
Dalla Camera dei Deputati:
“Parlamento e promozione dei diritti umani.
La tutela dei diritti umani a livello internazionale, questione che attraversa una pluralità di realtà e di contesti geografici, oggetto dell’attenzione della comunità internazionale e dell’attività del Parlamento italiano, rappresenta uno dei temi centrali dell’attività della Commissione Affari esteri. La III Commissione con la propria attività conoscitiva assicura al Parlamento italiano un sapere approfondito dello stato dei diritti umani nel mondo contribuendo anche all’aggiornamento degli strumenti giuridici preposti alla loro tutela. Con la presentazione di atti di indirizzo (mozioni e risoluzioni) i membri del Parlamento verificano che l’operato del Governo nel campo delle relazioni internazionali sia improntato alla difesa dei diritti umani.
(informazioni aggiornate a giovedì, 20 febbraio 2014)
La convenzione di Istanbul
La Commissione Affari esteri e il Comitato permanente per i diritti umani
Atti di indirizzo, informazione e controllo in Assemblea
Atti di indirizzo, informazione e controllo in Commissione Affari esteri
La convenzione di Istanbul
Il 28 maggio 2013 l’Assemblea della Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011. Dopo l’approvazione anche da parte del Senato della Repubblica (19 giugno 2013) il provvedimento è ora la legge 27 giugno 2013, n. 77.
Tuttavia, perché la Convenzione entri in vigore a livello internazionale sono necessarie le ratifiche di almeno 10 Stati, otto dei quali membri del Consiglio d’Europa; l’Italia è stato il quinto paese membro a ratificare, dopo Albania, Montenegro, Portogallo e Turchia; successivamente si sono aggiunte Bosnia Erzegovina, Austria e Serbia, per un totale di 8 Stati membri che hanno proceduto alla ratifica.
Attualmente la Convenzione è stata firmata da 32 Stati, 24 dei quali non hanno ancora proceduto alla ratifica, necessaria perché essa possa produrre effetti all’interno degli ordinamenti statali.
La Convenzione di Istanbul è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante finalizzato a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza. La Convenzione interviene specificamente anche nell’ambito della violenza domestica, della quale sono vittime le donne, ma anche altri soggetti quali ad esempio bambini ed anziani, cui si applicano le medesime norme di tutela. La Convenzione, che è applicabile sia in tempo di pace sia nelle situazioni di conflitto armato, individua negli Stati i primi soggetti tenuti a rispettare gli obblighi da essa imposti.
L’iter del provvedimento di ratifica presso la Camera è stato accompagnato dalla presentazione di una serie di mozioni che, pur diversificandosi tra loro per la diversa accentuazione della questione e talvolta anche nell’individuazione degli strumenti di contrasto, contengono nel dispositivo l’impegno per la rapida ratifica della Convenzione di Istanbul, ritenuta un caposaldo nella lotta contro la violenza di genere. Si tratta delle mozioni 1-00036 (Binetti ed altri), 1-00039 (Speranza ed altri), 1-00040 (Locatelli ed altri), 1-00041 (Brunetta ed altri), 1-00042 (Mucci ed altri), 1-00043 (Migliore ed altri), 1-00063 (Rondini ed altri) e 1-00065 (Giorgia Meloni ed altri). Sono stati presentati, inoltre, 13 ordini del giorno, accolti dal Governo, che lo impegnano, tra il resto, ad individuare le risorse finanziarie atte a ripristinare la dotazione di un Fondo contro la violenza alle donne istituito dall’articolo 2, comma 463, della legge finanziaria 2008 (legge n. 244 del 2007); a fissare tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento e nelle linee generali dei curricoli scolastici la cultura del rispetto e della consapevolezza delle identità di genere e il superamento degli stereotipi sessisti; ad attivarsi nelle sedi internazionali per un sollecito raggiungimento del numero di ratifiche previste ai fini dell’entrata in vigore a livello internazionale della Convenzione di Istanbul.
La Commissione Affari esteri e il Comitato permanente per i diritti umani
Le problematiche relative alla tutela dei diritti umani a livello internazionale rappresentano un nucleo tematico centrale dell’attività della Commissione Affari esteri e comunitari (III Commissione) della Camera dei Deputati. A partire dalla X Legislatura (1987-1992) la Commissione ha istituito al proprio interno il Comitato permanente per i diritti umani, un organismo preposto all’esame delle tematiche generali relative ai diritti umani, con particolare riferimento allo stato della loro tutela a livello internazionale, anche per il tramite di apposite indagini conoscitive. Il Comitato, che nell’attuale legislatura è stato istituito il 16 luglio 2013, ha anche il compito di seguire l’iter dei singoli provvedimenti in tema di diritti umani, svolgendo un lavoro di carattere istruttorio rispetto alle attività della Commissione.
