
RESOCONTO DELLA SEDUTA DEL 12 APRILE U.S. DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
Delega al Governo per la riforma organica della
magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici
di pace.
C. 3672 Governo, approvato dal Senato, C. 1338
Greco, C. 1696 Tartaglione e 1669 Carrescia.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento in oggetto, rinviato nella
seduta del 5 aprile 2016.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte
che sono stati presentati emendamenti
ed articoli aggiuntivi al testo in
esame (vedi allegato).
Giuseppe GUERINI, relatore, invita al
ritiro delle proposte emendative presentate,
esprimendo altrimenti parere contrario.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI
esprime parere conforme al relatore.
Arcangelo SANNICANDRO (SI-SEL) fa
presente che sono stati presentati circa
150 emendamenti, dei quali prende visione
al momento. Chiede, quindi, una sospensione
dei lavori per poterli analizzare.
Donatella FERRANTI, presidente, ricorda
che la programmazione dei lavori è
stata determinata dall’Ufficio di presidenza,
integrato dai rappresentanti dei
gruppi, e che nella seduta odierna è prevista
la votazione degli emendamenti. Ricorda
altresì che il fascicolo degli emen-
damenti è in distribuzione dall’inizio della
seduta in sede referente convocata oggi
alle ore 9.30 per l’esame degli emendamenti
sulla proposta di legge sulle unioni
civili. Ritiene, quindi, che non ci siano le
condizioni per accogliere la richiesta del
deputato Sannicandro.
Nicola MOLTENI (LNA) interviene per
illustrare in generale gli emendamenti presentati
dal suo gruppo. A fronte del muro
innalzato dalla maggioranza e dal Governo
rispetto a qualsiasi possibilità di confronto
sul testo trasmesso dal Senato, sottolinea
come la riforma della magistratura onoraria
sia di fondamentale importanza per
la giustizia italiana, che la magistratura
onoraria è uno strumento imprescindibile
per garantire l’efficienza di tutto il sistema.
Per tale ragione, la Lega non ha
presentato emendamenti ostruzionistici,
ma unicamente proposte modificative del
testo nell’ottica di migliorarlo sulla base
dei rilievi che sono pervenuti, in maniera
univoca, dalle associazioni maggiormente
rappresentative dei magistrati onorari. Per
tale ragione, ritiene che sia grave blindare
a priori il provvedimento senza voler verificare,
attraverso il confronto parlamentare,
se le proposte sostanzialmente formulate
proprio da coloro che in questi
anni hanno maturato una significativa
esperienza sul campo, siano meritevoli di
accoglimento. Ritiene che trincerarsi dietro
alla blindatura del testo significherebbe
perdere una grande occasione per
porre mano in maniera adeguata ad una
riforma che deve considerarsi strategica
per l’intero settore della giustizia. Invita,
quindi, il relatore ed il Governo a rivedere
il loro parere contrario ad ogni emendamento,
valutando così se sia opportuno o
addirittura necessario modificare il testo
in alcuni punti, con la consapevolezza che
in altri, come quelli relativi alla competenza,
si sono fatti importanti passi in
avanti.
Stefano DAMBRUOSO (SCpI) ritira gli
emendamenti da lui presentati insieme
all’onorevole Matarrese, avendo verificato
anche con il rappresentante del Governo,
con il Presidente del gruppo PD e con il
relatore, che una terza lettura del provvedimento
metterebbe a fortemente rischio
l’approvazione finale del provvedimento
in tempi utili rispetto alla scadenza
del 31 maggio prossimo.
Antonio MAROTTA (AP) rileva che, pur
condividendo l’impostazione del testo del
Senato, il suo gruppo ha ritenuto di presentare
alcuni emendamenti su particolari
questioni, come quelle relative alla competenza
su alcune materie estremamente
complesse, per le quali sarebbe opportuno
confermare la competenza della magistratura
togata, la quale verrebbe comunque
presumibilmente sempre coinvolta in secondo
grado. A questo proposito, richiama
la competenza per le cause in materia di
condominio degli edifici, che, nonostante
la complessità che potrebbero assumere in
alcuni casi, è rimessa ai giudici di pace.
