Incontro di Unità Democratica Giudici di Pace al Ministero della Giustizia con il sottosegretario prof.Mazzamuto

Oggi al Ministero della Giustizia è avvenuto l’incontro di Unità Democratica Giudici di Pace ,rappresentata dal segretario generale Loveri, con il Sottosegretario di Stato prof.Mazzamuto (con delega per la magistratura onoraria),ed il dott.Patrone ,capo della segreteria , sui temi della riforma dellaMagistratura Onoraria e del ddl n.3039 adottato dalla Commissione giustizia del Senato come testo base per la riforma stessa, i cui termini per la presentazione degli emendamenti è stato fissato al 18 maggio p.v.

Ha esordito il sottosegretario Mazzamuto dicendo che il momento non è esaltante ,e che la riforma potrebbe anche essere attuata prima della scadenza annuale  per evitare ulteriori proroghe annuali ormai estenuanti. La revisione delle sedi dei giudici di pace ,ha aggiunto il sottosegretario, sta seguendo l’iter che ha visto nel parere positivo del CSM un passaggio importante e che ,dopo il parere delle Commissioni Parlamentari ,dovrebbe ricevere una definitiva approvazione. Ha,inoltre,riferito della decisione della commissione giustizia del senato di porre come testo base della riforma della M.O. il progetto ,detto Caliendo ,dal nome del sottosegretario del Ministro della Giustizia del precedente Governo.D’altronde ,secondo il prof.Mazzamuto ,non essendovi risorse, l’aspetto previdenziale non è stato previsto nel ddl Caliendo, per cui potrebbero esservi dei miglioramenti  compensativi,da apportare con gli emendamenti relativi ad una minore incompatibilità con la professione forense ,limitata al Circondario ,piuttosto che al Distretto della Corte di Appello.Il sottosegretario ha riconosciuto la necessità di una riforma ormai improcrastinabile anche per le pressioni ricevute dall’alto (ndr Presidenza della Repubblica) per la sua approvazione rapida,essendo inimmaginabile  oggi una giustizia italiana senza la magistratura onoraria.

Unità Democratica Giudici di Pace con Loveri ha ribadito la necessità di un’approvazione rapida della riforma di una magistratura di pace nuova e diversa da quella esistente e condivisa da altri,cioè :riapertura urgente dei concorsi per avere un giudice di pace giovane ,equilibrato, preparato ,competente ,pagato con indennità fisse ,abolendone il cottimo, incompatibile con la professione forense in modo assoluto,aggiornato permanentemente,coordinato circondarialmente da un giudice togato,presidente del tribunale o delegato,con la ridefinizione degli organici ridotti,assicurato previdenzialmente e contro la malattia,tutelato nei periodi di gravidanza, maternità e puerperio ,con incarichi quadriennali e verifiche periodiche dellaprofessionalità,diligenza,operosità,aggiornamento continuo,con aumento delle competenze per valore e per materia nel civile e nel penale,che abbia l’attuazione delle direttive europee in materia di immigrazione, al servizio del cittadini,con l’abolizione dell’obbligatorietà del patrocinio forense,tipizzato nelle sanzioni disciplinari, con possibilità di audizione sia davanti al Consiglio Giudiziario che al CSM,che veda l’attuazione della Costituzione riguardo all’organizzazione degli uffici dei giudici di pace di competenza delle regioni,ecc.

Riguardo al ddl n.3039 Unità Democratica gdp ha consegnato al prof. Mazzamuto la proposta di emendamento relativo all’art.23 per la chiarificazione dell’ambiguità relativa alle disposizioni transitorie garantendo ulteriori mandati ai gdp in servizio con il limite dei 75 anni, a prescindere dal compimento dei sessanta o dei sessantotto anni ,per evitare ingiustizie  tra i gdp ,visto che le classi di età dei gdp in servizio sono strutturate ad onde ,che, nel caso dai sessantasettenni a dei cinquantanovenni, sono più basse delle altre classi di età ,che sono  più alte agli estremi inferiore e superiore (40enni e 70enni)

UDGDP ha chiesto,infine, al sottosegretario della giustizia  di mantenere un contatto continuo con l’associazione e che il Ministero della Giustizia  emani circolari relative al pagamento delle indennità ai gdp penali per le archiviazioni nei procedimenti contro ignoti, rimediando alla disparità di trattamento attuale tra i gdp, che hanno fatto causa al Ministero ,vincendone le relative cause ,e coloro che non hanno voluto o  potuto agire giudizialmente contro il proprio datore di lavoro per ottenere le stesse indennità.

L’incontro cordiale ha avuto un esito positivo e ci auguriamo che possa iniziare una leale collaborazione per il superamento degli ostacoli quotidiani e delle difficoltà organizzative degli uffici dei giudici di pace.

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