Giudice di pace di Ostia, un ordine del giorno scatena la bufera nel XIII municipio di Roma


“Giudice di pace, un ordine del giorno scatena la bufera nel XIII municipio di Roma
si è svolta al Municipio XIII la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ed è scoppiata un’accesa polemica quando si è giunti a mettere all’ordine dei lavori del prossimo Consiglio la risoluzione proposta dal capogruppo Udc sul comodato d’uso dell’immobile comunale di Viale Vega e sullo storno di 850.000 euro per la ristrutturazione dell’immobile.

“Siamo alla vecchia e triste politica – dichiara il capogruppo – vengo combattuto per un’idea giusta ed amministrativamente praticabile per evitare la chiusura delle sedi giudiziarie ad Ostia”. “Ho chiesto che la risoluzione fosse discussa in Consiglio e invece temo che qualcuno voglia bloccarla prima. Pertanto, chiedo a tutti i magistrati, gli avvocati e i dipendenti della Sezione Distaccata del Tribunale, dell’Unep e del Giudice di Pace di presenziare alle Commissioni municipali e al Consiglio, dove si discuterà di tale risoluzione per evitare che grigie logiche di palazzo blocchino una proposta politica a favore del territorio”.
“Per chiarezza, non sono così innamorato di me stesso perchè mi appropri di una mia iniziativa politica: vorrei solo che una proposta condivisa con gli avvocati e i magistrati e dipendenti delle sedi giudiziarie lidensi trovi almeno la possibilità di essere discussa e votata per appello nominale in Consiglio municipale. Se così non fosse chi oggi vuole bloccare la libertà di pensiero si assumerà le sue responsabilità politiche di fronte alla Città e al sindaco , che ha promesso al Ministro Severino una soluzione concreta per le sedi giudiziarie lidensi e che fino a prima della mia risoluzione non era pervenuta nemmeno da politici molto più famosi e potenti di me”.
“Sia chiaro che non sono contro l’asilo Saggittario ma l’eventuale apertura della scuola partirebbe da settembre 2013, mentre oggi abbiamo l’urgenza di salvare il Tribunale che è in via di chiusura. E se chiude, non ritornerà mai più sul nostro territorio, mentre un asilo può essere sempre realizzato dall’ammnistrazione comunale anche dentro la Vittorio Emanuele che per buona parte risulta ancor oggi inspiegabilmente vuota”.(fonte:ilfaroonline.it)

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