Nella seduta del 15 ottobre 2013 il presidente del Comitato permanente per i diritti umani, Mario Marazziti, ha riferito al Comitato sulla missione svolta da esponenti dell’organo a New York in occasione della 68a Sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nelle medesima seduta l’on. Nicoletti ha riferito sugli esiti di una missione svolta a Bruxelles in occasione della riunione interparlamentare organizzata dalla Commissione affari esteri e dalla Sottocommissione diritti umani del Parlamento europeo (25 settembre 2013)
In vista dell’annuale sessione dell’Assemblea generale Onu la Commissione esteri ha approvato il 18 settembre 2013, in analogia a quanto avvenuto per la prima volta l’anno precedente, un documento finale sulle Priorità dell’Unione europea per la 68ma sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Le Priorità dell’UE, approvate dal Consiglio il 24 giugno 2013, si definiscono introno ai tre pilastri dell’Onu, uno dei quali è rappresentato dai diritti umani (gli altri essendo pace e sicurezza e sviluppo sostenibile), nonché sulla riforma dell’organizzazione delle Nazioni Unite. Con riferimento alla tutela dei diritti umani, obbligo dell’Unione europea sul piano interno ed obiettivo prioritario nelle relazioni esterne, l’UE intende compiere sforzi verso l’abolizione della pena di morte, promuovere il dialogo in materia di libertà religiosa nei paesi terzi, proseguire nella lotta alla tortura ed alle altre pene degradanti, combattere la discriminazione e la violenza di genere, collaborare al miglioramento della risoluzione sull’eliminazione di tutte le forme di razzismo, promuovere la realizzazione dei diritti del bambino, promuovere la realizzazione dei diritti dei popoli indigeni e partecipare attivamente ai preparativi della prossima conferenza mondiale sui popoli indigeni che si terrà nel 2014.
Nella seduta del 7 agosto 2013 il Comitato permanente sui diritti umani ha avviato l’esame istruttorio degli Orientamenti dell’UE sulla promozione e la tutela della libertà di religione o di credo (adottati dal Consiglio il 24 giugno), che recano una ricognizione delle norme internazionali vigenti in materia e forniscono linee politiche, nell’ambito della politica esterna dell’UE in materia di diritti umani, per la promozione della libertà di religione e credo.
Atti di indirizzo, informazione e controllo in Assemblea
Oltre alle mozioni presentate nel corso dell’iter di approvazione del provvedimento di ratifica della Convenzione di Istanbul (ed alle quali si è fatto cenno nel relativo paragrafo), si rammenta che nella seduta del 22 maggio 2013 ha avuto luogo l’interrogazione a risposta immediata 3-00075 (Bragantini), concernente iniziative per il contrasto all’immigrazione irregolare, con particolare riferimento alla possibilità di prevedere la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione, per tutta la durata dell’iter giudiziario, dei cittadini extracomunitari che presentano il ricorso contro il diniego di asilo politico.
Un’interpellanza urgente (2-00085 Moscatt) svolta il 13 giugno ha avuto ad oggetto iniziative per prevenire una nuova emergenza sbarchi e per garantire protezione adeguata ai minori stranieri non accompagnati, tema sul quale è intervenuta successivamente (18 giugno) l’interpellanza 2-00032 (Melilla) mentre il 13 settembre, un’ulteriore interpellanza urgente (2-00171 Beni) ha fatto particolare riferimento alla situazione dell’accoglienza ai minori stranieri non accompagnati presso il «Centro Umberto I» di Siracusa. Il trattamento riservato ai migranti nel Centro di soccorso e prima accoglienza di Lampedusa è stato oggetto dell’informativa urgente resa dal Governo il 21 dicembre 2013. L’interpellanza urgente n. 2-00311 (Migliore) svolta il 21 novembre 2013 si è incentrata sulle finalità della visita del rappresentante diplomatico del Governo eritreo presso l’isola di Lampedusa. Ancora in tema di migranti è intervenuta l’interpellanza urgente n. 2-00330 (Artini ed altri) con la richiesta di chirimenti sulle circostanze del naufragio di un peschereccio carico di profughi siriani tra Lampedusa e Malta l’11 ottobre 2013 (seduta del 10 gennaio 2014).
Nella seduta del 10 luglio si è svolta un’interrogazione a risposta immediata (3-00190 Migliore) avente ad oggetto iniziative in materia di protezione internazionale dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei migranti in Italia.
Iniziative volte a contrastare la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere in Russia sono state oggetto dell’interpellanza 2-00108 (Zan) e dell’interrogazione 3-00206 (Scalfarotto) svolte il 16 luglio.
Sulla vicenda dell’espulsione e del rimpatrio in Kazakhstan di Alma Shalabayeva e della figlia sono state presentate le interrogazioni 3-00193 d’iniziativa dell’on. Giorgetti (seduta del 10 luglio 2013) e 3-00211 (Nuti) (17 luglio).