Ritiene che si potrebbe pensare, attraverso
un ordine del giorno interpretativo dell’articolo
2, comma 15, lettera a), ad una
soluzione che contemperi l’esigenza di evitare
una nuova lettura del Senato e confermare
la competenza della magistratura
togata per la materia condominiale.
Alessandro PAGANO (AP) si associa
all’intervento dell’onorevole Marotta.
Donatella AGOSTINELLI (M5S) nel ribadire
la ristrettezza dei tempi dell’esame
degli emendamenti già evidenziata dal deputato
Sannicandro, prende atto con forte
disappunto dei pareri contrari del relatore
e del Governo anche in relazione a emendamenti
che non sono ostruzionistici,
come quelli del Movimento 5 Stelle.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 1.1.
Nicola MOLTENI (LNA) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 1.2,
ribadendo lo sconcerto per i pareri contrari
su tutti gli emendamenti. Ricorda che
gli emendamenti della Lega sono stati tutti
suggeriti dalle associazioni maggiormente
rappresentative della magistratura onora-
ria per cui è difficilmente comprensibile la
posizione di totale contrarietà da parte
della maggioranza. Ribadisce che il Parlamento
si trova avanti ad una grande
occasione mancata, in quanto non si vuole
tenere conto che per la prima volta le sigle
rappresentanti della magistratura onoraria
hanno raggiunto una posizione comune,
che la Lega ha ritenuto opportuno trasformare
in emendamenti, dei quali tuttavia
non si vuole tenere conto.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Molteni 1.2,
Maestri 1.3 e Colletti 1.4, 1.5 e 1.6.
Arcangelo SANNICANDRO (SI-SEL) dichiara
che il suo gruppo si asterrà dalle
votazioni in quanto non è stato dato
tempo ai deputati di esaminare gli emendamenti.
Donatella FERRANTI, presidente, ricorda
che i tempi di esame degli emendamenti
sono stati stabiliti da tempo e che
oggi, prima della seduta, ci sarebbe stato
il tempo per esaminarli.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 1.7,
Maestri 1.8, Molteni 2.1, Sannicandro 2.3,
Turco 2.4 e Colletti 2.5.
Donatella AGOSTINELLI (M5S) chiede
di accantonare gli emendamenti presentati
dal deputato Colletti, considerato che sta
arrivando.
Donatella FERRANTI, presidente, accantona
gli emendamenti Colletti 2.6 e 2.7.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Molteni 2.8,
Turco 2.9 e 2.10 e Sannicandro 2.11.
Donatella FERRANTI, presidente, considerato
che è giunto il deputato Colletti,
avverte che si passa agli emendamenti 2.6
e 2.7.
Andrea COLLETTI (M5S) dichiara che
gli emendamenti presentati dal Movimento
5 Stelle sono volti a rappresentare al
Governo come si sarebbe dovuta riformare
la magistratura onoraria. Osserva che finora
i magistrati onorari sono stati sfruttati
da parte di tutti i governi che si sono
succeduti facendo fare loro il lavoro che
avrebbero dovuto fare i magistrati togati,
secondo la logica della precarietà del lavoro
e la delocalizzazione dello stesso. Gli
emendamenti del Movimento 5 Stelle mirano
a trasformare i magistrati onorari in
veri e propri collaboratori del giudice, e
quindi in funzionari pubblici, con tutte le
tutele connesse a tale status. Il Governo
invece vuole continuare a sfruttare i magistrati
onorari come se fossero dei lavoratori
precari con il compito di alleggerire
il carico di lavoro dei magistrati togati. Gli
emendamenti del suo gruppo sono diretti
anche a limitare quantitativamente il carico
di lavoro dei giudici di pace che non
può essere lo stesso dei magistrati togati,
dovendosi limitare nel numero delle cause.
Il giudice di pace deve essere un ausilio
per il giudice togato, senza sostituirsi ad
esso, secondo, invece, il disegno del Governo,
che contraddice con la natura onoraria
di tale magistratura ed i principi
costituzionali.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 2.6.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra il suo
emendamento 2.7 e ne raccomanda l’approvazione.
