, sicuri del fatto che ci sono i risparmi sufficienti per dare seguito a quanto già previsto nella scorsa legge di Stabilità, cioè di impiegare il fondo stanziato per Opzione Donna solo per questo scopo. Le lavoratrici ai due ministri chiedono di: “Rispettare gli accordi presi nel corso della discussione della legge di Stabilità 2016. I dati dichiarati nella 3° trimestrale dell’INPS dettaglia numeri di pensioni in regime contributivo nettamente inferiore allo stesso periodo dell’anno 2015. QUESTO SIGNIFICA CHE I RISPARMI CI SONO.
Chiediamo di ufficializzare la relazione sulla attuazione della legge 243/04 per l’anno 2016, di appoggiare la nostra questione rispettando gli impegni presi dal Governo un anno fa con Noi e con la Politica, e di dedicare tutti i risparmi per una estensione anche oltre il quarto trimestre”.
(fonte:urbanpost.it)
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“Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità . Difficile in questo momento azzardare previsioni sull’opzione proroga donna. Al di là degli incontri con esponenti di primo piano e manifestazioni di volontà a tenere aperto il canale del confronto sulle novità per le pensioni, finché non sono disponibili i testi ufficiali di quanto è stato già deciso, le ultime e ultimissime notizie non incoraggiano all’ottimismo.
Con l’approdo in parlamento dei testi ufficiali sulle novità per le pensioni sarà piazzato un primo importante punto fermo per comprendere se ci sarà spazio per altri cambiamenti. La situazione è in divenire perché ci sono alcune questioni ancora aperte, come l’opzione proroga donna, rispetto a cui la maggioranza non ha chiuso la porta. Anzi, di recente sia Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all’attuazione del Programma di Governo, e sia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, non hanno escluso (ma neanche promesso) il rinnovo della sperimentazione. Se ne saprà di più nei prossimi giorni.
La richiesta è ben nota ed è sempre la solita: la concessione alle lavoratrici dell’opportunità del ritiro a vita privata qualche anno prima rispetto ai requisiti adesso previsti dalle legge previdenziale, in cambio di una parte dell’importo assegno perché calcolato con il contributivo anziché con il sistema retributivo. Più precisamente, il ritiro sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le lavoratrici dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome. Si tratta di una misura che farebbe evidentemente risparmiare un bel po’ di quattrini alle casse dello Stato, ma che deve evidentemente tenere conto anche delle esigenze di liquidità nel breve periodo.
Il tutto mentre, a proposito di conti pubblici, il livello di confronto tra la maggioranza e la Comunità continua a innalzarsi giorno dopo giorno con possibili ripercussioni anche sulle prospettive per le novità per le pensioni. Al di là dei confini nazionali, nessuno vuole creare problemi all’Italia in vista del voto costituzionale, ma c’è un gruppo di falchi che continua a considerare le regole del fiscal compact più importanti di qualsiasi ragionamento politico. Sembra dunque profilarsi un duro faccia a faccia con la presidenza del Consiglio, intenzionata a non arretrare rispetto al pacchetto di misure che ha predisposto e, anzi sembra voler rilanciare.
Fonti europee già nei giorni scorsi hanno riferito della sorpresa con cui ai piani alti della Commissione è stata accolta la bozza del documento ufficiale varato dal Consiglio dei ministri e contenente anche novità per le pensioni, dopo che alla fine di settembre era stato raggiunto un accordo sul tetto del 2,2% di deficit nominale, salito a 2,3% nella proposta poi effettivamente presentata. E sono trapelate le riserve sull’andamento del deficit strutturale.” (fonte:businessonline.it)