La vicenda dell’adozione di minori della Repubblica democratica del Congo è stata oggetto dell’interpellanza urgente n. 2-00334 (Quartapelle Procopio) svolta nella seduta del 13 dicembre 2013
Atti di indirizzo, informazione e controllo in Commissione Affari esteri
Sul rimpatrio in Kazakhstan di Alma Shalabayeva e della figlia si sono svolte (seduta del 16 luglio) le interrogazioni a risposta immediata in Commissione 5-00624 (Scotto), 5-00625 (Locatelli) e 5-00626 (Gianluca Pini).
Ancora in ordine all’attività di informazione svolta in Commissione si segnalano le interrogazioni 5-00627 (Spadoni), incentrata sulla situazione dei profughi palestinesi in Siria, resa ancor più precaria dalla crisi in corso nel paese mediorientale, svolta il 16 luglio, e 5-00819 (Scotto) sulla situazione della sicurezza in Iraq (seduta dell’11 settembre).
Quanto all’attività di indirizzo, si rammenta la risoluzione 7-00016 d’iniziativa dell’on. Marazziti in tema di abolizione universale della pena capitale in vista del V Congresso mondiale contro la pena di morte (Madrid 12-15 giugno 2013) approvata all’unanimità nella seduta del 5 giugno 2013. La risoluzione impegna il Governo a rafforzare ad ogni livello le iniziative utili a monitorare la salvaguardia dei diritti fondamentali anche dei condannati a morte in Paesi che mantengono della pena capitale, ed a cooperare per umanizzare il sistema carcerario; a continuare a rafforzare l’impegno internazionale per accompagnare con azioni culturali, normative e politiche Governi e società in transizione, anche sul terreno del rispetto dei diritti umani e dell’abbandono della pena capitale; ad intensificare le azioni di cooperazione a sostegno del processo abolizionista mondiale, a cominciare dal prossimo Congresso mondiale contro la pena di morte di Madrid del 12-15 giugno 2013.
La risoluzione 7-00061 d’iniziativa dell’onorevole Bergamini sul contrasto della violenza sessuale nelle situazioni di conflitto e di post-conflitto, approvata all’unanimità nella seduta del 30 luglio 2013, impegna il Governo a promuovere in sede internazionale la più ampia sensibilizzazione al contrasto della violenza sessuale nelle situazioni di conflitto e di post-conflitto, con particolare riferimento alla punizione dei colpevoli, al risarcimento delle vittime ed al riconoscimento delle esigenze specifiche dei bambini e delle bambine che sono stati vittime di violenza sessuale; a sostenere l’iniziativa ONU denominata Action Against Sexual Violence in Conflict ed a tenerne presenti le indicazioni nei propri orientamenti di politica estera; a contribuire al piano concordato in seno al G8 per la prevenzione della violenza sessuale nei conflitti; ad assistere i Paesi interessati, anche attraverso opportuni programmi di cooperazione, affinché sia resa giustizia alle donne vittime di violenze sessuali nei conflitti, e ad appoggiare, quando utile, il ricorso al metodo della giustizia transizionale.
Nella seduta del 16 ottobre 2013 la Commissione ha approvato la risoluzione n. 8-00017 derivante dall’unificazione del testo delle risoluzioni 7-00112 (Amendola) e 7-00123 (Bergamini) entrambe incentrate sulla situazione in Birmania.
All’interrogazione a risposta immediata n. 5-01421 d’iniziativa dell’on. Tidei (seduta del 13 novembre 2013) in tema di ratifica della Convenzione dell’ONU per la protezione dalle sparizioni forzate (in vigore, a livello internazionale, dal 2010) che l’Italia ha firmato il 3 luglio 2007 ma non ancora ratificato, la rappresentante del Governo, viceministro Marta Dassù ha replicato rassicurando sulla volontà dell’esecutivo di procedere alla ratifica dell’importante strumento.
Con l’interrogazione n. 5-01990 (Amendola) svolta nella seduta del 30 gennaio 2014 la Commissione affri esteri ha appuntato la propira attenzione sugli scontri tra governo ed opposizione in Ucraina.
Le problematiche connesse all’adozione di minori provenienti dalla Repubblica democratica del Congo da parte di famiglie italiane sono state oggetto delle interrogazioni n. 5-01682 (Pini) e 5-01684 (Scotto) svolte nella seduta del 10 dicembre 2013.
L’emergenza umanitaria determinata dal ciclone Yolanda nelle Filippine è stata oggetto della risoluzione 7-00172 (Scotto) e dell’approvazione della risoluzione 8-00024 nella seduta del 26 novembre 2013.
Dossier pubblicati
Convenzione concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l’esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori – A.C. 1589 (08/10/2013)