Si sofferma sull’attuale sistema
di remunerazione a cottimo del
giudice di pace, che rischia fortemente di
pregiudicare la qualità delle sentenze, e,
quindi, i diritti dei cittadini, che pagano
troppo per accedere alla giustizia, a causa
del contributo unificato, mentre lo Stato
non retribuisce in maniera adeguata i
magistrati onorari. L’attribuzione alla magistratura
onoraria di competenze che dovrebbero
spettare alla magistratura togata
risponde molto probabilmente ad un disegno
di delocalizzazione della giustizia,
che, per assurdo, potrebbe arrivare a vedere
sentenze fatte in altri Paesi, così
come già avviene da tempo per il mercato.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 2.7.
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 2.12
che regolamenta i requisiti di accesso alla
magistratura onoraria, sottolineando che
per il Movimento 5 Stelle sarebbe necessario
un concorso pubblico anche per
accedere alla magistratura onoraria, che
naturalmente non dovrà essere come
quello relativo alla magistratura togata.
Strettamente collegata alla questione dell’accesso
alla magistratura onoraria vi è
quella della competenza, che dovrebbe
essere più ridotta rispetto a quella delineata
dal Governo che non tiene conto
della natura onoraria di tale magistratura.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.12 e
2.15.
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda
l’approvazione dell’emendamento 2.13, che
pone rimedio al tentativo del Governo di
rendere i tirocinanti dei veri e propri
« schiavi », non essendo prevista per loro
neanche una indennità e il Governo ne
dovrebbe spiegare le ragioni.
Nicola MOLTENI (LNA) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 2.13
rilevando che al principio del servizio deve
corrispondere il principio della retribuzione
equa. Invita il Governo a dare delle
risposte.
Alessandro PAGANO (AP) ritiene importante
che il Governo si esprima.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Molteni 2.13 e
Colletti 2.16.
Andrea COLLETTI (M5S) si chiede per
quali ragioni la Lega intenda sopprimere
le incompatibilità, quando invece dovrebbero
essere ampliate, prevedendola per
esempio per l’esercizio della funzione forense
nell’ambito del circondario di Corte
d’appello. Il suo gruppo voterà contro
l’emendamento Molteni 2.14.
Nicola MOLTENI (LNA) ritira il suo
emendamento 2.14.
Andrea COLLETTI (M5S) si sofferma
sul suo emendamento 2.17 ricordando la
proposta di legge sulla incompatibilità dei
magistrati che da oltre un anno è all’esame
delle Commissioni I e II, ritenendo
che il magistrato che svolge funzioni politiche
non deve rientrare in magistratura,
in quanto è importante anche apparire
imparziali. Ricorda che il nuovo presidente
dell’ANM, a titolo personale, ha già
affermato tale esigenza.
Donatella FERRANTI, presidente, invita
il deputato Colletti ad attenersi all’emendamento,
che fa riferimento alla magistratura
onoraria.
Andrea COLLETTI (M5S) fa presente
che ha richiamato la proposta di legge
sulla incompatibilità dei magistrati per far
presente che gli emendamenti presentati
dal suo gruppo in materia di incompatibilità
dei magistrati onorari rispondono
alla stessa ratio di quelli presentati per la
magistratura togata. Ad esempio, l’emendamento
2.17 è diretto a stabilire che
l’incompatibilità con lo svolgimento delle
funzioni di magistrato onorario da parte
di chi abbia rivestito cariche politiche deve
essere temporale, così come deve avvenire
per la magistratura togata. Ritiene che il
testo su questo punto sia incostituzionale
prevedendo una incompatibilità assoluta,
considerato che vi è un diritto costituzionale
per l’elettorato attivo.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.17,
2.18 e 2.19.
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 2.20.
Albrecht PLANGGER (Misto-Min.Ling.)
sottoscrive gli emendamenti Schullian 2.21
e 2.23.
Andrea COLLETTI (M5S) sottoscrive
l’emendamento Schullian 2.21.
La Commissione respinge l’emendamento
Schullian 2.21.
