Non crediamo che come Giudici di Pace possiamo disinteressarci da tutto per rivolgerci solo su noi stessi come se fossimo il centro dell’universo. Se il 25 Aprile non fosse celebrato in Italia significherebbe rinnegare la storia della nostra democrazia e dello Stato nato dalla Resistenza. Non crediamo come Unita’ Democratica Giudici di Pace che l’oblio sia una forma di pacificazione . Costruire la pace dopo un periodo dittatoriale e’ stato difficile in Italia come in un qualsiasi stato. Ma proprio dalla Resistenza nasce una memoria sacra di difesa di valori tutti inclusi nella nostra Carta Costituzionale.
Il monito che viene dai martiri rappresenta per noi la base dell’ opera quotidiana in difesa della legalita’, della giustizia ,dell’eguaglianza, della liberta’, della democrazia.Ci sentiamo fortemente coinvolti nel difendere i principi costituzionali.Vogliamo ricordarci che la difesa dei valori costituzionali non e’ puro formalismo.Anzi, rappresenta la forza morale di un popolo in nome del quale pronunciamo le sentenze. (Diego Loveri)

Dal sito di Magistraura Democratica:
La presenza dell’ ANPI sul nostro sito nella ricorrenza del 25 Aprile esprime la comunione di valori e segna una rilancio della collaborazione che da anni ci lega nelle iniziative pubbliche e nei luoghi ove si formano le nuove generazioni. Ringrazio doppiamente l’avv.Ricci per il suo intervento.
Luigi Marini
Il valore “costituzionale” della memoria
Nel nostro Paese si verificano spesso episodi che portano a interrogarci su quale sia il significato del ricordare il periodo storico della Resistenza. I valori che sono stati affermati nella lotta di liberazione e gli effetti che ne sono scaturiti hanno ancora oggi un peso importante. La Costituzione, prodotto della Resistenza e della lotta di Liberazione, è il sunto finale e fondamentale dell’impegno che molti antifascisti hanno profuso nell’ affermazione dei diritti di libertà, autodeterminazione e, più in generale, di democrazia.



