
“Rumori molesti, animali domestici lasciati liberi negli spazi comuni, occupazione dei parcheggi. Il Lario non è immune dallo stalking condominiale, conflitti tra vicini di casa che sempre più spesso finiscono davanti a un giudice. «Se la conflittualità non si risolve in modo bonario, spesso si ricorre alle vie legali», dice la presidente dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari (Anaci) di Como.
Secondo una classifica pubblicata nei giorni scorsi dall’Associazione Nazional-Europea degli Amministratori di Immobili (Anammi), il fenomeno è in crescita. La classifica dei motivi di litigio vede al primo posto l’abuso degli spazi comuni, seguito dai rumori molesti e dai problemi legati agli animali. Complessivamente, in Italia le controversie sono 2 milioni in un anno, delle quali 350mila risolte dal giudice di pace e 200mila in un’aula di Tribunale.
«Non abbiamo un dato preciso relativo alla provincia di Como ma il problema esiste – dice Molteni – Le recenti sentenze di allontanamento dal proprio appartamento di persone ritenute colpevoli di “stalking condominiale” spingono a stare più attenti e avere maggiore attenzione, ma le liti che sfociano in procedimento giudiziario sono numerose».
Nella maggior parte dei casi, il contenzioso è limitato a due condòmini.
«Molto spesso il problema è limitato a due persone o a due nuclei familiari – dice la presidente di Anaci Como – L’amministratore generalmente prova a mediare, ma non sempre la situazione si risolve, anche perché il professionista non ha strumenti per intervenire, può soltanto mediare con buona volontà e senso civico. La situazione di crisi ha reso tutti meno tolleranti, questo è indubbio – prosegue – In realtà, però, a fare davvero la differenza è il grado di educazione, buon senso e civiltà. Fortunatamente, ci sono molte persone che non sono affatto cambiate e che sono civili anche nell’ambito di eventuali discussioni e situazioni conflittuali».
A mandare su tutte le furie il vicino di pianerottolo o l’inquilino del piano di sotto o di sopra contribuiscono in primo luogo i rumori molesti.
«Il rumore è il primo punto di discussione e di conflitto tra persone che abitano vicino – conferma – È un problema che può portare all’esasperazione. Una seconda questione riguarda gli animali domestici, soprattutto nel caso di cani lasciati soli a lungo che abbaiano in assenza del padrone oppure di bestiole, cani e gatti, lasciati liberi di muoversi negli spazi condominiali. Questi atteggiamenti sono spesso motivo di litigio».
Non mancano, poi, i casi che vedono l’intero condominio coalizzato contro un unico residente ritenuto irrispettoso o scorretto. «Capita di avere casi di “tutti contro uno” – conferma la presidente comasca dell’Anaci – soprattutto quando quell’uno non rispetta le regole e gli spazi comuni. In questo senso, al primo posto ci sono i problemi legati al parcheggio. Posso citare il caso di un inquilino letteralmente sparito non si sa perché e dove da un anno e mezzo, con la macchina ferma nel cortile condominiale. sempre più degradata. In molte situazioni è peggiorata o venuta a mancare l’educazione. Si vive soltanto di diritto e mai di doveri e questo crea inevitabilmente conflitti».
Negli ultimi due anni, la crisi economica ha fatto poi lievitare le cause per il recupero delle spese.
«Abbiamo registrato un picco di casi nei quali è necessario ricorrere al decreto ingiuntivo – Abbiamo un numero sempre maggiore di persone che, per una varietà di motivi, hanno una capacità di spesa ridotta e non riescono a far fronte a tutte le spese. In queste situazioni, se i tentativi bonari non vanno a buon fine occorre procedere per vie legali. Questo accade indipendente dal livello di ceto sociale. Ho fatto decreti ingiuntivi e poi pignoramenti e vendita all’asta a persone residenti in condomini di lusso. Questa è sicuramente una delle problematiche attualmente più serie», conclude la presidente dell’Anaci.”(Anna Campaniello)(Fonte:Corrierecomo.it)