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 2.22
e lo illustra.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.22,
Schullian 2.23, gli identici emendamenti
Sannicandro 2.24 e Maestri 2.25, e Turco
2.28, fatto proprio dall’onorevole. Maestri.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra il suo
emendamento 2.29 volto a prevedere tutele
previdenziali a favore dei magistrati
onorari, disciplinando anche le modalità
contributive. Rileva che l’emendamento al
fine di dare una tutela ai magistrati onorari
prevede anche l’equipollenza tra il
servizio prestato come magistrato onorario
da avvocati che abbiano chiesto la cancellazione
dall’Albo all’iscrizione e l’iscrizione
nell’albo professionale ai fini del computo
dell’anzianità di iscrizione presso l’albo
medesimo, per un eguale periodo ai fini
della eventuale iscrizione presso la Cassa
forense nonché dell’accesso dell’abilitazione
per il patrocinio avanti le magistrature
superiori. Ritiene che in materia
previdenziale il testo approvato dal Senato
sia carente, in quanto non si è voluto
prevedere alcun onere a carico dello Stato
e tanto meno la possibilità per i magistrati
onorari di sanare tale lacuna a spese
proprie.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI
rileva che nel testo si prevede un regime
previdenziale con contributi a carico del
giudice onorario senza oneri per lo Stato,
in quanto non si sta procedendo a una
stabilizzazione di una determinata figura
professionale. Ritiene che si tratti di un
passo in avanti rispetto alla situazione
attuale.
Andrea COLLETTI (M5S) osserva che il
suo emendamento non è volto a prevedere
una stabilizzazione, ma a risolvere questioni
tecniche che in futuro sicuramente
si dovranno affrontare.
La Commissione respinge l’emendamento
2.29.
Nicola MOLTENI (LNA) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 2.33,
volto ad eliminare il riferimento alla tassatività
che appare del tutto incerto nei
suoi contenuti per quanto attiene alla
scopertura dei posti di magistrato ordinario.
Andrea COLLETTI (M5S) pur ritenendo
non opportuno sopprimere il riferimento
alla tassatività, condivide le osservazioni
del deputato Molteni sulle incertezze
interpretative del testo, che a suo
parere sono finalizzate a dare un’amplissima
libertà di manovra al governo in fase
di attuazione della delega.
La Commissione respinge l’emendamento
Molteni 2.33.
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 2.34
volto a sopprimere la parte della delega
relativa alla possibilità in cui il giudice
onorario possa sostituire per determinate
ragioni non sufficientemente determinate
il giudice togato. Si tratta di una disposizione
che dovrebbe essere superata attraverso
il reclutamento di magistrati togati.
Chiede che il Governo si impegni formalmente
a risolvere la grave questione della
carenza di organico della magistratura
togata.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI
ricorda che ogni anno vengono banditi due
concorsi per magistrati togati per 350
posti.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.34,
Maestri 2.35, Colletti 2.36 e Colletti 2.37.
Nicola MOLTENI (LNA) interviene sul
suo emendamento 2.38, volto a prevedere
Martedì 12 aprile 2016 — 61 — Commissione II
che i magistrati onorari possano essere
confermati non solo per un quadriennio,
quanto piuttosto per ulteriori quadrienni
fino al raggiungimento dei limiti di età,
garantendo in tale modo continuità e stabilità
nell’esercizio delle funzioni.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Molteni 2.38 e
Molteni 2.40.
Andrea COLLETTI (M5S) si sofferma
sul suo emendamento 2.42 che si ispira ai
principi del giusto processo per estenderli
al giudizio di idoneità da parte del consiglio
giudiziario in merito alla conferma
del magistrato onorario.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge l’emendamento Colletti 2.42 e gli
identici emendamenti Colletti 2.43 e Molteni
2.44, gli emendamenti Colletti 2.45 e
Colletti 2.46, gli identici emendamenti
Molteni 2.48 e Maestri 2.49, gli identici
emendamenti Daniele Farina 2.50 e Maestri
2.51, gli emendamenti Molteni 2.52,
Sannicandro 2.54, Molteni 2.55, Daniele
Farina 2.59 e Molteni 2.60.
Andrea COLLETTI (M5S) interviene
sull’emendamento Molteni 2.61 ritenendo
che la lettera h) non sia chiara nella sua
formulazione e neanche compatibile con
la lettera f) alla quale rinvia. Chiede
quindi chiarimenti al Governo su come
interpretare la lettera h). Ritiene che sostanzialmente
si tratti di un principio in
bianco, che lascia al Governo libertà assoluta
sulla determinazione dei criteri in
base ai quali prevedere che la dotazione
organica dei magistrati onorari, i compiti
agli stessi demandati, i loro obiettivi stabiliti
dal presidente del tribunale e dal
procuratore della Repubblica ai sensi della
lettera f) e i criteri di liquidazione delle
indennità siano compatibili con la natura
onoraria dell’incarico e lo svolgimento di
altre attività lavorative.
