
“Il confronto pre-elettorale è caratterizzato dalla totale scomparsa di uno dei temi che hanno dominato le campagne elettorali degli ultimi 15 anni: il tema dell’immigrazione. Dalla seconda metà degli anni Novanta e fino all’ultima tornata amministrativa, le forze politiche si sono regolarmente scontrate, a volte in modo furibondo, sul fenomeno migratorio e sui suoi effetti, diretti e indiretti, veri o presunti. In particolare, l’immigrazione è stata spesso indicata come la causa della insicurezza delle nostre città, come un rischio per l’identità nazionale e come una minaccia per i posti di lavoro degli italiani e per il sistema dei servizi di cui beneficiano. Questa volta invece nessuno ne parla. Come mai? Gli immigrati non ci sono più?
Al contrario: fra il 2007 e il 2011 gli stranieri regolarmente residenti in Italia sono passati da 4 milioni a 5. Per non parlare dei clandestini. E allora cosa è successo? Probabilmente è successo che i sondaggi, che ormai sono la bussola pressochè unica che orienta le proposte dei partiti, hanno evidenziato che l’immigrazione non è più in cima ai pensieri dei cittadini. Visto il modo in cui il tema è stato agitato fino a ieri, verrebbe da dire: meglio così. Ma certo non è confortante verificare in modo così eclatante che un fenomeno sociale può stare al centro dell’agenda politica o finire ai margini fino a scomparire a prescindere dalla sua natura reale, solo sulla base di calcoli elettorali.”(Fonte:telereggio.it) di Gabriele Franzini



