(foto:lastampa.it)
“Profughi e gruppi di attivisti “no borders” lanciano sassi gli agenti .Oggi trasferite 2400 persone. I volontari: ma ogni giorno ci sono 30 nuovi arrivi
Negli scontri gli agenti hanno usato gas lacrimogeni in risposta a un fitto lancio di pietre
Iniziato oggi lo smantellamento definitivo (nei desideri delle autorità francesi) della «giungla», la più grande bidonville di migranti d’Europa, a cinque chilometri a Nord-Est di Calais, sulle dune che corrono parallele alla Manica. È ormai un ammasso di tende e baracche (pochi i container), tra spazzatura e topi in circolazione, dove il freddo dell’autunno del Nord già incombe. Sarà davvero la volta buona? Se Parigi ha già trovato una sistemazione per 6400 persone in centri di accoglienza disseminati in tutto il Paese (ad eccezione della Corsica), così da effettuare uno smantellamento «pacifico», si temono le reazioni degli irriducibili, i migranti irrigiditi nel desiderio di raggiungere il Regno Unito (che, però, non li vuole). Ancora di più si temono le proteste violente dei «no borders».
Secondo le stime della polizia francese di ieri sera, fra i 150 e i 200 di questi attivisti, contrari alle limitazioni ai flussi di migranti all’interno dell’Europa, si sarebbero intrufolati all’interno della giungla negli ultimi giorni. E potrebbe esserci il loro zampino negli scontri che sono già scoppiati nella notte tra sabato e domenica e in particolare nelle prime ore di ieri, nei pressi del porto di Calais. Lì alcune decine di persone hanno lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con i gas lacrimogeni. Nella città e nei suoi dintorni sono arrivati negli ultimi giorni 1250 fra poliziotti e gendarmi, che si sono aggiunti ai 2100 già presenti a Calais.
La speranza delle autorità, comunque, è di svolgere l’operazione senza troppi impicci. A partire da oggi e per una settimana l’obiettivo è evacuare 6400 persone in 280 diversi centri di accoglienza. Nella sola giornata di oggi ne dovrebbero partire 2400. Secondo l’ultimo censimento, realizzato dalle Ong presenti sul posto lo scorso mese, erano 10.100 gli abitanti della giungla (solo 1500 sistemati in container). Ma nel frattempo, da quando Bernard Cazeneuve, il ministro degli Interni, ha annunciato lo smantellamento, almeno 2000 sarebbero già partiti, non si sa bene dove. «Tra quelli rimasti, sono sempre più numerosi i migranti che decidono di abbandonare il loro progetto di raggiungere il territorio britannico – sottolinea Pascal Brice, direttore dell’Ofpra, l’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apatridi -: ormai vogliono restare in Francia».
Un vasto hangar di 3mila metri quadrati, a breve distanza dalla bidonville, era già pronto ieri sera per accoglierli e smistarli. Il progetto prevede di dividerli fra quattro file: gli adulti soli, le famiglie, i minorenni soli e le persone considerate più vulnerabili (soprattutto le donne che stanno compiendo il loro esodo senza nessuno al loro fianco). A ognuno di loro vengono proposte due regioni francesi di destinazione, tra cui scegliere. Poi, sarà loro consegnato un braccialetto del colore corrispondente alla regione selezionata: servirà a individuarli meglio e a spostarli verso il pullman giusto per arrivare a destinazione. In questo modo il presidente François Hollande, come promesso a più riprese, risolverà veramente il «problema Calais»? Secondo François Guennoc, responsabile dell’Auberge des migrants, una delle Ong più attive nella giungla, non è sicuro: «Tanti di loro ritorneranno qui – dichiara –, senza contare che nuovi migranti continuano ad arrivare, almeno una trentina al giorno».
