«Affidate il Tavolare al giudice di pace» : ipotesi di un avvocato di Trento

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«Affidate il Tavolare al giudice di pace»
Cles, è l’ipotesi dell’avvocato : «La chiusura dei tribunali periferici? Colpa dei nostri amministratori»
«Fatta la gabbia, scappato l’uccello!» Il commento, lapidario, è dell’ex parlamentare guardando il palazzo dell’ex tribunale, in questi giorni impacchettato per lavori in corso d’opera. Il riferimento, inutile precisarlo, è alla ormai irrevocabile chiusura della sede periferica di Cles del Tribunale di Trento con trasferimento di fascicoli e personale in città. «Una perdita che si poteva evitare ma i nostri parlamentari, e con essi le autorità provinciali e regionali, hanno completamente sbagliato strategia, con inutili lamentazioni di cui a Roma si sono fatti un baffo» – afferma l’ex parlamentare roveretano ma di solidi radici nonese.

L’avvocato per 17 anni è stato membro della Commissione del Dodici che regola le materie autonomistiche tra Trentino Alto Adige e lo Stato centrale, ed era lì – sostiene – che la vicenda andava ancorata per difendere con solide motivazioni giuridiche gli otto tribunali di valle, quattro in Trentino ed altrettanti in Alto Adige. «L’accorpamento delle sedi ha di fatto interferito, e messo a rischio, una delle più antiche peculiarità della nostra autonomia, il sistema del Libro Fondiario (o Tavolare), che nel resto d’Italia (Friuli a parte) non sanno nemmeno che cosa sia». Fondamento del Fondiario è infatti il giudice tavolare che emana tutti gli atti e autorizza le annotazione che hanno sostanza di diritto reale. Smobilitando le sedi di giustizia periferiche il giudice tavolare nelle valli non c’è più, così di fatto si è anche intaccato pesantemente il sistema tavolare concentrando gli atti per il Trentino a Trento (e in parte a Rovereto) e a Bolzano per l’intero Alto Adige. Una media di 85.000 atti tavolari all’anno che ora sono concentrati nei tribunali dei capoluoghi intasando gli uffici con pendolarismo di atti e di persone che ha una costo ben oltre il presunto risparmio a cui mirava il decreto di soppressione delle sedi periferiche della giustizia.
«Invece che dividersi nella difesa di questo o quel tribunale di valle in una lotta tra poveri, era meglio fare una considerazione seria delle prerogative autonomistiche alla luce delle competenze che lo Statuto riserva al presidente della Regione in materia di giustizia, con il potere di nomina dei giudici conciliatori e, con la riforma del 1992, di indicare i giudici di pace che solo formalmente sono nominati dal Presidente della Repubblica previa verifica dei requisiti da parte del Consiglio Superiore della Magistratura.
«Il giudice di pace è un magistrato a tutti gli effetti (anche se onorario), e per di più ancorato al sistema autonomistico, quindi perché non riservargli anche le competenze in materia di tavolare?» – conclude l’avvocato. E sarebbe anche un risparmio perché già adesso il funzionamento degli uffici di giudici di pace (16 in regione) sono a carico della Regione, che oltre a pagare il personale (attualmente 130 persone nei 16 uffici in regione) integra lo stesso compenso dei magistrati onorari operanti nel Trentino Alto Adige. Un impegno finanziario che dal 1992 ad oggi ammonta a circa 10 milioni di euro. Non certo bazzecole.di Giacomo Eccher(fonte:trentinocorrierealpi.gelocal.it9

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