Torino:il Senatore Manconi denuncia violenze al Cie, è polemica con il Siap (sindacato di polizia)

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Unità Democratica Giudici di Pace nel pubblicare l’articolo sulla critica di un sindacato di polizia nei confronti di un Senatore della Repubblica intende richiamare l’attenzione del clima che si vive nei Cie anche durante le udienze di convalida dei trattenimenti, tenute da giudici di pace alla presenza dei rappresentanti della Questura che ,in base al D.Lgsvo n.286/98, dovrebbero essere funzionari, e non assistenti capo delegati da funzionari, in quanto il D.Lgsvo n.286/98 non prevede la delega.Se un sindacato di polizia interviene pubblicamente contro un Senatore, figuriamoci quello che potrebbe accadere ad un giudice di pace in camera di consiglio ovvero in un locale presente nello stesso Cie…(il caso Shalabayeva ne è una conferma) alla presenza di un rappresentante della Questura che fosse anche sindacalista ….

“Polemica a distanza tra il senatore Luigi Manconi, presidente della commissione straordinaria del Senato per la tutela e la promozione dei diritti umani, e il Sindacato italiano appartententi polizia (Siap). Manconi ha visitato il Centro di identificazione ed espulsione di Torino, riportando le parole di alcuni dei migranti reclusi nella strutura, che denunciano di aver subito violenze.”Da chi ha un ruolo istituzionale ci aspetteremmo più senso di responsabilità e più cautela nel farsi portavoce di denunce così pesanti e, dato il contesto, così strumentalizzabili”, ribatte il segretario generale provinciale del Siap, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato.


“Le parole del senatore Manconi – aggiunge – al termine della sua visita al Cie di Torino circa pestaggi, violenze e abusi sono gravi perché, essendo prive di riscontri, gettano un marchio di infamia sugli operatori delle forze di Polizia che da moltissimi anni operano tra mille difficoltà in quella struttura”. “Se non si vogliono i Cie – aggiunge – scelta sulla quale concordiamo, si decida che le identificazioni si facciano in carcere, ove sono reclusi, e da lì si proceda all’espulsione”.”Io sono il presidente della Commissione straordinaria del Senato per la tutela e la promozione dei diritti umani e se, quando visito un carcere o un Cie, le persone dicono di aver subito violenze, io non posso tenerlo per me, devo riferirlo all’esterno.

E l’ho fatto con la massima prudenza”, ribatte Manconi. “Un certo numero di persone trattenute nel Cie – continua – hanno parlato di violenze e di pestaggi. Ho spiegato che non avevo documentazione per poter provare quanto mi era stato riferito e che riportavo verità parziali. Chiamo a testimone il viceprefetto e il rappresentante della questura della correttezza e del rigore con il quale ho riportato le cose che mi sono state dette. Io non ho insultato, diffamato o accusato alcuno – sottolinea -. A me e all’altro senatore che era con me, Miguel Gotor, e ai miei collaboratori e alle mie collaboratrici sono state riferite delle cose, e le abbiamo riportate”.(fonte:torinoggi.it)

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