Parametri forensi: le nuove tabelle proposte dal Cnf


Pubblichiamo un interessante commento sulle nuove tabelle proposte dal CNF relative alla modifica dei parametri forensi…

“Presentata dal Cnf la proposta di modifica delle tabelle sui parametri forensi previste dal D.M. n. 55/2014 per la liquidazione dei compensi legali.

Nella seduta del 10 febbraio scorso, il Cnf ha approvato l’ipotesi di modifica dei parametri forensi, da sottoporre all’esame del Ministero della Giustizia.
cnf 2017 proposta modifica parametri pdf

Ricordiamo che la legge professionale (Legge n. 247/12), all’art. 13, comma 6, prevede che i parametri debbano essere emanati, ogni 2 anni, con decreto del Ministero della Giustizia su proposta del Consiglio Nazionale Forense, ed ogni 2 anni possano essere integrati o modificati.

Nel valutare l’impatto prodotto dai nuovi parametri sulla vita professionale degli avvocati a due anni di distanza dall’entrata in vigore del D.M. 55/2014, il Cnf osserva che, in linea generale, i nuovi parametri consentono “liquidazioni più significative dal punto di vista economico” rispetto al regime del previgente D.M. n. 140/2012.

Ciò nonostante – osserva il CNF – in alcuni casi essi “appaiono non proporzionati rispetto all’attività difensiva concretamente ed effettivamente svolta”.

Da qui la proposta di una serie di modifiche dei parametri sia per l’attività stragiudiziale sia per quella giudiziale civile, amministrativa e penale.

Vediamo quindi le principali ipotesi di modifica proposte per ciascuna delle tipologie di attività dell’avvocato.

Attività stragiudiziale

Il Cnf propone l’introduzione di due tabelle distinte per “assistenza” e “consulenza”, dato che si tratta di attività con caratteristiche, anche in termini di durata, diverse: l’assistenza infatti presuppone un’opera continuativa che si articola in varie attività, anche di carattere diverso, protratte nel tempo; la consulenza invece può esaurirsi nel breve periodo od in un singolo episodio, potendo comunque rendere necessario lo studio di questioni di particolare impegno.
Mediazione, Odr e Occ
Si propone di disciplinare il compenso dovuto per l’attività prestata come avvocato nell’ambito della mediazione, della a.d.r. e degli o.c.c. (organismo di composizione della crisi), mediante un’apposita tabella oppure con richiamo alla tabella per l’attività stragiudiziale.
Arbitrato

Reintrodurre la distinzione tra i compensi previsti per l’arbitro unico e quelli per l’arbitrato collegiale, dato il diverso e più gravoso impegno previsto per il presidente del collegio arbitrale.
Fase post decisoria
Il Cnf propone di prevedere un compenso per la fase post decisoria, che richiede in genere singoli ed autonomi adempimenti non rientranti di fatto né nella fase decisionale né in quella esecutiva ma ad esse funzionalmente connessi: il compenso va calcolato in misura del 10-20% del parametro previsto per la fase decisionale.
Giudizio amministrativo

Inserire una tabella specifica per la fase di ottemperanza.
Prevedere una tabella ad hoc per la fase cautelare, sia in primo grado sia dinanzi al Consiglio di Stato, articolata nelle fasi di studio, trattazione e decisione.
Materia civile

L’unificazione delle tabelle a prescindere dall’autorità giudiziaria competente in via funzionale: ciò “alla luce delle sopravvenute modifiche normative che hanno mutato la competenza del Giudice onorario accorpando il Giudice di Pace, unitamente a quella del G.O.T., nella nuova figura del G.O.P”.
Eliminare l’attuale previsione della riduzione del 50% (in caso di gravi ed eccezionali ragioni debitamente esplicitate) del compenso all’avvocato del soccombente in caso di responsabilità processuale ex art. 96 c.p.c. o comunque, nei casi d’inammissibilità o improponibilità o improcedibilità della domanda.
Compenso per l’atto di precetto
Si propone di rideterminare il compenso per l’atto di precetto, dato che non di rado ad esso si accompagnano numerosi altri adempimenti (indagini, accessi, ripetizione delle notifiche…): i criteri per l’aumento o la riduzione del compenso attualmente previsto possono essere aumentati sino al 100% e ridotti sino al 50%.
Assistenza a più soggetti
Rimodulare i criteri per l’aumento e/o riduzione del compenso in base al parametro medio e alla diversità e/o identità delle posizioni processuali e di merito.
Giudizi penali: ecco alcune delle modifiche proposte per i parametri legati all’attività giudiziale penale:
contemplare nel calcolo della liquidazione del compenso anche le udienze di mero rinvio, posto che, rileva il Cnf, “non può essere revocato in dubbio che andare in udienza è un’attività lavorativa effettiva, anche se poi l’udienza viene meramente rinviata…”;
per limitare l’eccessiva discrezionalità del giudice nella liquidazione di importi al di sotto dei minimi, individuare espressamente i casi nei quali il ciò può avvenire: ad es. in caso di remissione della querela, prescrizione del reato, morte del reo ecc.;
parametrare il compenso anche a criteri quantitativi legati al numero di atti difensivi redatti o di udienze cui il difensore ha partecipato;
modificare la norma che prevede la riduzione del 30% per la difesa di più soggetti con identica posizione processuale, perché contraria al “principio costituzionalmente previsto della proporzionalità tra il compenso e l’importanza dell’opera prestata”;
gratuito patrocinio: applicare la medesima disciplina prevista per i soggetti che non accedono a tale beneficio, pena l’incostituzionalità dell’attuale previsione;
definire con chiarezza le voci “indagini difensive”, “cautelari personali” e “cautelari reali” nella tabella;
riaggiornare proporzionalmente tutti i parametri con aumento almeno del 20% rispetto ai valori attuali.
La proposta di modifica dei parametri passa dunque all’esame del Ministro della Giustizia.”
(fonte:Altalex.com)

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