Nicola MOLTENI (LNA) rileva di aver
presentato l’emendamento 2.61 proprio in
ragione dell’indeterminatezza dei principi
e criteri direttivi appena richiamati dal
deputato Colletti.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Molteni 2.61,
Turco 2.67 e 2.68.
Andrea COLLETTI (M5S) rileva che
l’emendamento 2.70 è volto a correggere il
testo eliminando il vincolo del cosiddetto
costo zero della riforma in relazione al
regime previdenziale.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.70,
Maestri 2.71, gli identici emendamenti Colletti
2.72 e Molteni 2.73 e l’emendamento
Maestri 2.74.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra il suo
emendamento 2.75 che alla lettera o) garantisce
al Governo una via di uscita per
risolvere la questione previdenziale, prevedendo
per i magistrati onorari che abbiano
optato per il regime di incompatibilità
con altre professioni o comunque
attività da lavoro dipendente la continuità
contributiva nei rispettivi fondi previdenziali
nonché l’iscrizione presso il fondo
INPS dei magistrati privi di fondo previdenziale.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 2.75.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra il suo
emendamento 2.77 che prevede un regime
assistenziale su base volontaria attraverso
le indennità date dallo Stato.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 2.77.
Andrea MAESTRI (Misto-AL-P) e Andrea
COLLETTI (M5S) sottoscrivono l’emendamento
Sannicandro 2.80.
La Commissione respinge l’emendamento
Sannicandro 2.80.
Alessandro PAGANO (AP) illustra il suo
emendamento 2.81 che riprende un grido
Martedì 12 aprile 2016 — 62 — Commissione II
di allarme che proviene dalla magistratura
onoraria e che potrà avere comunque
soddisfazione in fase di attuazione della
delega.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Marotta 2.81,
Turco 2.82 e Colletti 2.83.
Antonio MAROTTA (AP) interviene sull’emendamento
a sua firma 2.87 annunciando
la presentazione di un ordine del
giorno per raggiungere lo stesso obiettivo
dell’emendamento, senza la necessità di
modificare il testo, ma procedendo, come
già accennato, ad una interpretazione
della lettera a) del comma 15 dell’articolo
2, per quanto attiene alla competenza in
materia condominiale, prevedendo per
esempio un limite per valore. Ritira pertanto
tutti gli emendamenti presentati al
comma 5.
Alessandro PAGANO (AP), dopo aver
annunciato che il predetto ordine del
giorno sarà anche a sua firma, rileva che
nel caso in cui si dovesse realmente
procedere all’ampliamento delle competenze
in materia di condominio in realtà
non si avrà altro, in relazione alla magistratura
togata, che uno spostamento
delle cause condominiali dal primo al
secondo grado di giudizio, in quanto tutte
le decisioni del giudice di pace verrebbero
sicuramente impugnate innanzi alla
Corte d’appello.
Andrea COLLETTI (M5S) ritiene che la
scelta del Governo di affidare al giudice di
pace la competenza per determinate materia
estremamente complesse, come
quelle condominiali, senza porre un limite
di valore sia estremamente grave ed insensato.
Vi potrebbero essere cause estremamente
complesse e rilevanti, per esempio
quelle connesse al risarcimento del
danno per la morte di una persona a
causa del crollo del lastrico solare ovvero
quelle relative ad appalti da parte del
condominio, che verrebbero affidate alla
competenza del giudice di pace anche
qualora avessero un valore di milioni di
euro. Chiede al rappresentante del Governo
se vi sia consapevolezza di cosa si
sta facendo.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli identici emendamenti Bonafede
2.86, Sarro 2.88.
Andrea COLLETTI (M5S) ribadisce la
sua richiesta di una risposta da parte del
Governo.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI
rileva che in sede di attuazione della
delega si terrà conto del dibattito in Commissione
e della questione relativa al valore
anche recependo l’ordine del giorno
Marotta-Pagano. Tiene però a precisare
che la materia degli appalti è materia
contrattuale e quindi diversa da quella
condominiale.
