I Cie vanno ripensati: interrogazione parlamentare dell’on.Serena Pellegrino di SEL

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“Scrive l’onorevole Serena Pellegrino di Sinistra Ecologia e Libertà sul suo sito web che il Ministro dell’Interno ha risposto, in data 20 settembre, ad un’interpellanza urgente presentata un mese fa da Sel in merito alla situazione del Centro di Identificazione ed Espulsione di Gradisca d’Isonzo.
Secondo quanto racconta l’Onorevole, il Ministro avrebbe ammesso che i Cie vanno completamente ripensati, attraverso un percorso parlamentare che riconsideri le modalità di funzionamento, i servizi necessari e i criteri per l’appalto.
Nel labirinto del sito web della Camera, in realtà, non riusciamo a trovare né il testo integrale della risposta data dal Ministro, né il testo dell’interpellanza stessa.
Il comunicato della Pellegrino è stato ripreso da qualche sito web locale, senza commenti.
La parlamentare si è dichiarata parzialmente soddisfatta della risposta ricevuta, perché il suo intento era in realtà quello di ottenere la chiusura del centro di espulsione.
Secondo la Pellegrino, il Ministro ha “assunto quale modalità per una più efficace gestione della situazione il rafforzamento delle attività di riconoscimento già durante l’eventuale periodo di detenzione”. In pratica si sta lavorando per sbloccare l’identificazione degli stranieri in carcere. Una proposta molto vecchia, che normalmente nessuno prende mai in considerazione, quando si tratta di fare propaganda politica.
In Umbria, in questi giorni, infuriano le polemiche dopo la presa di posizione del locale segretario del Pd Parlavecchio, che ha partecipato ad un forum insieme al sindacato di polizia Siulp per chiedere l’apertura di un Cie in regione.
A Parlavecchio ha risposto Rifondazione Comunista, secondo cui il Cie non può essere la soluzione a problemi di criminalità.
Le dichiarazioni del segretario provinciale Enrico Flamini sono state riportate su Perugia Today, con foto di repertorio di anonimi stranieri dietro le sbarre.
Rifondazione propone il “rafforzamento di politiche di contrasto alle infiltrazioni mafiose e il contrasto dello spaccio attraverso azioni di prevenzione e riduzione del danno”.
L’articolo ha ricevuto sette commenti, tutti molto negativi nei confronti di questa proposta.
Intanto al Cie di Trapani c’è stata una nuova protesta, “sedata sul nascere”, come scrive il sito Giornale di Sicila.
I migranti lamentavano la scarsa quantità e qualità del cibo. Un centinaio di reclusi ha minacciato azioni violente.
Il sito non fornisce ulteriori dettagli.
L’attuale gestore del centro si è visto rescindere il contratto da parte del Prefetto pochi giorni fa.
Nessuna traccia di tutto questo sui siti web d’informazione nazionali.”(fonte:blogger)

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