Sulmona: giudice onorario indagata per peculato

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“Avrebbe sottratto soldi a una curatela. La difesa: mai stati spesi:
Le dimissioni le ha rassegnate per «motivi personali – spiega – perché non ce la facevo più a fare su e giù». Ma quell’addio alla toga da giudice onorario, sembra sia stato ritenuto quanto meno opportuno dai piani alti del tribunale di Sulmona, almeno in attesa che la vicenda si chiarisca in tutti i suoi aspetti.Tant’è che gli ultimi tre ruoli d’udienza penale le sono stati sospesi e affidati temporaneamente ad un togato.
L’accusa mossa dalla procura di Campobasso al giudice onorario del tribunale di Sulmona, V.B. del foro di Avezzano, è d’altronde di quelle pesanti, tanto più che è rivolta all’indirizzo di una professionista, nella sua qualità di avvocato, che però a Sulmona è stata per anni dall’altra parte della «sbarra».

L’avvocato-giudice è indagata infatti per peculato e in particolare per aver intestato un libretto di deposito a suo nome, nel quale erano stati versati i soldi per una asta giudiziaria da lei curata. I fatti risalgono al 2009, «l’anno del terremoto e della confusione», quando, «in mancanza di indicazioni del giudice fallimentare – spiega l’indagata – ho aperto un libretto a mio nome per depositare questi soldi». «Soldi – sottolinea il suo avvocato – che non sono mai stati spesi e che sono stati subito messi a disposizione non appena è stato richiesto». Per la difesa, insomma, si tratterebbe di «un madornale equivoco – commenta il legale del giudice – che sarà chiarito presto», «un errore – aggiunge l’indagata – dovuto tra l’altro ad una mancata comunicazione della procedura».

Anche se lei stessa, per un’altra procedura fallimentare, di più consistente valore, aveva provveduto ad aprire un libretto a parte per il deposito. «In quel caso, e stiamo parlando di circa 850 mila euro – continua – il giudice aveva però specificato la necessità di aprire una posizione bancaria dedicata».

La transazione oggetto dell’indagine della procura di Campobasso e aperta originariamente da quella di Avezzano, ammonterebbe invece a qualche decina di migliaia di euro: «Soldi – ripete l’indagata – che non ho mai speso. La casa l’ho comprata accendendo un mutuo – continua – questo dimostra la mia buona fede». Se le giustificazioni dell’avvocato saranno sufficienti a scagionarla, lo deciderà la procura; mentre la sua posizione di giudice, semmai le dimissioni dovessero essere ritirate, sarà giudicata dal consiglio giudiziario.

L’ordine forense di Avezzano, al momento, non sembra abbia aperto un procedimento disciplinare e le dimissioni da giudice onorario sono arrivate solo qualche giorno fa. Per «motivi personali», certo, ma solo dopo che la notizia dell’indagine è arrivata, sei mesi dopo, a palazzo Capograssi. A Sulmona, così, restano tre soli giudici onorari, uno solo dei quali dedito al penale.”(fonte:ilmessaggero.it)

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