Donatella FERRANTI, presidente, ritiene
che l’ordine del giorno possa essere
scritto non solo in relazione al valore
della causa ma anche della tipologia della
causa. Ad esempio, si potrebbe precisare
che la materia condominiale debba essere
interpretata limitandola alle liti condominiali.
Andrea COLLETTI (M5S) replica al
rappresentante del Governo che la materia
condominiale si riferisce a diversi profili
che possono essere contrattuali ed extra
contrattuali, purché siano relativi al condominio.
Per lui il limite di valore previsto
alla lettera d) non si riferisce alla lettera
a). C’è, quindi, nel testo un errore che non
si vuole correggere.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI
ribadisce che la materia condominiale si
riferisce alle controversie interne al regime
condominiale.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli identici emendamenti Bonafede
2.91, Marotta 2.92, Sarro 2.94 e
respinge l’emendamento Colletti 2.95.
Martedì 12 aprile 2016 — 63 — Commissione II
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 2.96,
volto a prevedere un limite di valore per
la competenza del giudice di pace in
merito alla materia condominiale. Ribadisce
nuovamente che tra i principi di delega
non vi è quello relativo ai limiti di valore
e che quindi occorre modificare il testo
trasmesso dal Senato se si intende introdurre
tale limite tra i principi di delega,
non essendo possibile raggiungere tale
obiettivo attraverso acrobazie interpretative.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli identici emendamenti Bonafede
2.96, e Sarro 2.98.
Donatella FERRANTI, presidente, facendo
presente che alle ore 14.45 è convocato
un Ufficio di Presidenza integrato
dai rappresentanti dei gruppi, per programmare
la prosecuzione dei lavori della
Commissione anche in relazione al provvedimento
in esame. Rinvia il seguito dell’esame
al termine delle votazioni pomeridiane
dell’Assemblea.
La seduta termina alle 14.40.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Martedì 12 aprile 2016.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle
14.45 alle 15.
SEDE REFERENTE
Martedì 12 aprile 2016. — Presidenza del
Presidente Donatella FERRANTI. — Intervengono
i Sottosegretari di Stato alla Giustizia
Gennaro Migliore e Cosimo Maria
Ferri.
La seduta comincia alle 18.10.
Delega al Governo per la riforma organica della
magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici
di pace.
C. 3672 Governo, approvato dal Senato, C. 1338
Greco, C. 1696 Tartaglione e 1669 Carrescia.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento in oggetto, rinviato nella
seduta antimeridiana.
Nicola MOLTENI (LNA) sottoscrive l’emendamento
Sarro 2.101.
La Commissione respinge l’emendamento
Sarro 2.101.
Donatella FERRANTI, presidente, constatata
l’assenza del presentatore degli
emendamenti 2.105, 2. 107 e 2.110, ritiene
che si intende vi abbia rinunciato.
Andrea COLLETTI (M5S) sottoscrive
l’emendamento Schullian 2.111.
La Commissione respinge l’emendamento
Schullian 2.111.
Andrea COLLETTI (M5S) chiede che
l’emendamento a sua firma 2.112 sia accantonato,
in attesa dell’arrivo del rappresentante
del Governo.
Donatella FERRANTI, presidente, nel
prendere atto della richiesta del collega
Colletti, avverte che l’emendamento Colletti
2.112 si intende accantonato.
Nicola MOLTENI (LNA) illustra e raccomanda
l’approvazione dell’emendamento
a sua firma 2.113, volto a prevedere
la competenza del giudice di pace non in
relazione alle cause in materia di diritti
reali e di comunione connotate da « minore
complessità », bensì nei limiti della
competenza per valore del giudice medesimo.
Andrea COLLETTI (M5S), nell’intervenire
sull’emendamento Molteni 2.113, rileva
l’opportunità che il Governo chiarisca
Martedì 12 aprile 2016 — 64 — Commissione II
che cosa esattamente si intenda per « minore
complessità », e, in particolare, se
nell’esercizio della delega prevista dall’articolo
2, comma 15, lettera c), del provvedimento
in discussione, sarà previsto o
meno un limite di valore.
Il sottosegretario Gennaro MIGLIORE
precisa che tali aspetti saranno compiutamente
definiti dal Governo nell’emanazione
dei decreti legislativi delegati.
