Acqua all’arsenico: il canone va pagato a metà, quello invece per la depurazione resta in stand-by

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“Acqua all’arsenico: il canone va pagato a metà, quello invece per la depurazione resta in stand-by. L’ha sentenziato il Giudice di pace di Civita Castellana, in seguito al ricorso presentato da un utente. Il quale si è affidato a uno studio legale per chiedere all’azienda che ha in gestione il servizio idrico di tutta la provincia, salvo qualche eccezione, la restituzione delle somme pagate, secondo il ricorrente ingiustamente, perché l’acqua non era potabile.

L’utente ha avuto ragione. Il periodo preso in esame è quello riferito alle bollette – arrivate a casa degli utenti di Civita Castellana – tra il 2006 e il 2007. Al termine del dibattito è arrivata una sentenza molto attesa, che può mettere in moto una raffica di ricorsi da parte di cittadini e associazioni che erano già intenzionati a chiedere indietro le somme pagate per i canoni idrici dal 2009 in poi.
La sentenza del giudice di pace di Civita Castellana, potrebbe fare giurisprudenza, infatti anche le migliaia di utenti Acqualatina, che per anni sono stati costretti a pagare bollette salate per acqua contenente arsenico, potranno, se lo vorranno, ricorrere ai giudici per vedere riconosciuti i loro diritti. Pochi giorni orsono la società ha detto di aver attivato un dearsenificatore. Ma i cittadini dei borghi a nord del capoluogo pontino, quelli dei Comuni di Aprilia, Cisterna, Anzio, Nettuno,potranno ricorrere alla giurisdizione di pace.”(Fonte:inliberauscita.it)

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