
Pubblichiamo un articolo apparso in rete sull’ufficio del giudice di pace di Ostia ,pur non condividendolo, al fine di richiamare l’attenzione su come vengano manipolate le notizie da alcuni organi cosiddetti di informazione che inseriscono particolari non pertinenti con l’argomento trattato allo scopo di screditare una categoria già di per sè sottoposta in questi ultimi tempi a tensioni interne ed esterne caratterizzate dalla mancata approvazione della auspicata riforma…
“Tra tira e molla, annunci e proclami, chiusure paventate e poi rimandate, l’ufficio del Giudice di Pace di Ostia somiglia sempre più ad un palazzo di carta in guerra con la tramontana. Da una parte la mole di lavoro enorme a fronte del personale ormai all’osso, dall’altra l’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma per corruzione e contraffazione di valori bollati per la quale sono finiti ai domiciliari anche i due giudici coassegnati da via Teulada alla stessa sede giudiziaria di via Costanzo Casana.
Comunque sopravvissuto alla prima «ondata di maltempo» che aveva visto l’ufficio lidense come prossimo alla soppressione – in base a quanto previsto dal decreto legislativo 155/2012 -, ha ottenuto la grazia di poter operare fino al prossimo 29 aprile.
Ed ecco la nuova folata di vento gelido: il presidio dei vigili urbani, necessario per la vigilanza di un ufficio dove si confrontano parti di procedimenti non solo civili e dove non una volta sola qualcuno è stato sorpreso armato, è stato tolto dallo scorso 27 gennaio.
La motivazione? «L’ex Comandante del X Gruppo Mare si è portato dietro per il suo nuovo incarico a Trevi cinque agenti di Ostia – spiega il Giudice di Pace, – e, come mi è stato spiegato da R. S. che ha da poco preso il suo posto nella caserma in via Capo delle Armi, l’agente che era in servizio nella sede giudiziaria era diventato necessario. D’altronde la normativa vuole che sia proprio un vigile a garantire la sicurezza del presidio giudiziario, ma se pure sostituissimo l’agente distolto con una guardia giurata – aggiunge – chi mai la pagherebbe?».
Fare diversamente non si poteva. Così sembra. «Purtroppo non avevamo alternative – spiega il nuovo Comandante dei vigili di Ostia, R. S. -. Abbiamo dovuto istituire un nuovo presidio ai servizi sociali di via Passeroni e dove posso recuperare recupero. Ho parlato con il Giudice, appena ne avrò la possibilità spero di ripristinare la situazione prima di questa emergenza».
Una coperta troppo corta, quindi. Che però, ancora una volta, scopre i piedi ad una sede tanto importante per i cittadini di un territorio più vasto di Milano. Ad oggi il Giudice , senza più collaboratori – finiti nel mirino delle indagini -, è tornato a gestire da solo una mole di lavoro vastissima, tra civile e penale, con soli sei dipendenti in tutto l’ufficio. Basti dare un’occhiata al cartello appeso in cancelleria con i rinvii delle udienze civili già fissate dal Giudice M., oggi sottoposto ad un’ordinanza restrittiva, a data da destinarsi. «Nel bene e nel male questo ufficio è aperto e operativo – insiste – e se vengono a mancare via via le condizioni per lavorare, si rischia l’interruzione di pubblico servizio. Scriverò al Comandante R. C. nella speranza di sensibilizzarlo a questo tipo di situazione. In base alle vigenti circolari del Ministero di Giustizia, interesserò per competenza anche la Procura generale della Corte d’Appello per attivare una copertura. Noi al momento stiamo andando a vista, è stato aperto un interpello per coassegnare a Ostia un giudice da Roma ma l’esito non si conoscerà a breve».”(fonte:www.iltempo.it)