Nicola MOLTENI (LNA), nell’associarsi
alle osservazioni del collega Colletti, evidenzia
come vadano chiariti gli specifici
criteri di definizione delle cause di « minore
complessità », cui si fa riferimento
all’articolo 2, comma 15, lettera c), del
disegno di legge in titolo.
Donatella FERRANTI, presidente, nel
concordare con quanto testé dichiarato dal
sottosegretario Migliore, richiama l’attenzione
sul fatto che quello in discussione è
un disegno di legge, con il quale si conferisce
una delega al Governo. Rileva,
quindi, che soltanto nell’esercizio della
predetta delega potranno essere definiti
compiutamente i criteri di individuazione
delle cause, in tema di diritti reali e
comunione, connotate da minore complessità.
Andrea COLLETTI (M5S) fa notare
come le cause di « minore complessità »
non possano essere, a priori, preventivamente
individuate o definite dal legislatore,
potendo tale specifica connotazione
emergere soltanto nel corso del processo.
Rammenta, inoltre, che vi sono cause
certamente di esiguo valore, ma di elevato
grado di complessità sul piano giuridico e,
viceversa, cause di valore ingente, ma non
particolarmente complesse sotto il profilo
tecnico.
La Commissione respinge l’emendamento
Molteni 2.113.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte
che la Commissione procederà, ora
all’esame dell’emendamento Colletti 2.112,
precedentemente accantonato.
Andrea COLLETTI (M5S), nel ribadire
le argomentazioni già espresse in ordine
all’emendamento Molteni 2.113, testé respinto
dalla Commissione, illustra e raccomanda
l’approvazione della proposta
emendativa a sua firma 2.112, volta a
sopprimere il criterio di delega di cui
all’articolo 2, comma 15, lettera c), del
disegno di legge in titolo.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI,
replicando al deputato Colletti, precisa che
il Governo non ha ancora predisposto i
decreti legislativi di attuazione del provvedimento
in titolo e che, pertanto, non è
possibile, al momento, rendere noti i criteri
e le modalità con i quali sarà esercitata
la delega. Assicura, in ogni caso, che
il Governo individuerà, anche tenuto conto
della giurisprudenza delle sezioni unite
della Corte di Cassazione, criteri oggettivi
di individuazione delle cause di minore
complessità da attribuire alla competenza,
che sarà certamente solo residuale, del
giudice di pace.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.112 e
2.114.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra l’emendamento
a sua firma 2.115, volto ad
attribuire alla competenza dell’ufficio del
giudice di pace le cause relative a beni
mobili di valore superiore, anziché a 30
mila, a 10 mila euro.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.115,
2.116 e Molteni 2.117.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra l’emendamento
a sua firma 2.118, volto ad
attribuire alla competenza del giudice di
pace le cause di risarcimento del danno
prodotto dalla circolazione di veicoli e
natanti di valore non superiore, anziché a
50 mila, a 20 mila euro.
Martedì 12 aprile 2016 — 65 — Commissione II
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.118 e
Molteni 2.119.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra l’emendamento
a sua firma 2.120, volto a
sopprimere il criterio di delega di cui
all’articolo 2, comma 15, lettera g) del
disegno di legge, dove è prevista l’attribuzione
alla competenza dell’ufficio del giudice
di pace dei procedimenti di espropriazione
mobiliare presso il debitore e di
espropriazione di cose del debitore in
possesso di terzi. Al riguardo, rileva la
necessità che il rappresentante del Governo
chiarisca se, nell’ipotesi di opposizione
agli atti esecutivi, la relativa competenza
sia da attribuire al giudice di pace
oppure al tribunale.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 2.120.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra e raccomanda
l’approvazione dell’emendamento
a sua firma 2.121, ribadendo la
necessità che il Governo chiarisca se l’eventuale
opposizione agli atti esecutivi, nei
casi di pignoramento presso terzi, sia da
attribuirsi alla competenza dell’ufficio del
giudice di pace, oppure al tribunale.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI,
nel rispondere all’onorevole Colletti, chiarisce
che, in materia di opposizione agli
atti esecutivi, le disposizioni di cui all’articolo
2, comma 15, lettera g), del disegno
di legge in titolo non sono destinate ad
incidere in alcun modo sugli attuali criteri
di attribuzione della competenza al giudice
di pace e al tribunale, che restano
vincolati al valore della controversia.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 2.121 e
Molteni 2.122.
