Avvocati in crisi economica:in arrivo aiuti per 80mila euro

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“È quanto ha stanziato la Cassa forense per i professionisti e le loro famiglie in difficoltà economica. Gli avvocati erano una categoria ricca. Adesso sembra che non sia più così. Lo si percepisce scorrendo le statistiche che riguardano gli abilitati alla professione e anche ascoltando i discorsi nelle aule di tribunale tra gli appartenenti alla categoria.
L’avvocato, insieme al parroco, al farmacista e al maresciallo dei carabinieri, era una istituzione, una figura alla quale chiedere sempre consiglio. Un tempo era una professione ambita, rispettata e remunerata. Ora non sembra più così.

C’è chi la chiama “generazione call center”. Sono i giovani avvocati che ogni anno si gettano nella mischia di udienze, citazioni, comparse e precetti. Avvocati che a fine mese racimolano qualcosa come 400 o 500 euro. Ben lontano dal passato «quando con una bella causa civile, magari con le assicurazioni di mezzo nel momento in cui incassavi la parcella potevi costruirti una villetta» ricorda un avvocato con tanti anni di professione alle spalle.
Tanto che la Cassa forense ha stabilito una cifra, annuale, per sostenere gli avvocati in difficoltà. «Si comunica che l’importo entro il quale codesto Consiglio dell’Ordine potrà proporre erogazioni assistenziali per chi versa in stato di bisogno ai sensi dell’articolo 1, lettera a, del regolamento per l’erogazione dell’assistenza ammonta, per l’anno 2015, a 79.233,77 euro» si legge in una nota dell’Ordine degli avvocati di Perugia. «Si ricorda l’adempimento previsto dall’articolo 6, comma 2, secondo il quale ciascun Ordine, entro sessanta giorni dalla presente comunicazione, deve portare a conoscenza dei proprii iscritti tale importo e le modalità per accedere all’erogazione – prosegue la nota – L’assistenza è deliberata dalla giunta esecutiva della Cassa su proposta motivata del consiglio dell’Ordine competente, che, ai sensi dell’articolo 3 del richiamato regolamento, dovrà considerare i redditi dei componenti il nucleo familiare dell’istante, dichiarati per ciascuno dei due anni precedenti quello della proposta erogazione; per le proposte che il consiglio delibererà nell’anno 2015 i redditi non dovranno essere superiori a 34.626 euro, aumentati di 11.542 (pensione minima vigente nel 2014) per ogni componente il nucleo oltre il numero di quattro».
I dati di questa catastrofe economica delle toghe disegnano un quadro allarmante e fanno emergere un lato in penombra della professione: il reddito medio di un avvocato, nel corso degli ultimi 15 anni, si è ridotto del 15%. Secondo alcune stime (ufficiose), si arriverebbe addirittura ad un crollo del 50%. Se nel 1985 gli iscritti all’Ordine di Perugia erano poco meno di 500, adesso il numero di avvocati supera i 2mila. E in tempi di crisi si moltiplicano le offerte a prezzi bassi di avvocati (più o meno giovani) che pur di accaparrarsi un cliente accettano cause e processi a prezzi scontati alimentando una concorrenza sleale in cui le prestazioni sono offerte a prezzi abbordabili o trattabili.
In Umbria gli avvocati sono 2.981 e 832 sono i praticanti. Difficile migliorare l’efficienza della giustizia se non si limita il loro numero. Un avvocato per sopravvivere economicamente deve avere una cinquantina di cause l’anno. Secondo i dati dell’ultimo anno giudiziario nel civile spetterebbero 12 cause ad avvocato; nel penale 2,7.” Di UMBERTO MAIORCA (fonte:giornaledellumbria.it)

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