
“Dopo tredici anni di attività e punte da record nella rapidità della trattazione dei procedimenti, chiude il Tribunale di Ostia. Il 13 settembre sarà l’ultimo giorno di attività e i facchini hanno già iniziato a trasferire a piazzale Clodio i faldoni contenenti i fascicoli. Il giudice dirigente della sezione distaccata, a capo dell’ufficio sin dal primo giorno, traccia con noi un bilancio di questa importante esperienza e anticipa i problemi che aspettano a chi tra i residenti del litorale chiederà giustizia dopo l’accorpamento del tribunale a Roma.
“Un bacino di utenza di circa trecentomila abitanti produttivo di grandi carichi di lavoro civile e penale, con una criminalità di ogni genere che riempie le pagine dei quotidiani – sostiene – avrebbe meritato il mantenimento della bandiera dello Stato, rappresentata dal presidio giudiziario, che viene invece ammainata. La collettività ostiense presso cui operavano finora due uffici giudiziari, ovvero il tribunale ed il giudice di pace, ne viene privata. Un salto indietro di vent’anni. Con ricadute sulla viabilità e sul tribunale di Roma già notoriamente stracarico di affari civili e penali”.
Non sono bastate, dunque, tutte le manifestazioni tenute dagli avvocati, dagli operatori della Giustizia, dai comitati di quartiere. Un ultima espressione di rabbia ci sarà la mattina del 13 settembre, proprio sotto la palazzina di via dei Fabbri Navali per tentare di bloccare il trasferimento delle pratiche a Roma.
La politica locale per scongiurare questa chiusura ha fatto poco o nulla. Solo la settimana scorsa il Consiglio municipale si è espresso con un documento ufficiale a favore della difesa del Tribunale. Il Comune di Roma già a febbraio scorso aveva notificato la sospensione del pagamento dell’affitto per le palazzine che ospitano tutti gli uffici giudiziari, compresi quelli del Giudice di Pace. Insomma, si cala il sipario ma pochi hanno intenzione di mantenere le luci accese su questa ingiustizia.”(fonte:ilmessaggero.it)