L’altro grande punto interrogativo riguarda il destino dei minorenni, in viaggio da soli. Ieri 39 hanno lasciato Calais, per raggiungere i loro familiari nel Regno Unito. Si è così arrivati a 200 partiti nell’ultima settimana dall’altra parte della Manica. Ma, secondo il censimento di settembre, ce ne sarebbero 1291 in tutto nell’accampamento. Altri 400 forse saranno accolti da Londra, ma non è sicuro. E la Francia avrebbe difficoltà a trovare una sistemazione per tutti quelli che restano, adolescenti ma anche bambini, in molti casi oggetto di violenze sessuali tra le tende della giungla.” di LEONARDO MARTINELLI (fonte:lastampa.it)
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“Migranti, partiti i primi bus: a Calais lo sgombero della “giungla”
Dopo gli scontri di stanotte, dalle sei i profughi hanno iniziato a radunarsi con zaini e valigie. Lo smantellamento del campo, che ospita più di seimila persone, durerà una settimana. Il ministro Cazeneuve: “Tutto tranquillo, situazione sotto controllo”
E’ cominciato lo sgombero della “giungla” di Calais, il grande campo in condizioni estremamente precarie che ospita più di seimila profughi diretti verso l’Inghilterra. Il primo pullman ha lasciato la “giungla” con 50 sudanesi diretti nel Burgundy, seguito poi da molti altri. A bordo di ciascuno dei 60 pullman predisposti per il trasferimento dei migranti, due accompagnatori dovranno garantire che le operazioni si svolgano nella calma. Dopo la tensione e gli scontri durati fino a notte, all’alba i migranti avevano cominciato a radunarsi presso il punto di raccolta indicato dalle autorità francesi per le operazioni di sgombero. Tutto si sta svolgendo in modo “tranquillo” e la situazione è “sotto controllo”, ha detto il ministro francese dell’Interno, Bernard Cazeneuve. I problemi, però, sono rimandati, non risolti: “Verranno verso la fine della settimana, quando nel campo rimarranno i ‘resistenti’, quelle persone, stimate in circa duemila, che non vogliono andare via ma restare nella speranza di raggiungere l’Inghilterra”, denuncia Christian Salomé di L’auberge des migrants” che assiste i migranti a Calais.
Uomini e donne si sono presentati già attorno alle 6 di questa mattina con valigie e zaini davanti al capannone che funge da quartier generale per l’operazione di smantellamento del campo, che dovrebbe durare almeno una settimana. Una sessantina di autobus caricherà parte dei 6.486 migranti presenti nel campo per trasferirli in centri di accoglienza sparsi su tutto il territorio nazionale. Il governo francese ha tenuto a rimarcare il carattere “umanitario” dell’operazione, volta a chiudere la più grande baraccopoli francese, nata 18 mesi fa e abitata da immigrati arrivati soprattutto da Afghanistan, Sudan ed Eritrea con il sogno di attraversare la manica e raggiungere il Regno Unito.
Tra gli oltre 6.000 migranti presenti nella giungla si contano anche 1.291 minori. Quasi 200 di loro sono stati trasferiti nel corso dell’ultima settimana dal regno unito. I minorenni non accompagnati saranno accolti in via temporanea in un centro a Calais, giusto il tempo necessario per istruire le loro pratiche e portare a termine le trattative ancora in corso tra Parigi e Londra per l’accoglienza nel Regno Unito di altri bambini, in particolare i più vulnerabili e quelli che hanno parenti.
Per l’operazione di smantellamento sono stati dispiegati circa 1.250 agenti delle forze di sicurezza. I migranti verranno distribuiti nei centri di accoglienza di 11 regioni (escluse Ile-de-France e Corsica). La scelta della destinazione, riferiscono oggi i media locali, si effettua nell’hangar di tremila metri quadrati situato a circa 300 metri dalla “giungla” in cui è stato allestito il quartier generale dell’operazione. Lì i migranti incontrano i funzionari dell’Ufficio francese dell’immigrazione e integrazione che propongono a ciascuno di loro la scelta tra due regioni di destinazione, illustrandole sulla mappa della Francia.
Una volta effettuata la scelta a ciascuno di loro viene dato un braccialetto del colore corrispondente alla regione (molti non parlano né leggono il francese) e quindi viene spostato in una tenda del colore corrispondente. Quando la tenda da 50 posti è piena, i migranti vengono fatti salire su un autobus che parte per quella destinazione: secondo quanto riporta la stampa francese che descrive le operazioni di smantellamento del campo, sono state date istruzioni perché le persone che si presentano assieme non vengano divise anche se non fanno parte dello stesso nucleo famigliare. I migranti vengono anche suddivisi in gruppi: maggiorenni soli, famiglie, minorenni soli, persone vulnerabili.”(fonte:larepubblica.it)