Andrea MAESTRI (Misto-AL-P) sottoscrive
l’emendamento Farina 2.123.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli identici emendamenti Farina
2.123 e Turco 2.124, nonché gli emendamenti
Colletti 2.125 e Molteni 2.126, 2.127,
2.128 e 2.129.
Andrea MAESTRI (Misto-AL-P) sottoscrive
l’emendamento Sannicandro 2.130.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Sannicandro
2.130, Marotta 2.131, Molteni 2.132 e
2.133, 2.134, 2.135 e Colletti 2.136.
Andrea MAESTRI (Misto-AL-P) sottoscrive
l’emendamento Sannicandro 2.142.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Sannicandro
2.142 e Andrea Maestri 2.143.
Andrea MAESTRI (Misto-AL-P) sottoscrive
l’emendamento Sannicandro 2.144.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Sannicandro
2.144, Colletti 2.145, Turco 2.150, Colletti
2.155, Andrea Maestri 2.156, nonché le
identiche proposte emendative Sannicandro
2.157 e Turco 2.158.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte
che l’emendamento Andrea Maestri
2.160, nel richiamare una inesistente lettera
a-bis) del comma 17 dell’articolo 2 del
disegno di legge, non è da intendersi in
alcun modo riferibile al testo in discussione
non sarà pertanto posto in votazione.
La Commissione respinge l’emendamento
Marotta 2.161.
Andrea MAESTRI (Misto-AL-P) ritira
l’emendamento a sua firma 2.162.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli identici emendamenti Sannicandro
2.169 e Andrea Maestri 2.170,
nonché gli emendamenti Andrea Maestri
2.171 e Molteni 2.172.
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 3.1
Martedì 12 aprile 2016 — 66 — Commissione II
diretto a sopprimere la possibilità per il
Governo di continuare ad esercitare, attraverso
i decreti correttivi, la delega per
altri due anni rispetto alla scadenza della
delega. L’emendamento inoltre raddoppia i
termini per le Commissioni per esprimere
i pareri sugli schemi di decreto legislativo,
consentendo così di poter svolgere anche
le audizioni delle associazioni rappresentative
della magistratura onoraria.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 3.1 e 3.2.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra il suo
emendamento 4.1 sulla incompatibilità del
giudice di pace, prevedendo un limite
temporale superato il quale possano essere
esercitate le funzioni di giudice di pace da
parte di coloro che abbiano ricoperti incarichi
politici anche elettivi.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge gli emendamenti Colletti 4.1 e 4.2,
Molteni 4.3 e 5.1, Schullian 8.1 e 8.2. e gli
identici articoli aggiuntivi Sannicandro
8.01 e Turco 8.03.
Andrea COLLETTI (M5S) illustra il suo
emendamento 8.02 volto a sopprimere il
cosiddetto limite delle tre consegne previste
per il concorso in magistratura, ritenendo
che si tratti di una limitazione
ingiustificata, come peraltro il limite delle
età. Chiede se il Governo, almeno in
futuro, ritenga di eliminare questa limitazione.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI,
dopo aver rilevato che l’articolo aggiuntivo
tocca un tema che è estraneo alla magistratura
onoraria, dichiara, a titolo personale,
di non essere contrario a che ci sia
una riflessione sul punto, che comunque
non può essere fatta in occasione della
riforma della magistratura onoraria.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 8.02
Andrea COLLETTI (M5S) illustra il suo
emendamento 9.1 volto a reperire le risorse
finanziarie necessarie per fare una
efficace riforma della magistratura onoraria,
che, al contrario di quanto previsto
dal testo approvato dal Senato, non può
essere a costo zero.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 9.1.
Andrea COLLETTI (M5S) raccomanda
l’approvazione del suo emendamento 9.3
volto a sopprimere i tagli fatti dalla legge
di stabilità 2016 alla magistratura onoraria.
La Commissione respinge l’emendamento
Colletti 9.3.
Donatella FERRANTI, presidente, in
attesa dei pareri delle Commissioni, rinvia
il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 19.15.



