Pubblichiamo un articolo ed una foto apparsi in rete relativi alla situazione dei Centri di Identificazione ed espulsione ed in particolare quello di Ponte Galeria di Roma dove si sono recati in questi ultimi giorni varie delegazioni con parlamentari,associazioni,giornalisti,amministratori locali,ecc. Apprendiamo che in seguito a tutto ciò chi è che viene indicato come possibile causa? I giudici di pace. Sembra che un Senatore di maggioranza abbia detto che c’è un accordo per togliere la competenza ai giudici di pace per la convalida dei trattenimenti nei Cie. Dopo lo scandalo dell’Ufficio del Giudice di Pace di Roma ora ci voleva anche che la competenza in materia di immigrazione potrà essere tolta ai giudici di pace.Che dire. Speriamo che quest’anno finisca in fretta…
“In questi giorni stiamo assistendo alla protesta esasperata di un gruppo di migranti all’interno di un Centro d’identificazione ed espulsione di Roma. L’ennesima protesta dei migranti, costretta ad assumere forme estreme di autolesionismo, unica modalità per richiamare l’attenzione e costringere le autorità, tramite la pressione mediatica, all’ascolto.
Le bocche cucite gridano le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere i migranti in Italia, nelle diverse fasi della loro permanenza nel nostro Paese, sia istituzionalizzate, dai centri di accoglienza ai CIE, sia non istituzionalizzate, quali le soluzioni abitative improvvisate e fatiscenti. Le bocche cucite gridano il diritto a essere considerati esseri umani, qualunque sia il motivo del viaggio che faticosamente e a rischio della vita porta a cambiare continente.
I Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) rappresentano un limbo istituzionale, dove si verificano quotidianamente violazioni dei più elementari diritti umani e sono una vergogna non più tollerabile.
Invitiamo a far riferimento in tal senso al rapporto Arcipelago CIE redatto dall’Associazione “Medici per i Diritti Umani”, che evidenzia come “situazioni inumane e degradanti all’interno di queste strutture non siano episodi sporadici, comunque inaccettabili, ma pratiche e condizioni oggettive frequenti e perduranti”.
Le bocche cucite gridano tutto ciò in silenzio. Riteniamo che sia arrivato il momento di ascoltare.
Facciamo appello all’iniziativa di cittadini e organizzazioni perché si sostenga con solidarietà questa protesta straziante, e a tutte le istituzioni politiche e giuridiche chiedendo la chiusura immediata di tutti i CIE e una profonda ridefinizione delle norme sull’immigrazione in Italia, rifondando le politiche migratorie del nostro Paese verso il rispetto dei diritti umani e dell’accoglienza.
Chiediamo altresì che le donne e gli uomini attualmente reclusi nei CIE non vengano espulsi ma liberati e che sia loro consentito di vivere nel nostro Paese in condizioni di dignità e libertà.”(fonte:phmovement.org)




