COMUNICATO
Unità Democratica Giudici di Pace nell’apprendere dalla stampa i gravi fatti di corruzione che sarebbero stati commessi anche da giudici di pace chiede che venga fatta ampia luce sui fatti stessi e che i responsabili vengano sospesi ed allontanati immediatamente e sottolinea l’opera dell’associazione UDGDP che da anni si batte per la lotta alla delinquenza ,alla mafia ,alla camorra chiedendo una vigilanza di tutti i colleghi giudici di pace per il rispetto del prestigio della categoria che non può essere offuscato da episodi di corruzione di qualche delinquente.
Roma 20 dicembre 2013 LA PRESIDENZA DI UDGDP
“Due giudici di pace, un cancelliere e un avvocato sono stati arrestati dalla Polizia Ferroviaria di Roma, nell’ambito di un’indagine su attività abusive nei servizi di taxi. In tutto sono state arrestate 13 persone e indagate altre 14 per associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione, corruzione ed altri reati.
Perquisizioni a Napoli. Le indagini del Compartimento Polizia ferroviaria del Lazio sono partite in seguito alle violazioni contestate per attività abusive nei servizi pubblici di taxi e noleggio per conducente e i cui contravventori, puntualmente, esibivano una sospensiva del Giudice di Pace che imponeva il dissequestro del veicolo e la restituzione dei documenti di guida e di circolazione. A Napoli invece, con l’ausilio degli uomini della squadra mobile e del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania , sono state eseguite 35 perquisizioni che hanno portato al sequestro di una stamperia e attrezzature per la falsificazione di valori.(fonte:ilmessaggero.it)
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“Contraffazione di valori bollati e corruzione
tra i 13 arrestati giudici di pace e avvocati
Due indagini parallele a Roma e Perugia hanno portato agli arresti di ieri. A Napoli venivano stampate le finte marche da bollo vendute poi da un cancelliere che, intercettato, ha permesso di svelare i legami tra i magistrati e alcuni legali
Contraffazione di valori bollati e corruzione tra i 13 arrestati giudici di pace e avvocati
Da una parte un avvocato che con la complicità di un giudice di pace di Ostia riesce a far annullare delle sanzioni amministrative inflitte a tassisti e a Ncc. Dall’altra un’organizzazione con base a Napoli, dedita alla falsificazione di marche da bollo da utilizzare nei procedimenti giudiziari, ramificata fino a dentro il tribunale civile di Roma. Due indagini diverse condotte dalla procura di Roma e di Perugia, due storie, però, partite da un unico fascicolo. Entrambi ieri hanno avuto uno snodo cruciale con una serie di arresti eseguiti dalla Polfer.
Le manette sono scattate per tredici persone, accusate a seconda delle posizioni di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di valori bollati e corruzione. Intorno ai 300mila euro il denaro frutto della vendita dei falsi valori. Legame fra le due indagini, quella di Roma condotta dal pm Silvia Sereni che poi ha inviato gli atti a Perugia, un cancelliere del giudice di pace penale, P. A., che aveva il compito di smerciare i falsi titoli. Messo sotto intercettazione avrebbe permesso di portare a galla gli accordi fra un avvocato M. M., anche lui acquirente delle finte marche da bollo, e un magistrato, A. C.: il giudice avrebbe ricevuto delle somme di denaro dal legale per emettere una serie di sentenze di annullamento di sanzioni amministrative nei confronti dei clienti del professionista.
Per quanto riguarda il primo troncone, l’organizzazione aveva la sua sede a Napoli, dove venivano prodotti i finti contributi unificati per le spese per gli atti giudiziari, ovvero le marche da bollo usate dagli avvocati. Poi, i valori bollati erano venduti dal cancelliere infedele ai diversi acquirenti: uno sportello all’interno del tribunale civile, un’agenzia a due passi da piazza Mazzini, che si occupa dei giri esterni e dei servizi di segreteria per gli studi legali, e un avvocato.
I due responsabili dell’agenzia e i due titolari dello sportello giudiziario al tribunale civile sono finiti ai domiciliari. Il professionista in carcere. Oltre ad acquistare i titoli falsi si sarebbe reso protagonista
di alcuni episodi di corruzione: per far annullare le sentenze dei suoi assistiti avrebbe pagato un giudice di pace di Ostia, anche lui ai domiciliari.
Nel capoluogo campano inoltre sono state eseguite 35 perquisizioni che hanno portato al sequestro di una stamperia e di attrezzature idonee alla falsificazione di valori.
In tutto sono state arrestate 13 persone e indagate altre 14 per associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione, corruzione ed altri reati”.(fonte:repubblica.it)
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” Ncc e falsi tassisti, 13 arresti e 14 indagati in manette anche due giudici di pace Operazione della Polizia Ferroviaria: incastrati dalle indagini i protagonisti di un giro di false attestazioni; con ordini dei magistrati ottenevano il dissequestro dei veicoli Stop ad abusivi e finti tassisti. A soli dieci giorni dall’ultima operazione di contrasto e prevenzione dell’abusivismo nei trasporti pubblici ad opera di carabinieri e polizia provinciale, tocca alla Polizia Ferroviaria assestare un altro duro colpo all’«industria» dei noleggi con conducente: 13 persone sono state arrestate e altre 14 sono indagate per i reati di «associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione» e di corruzione. Controlli dei carabinieri al parcheggio taxi di stazione Termini Controlli dei carabinieri al parcheggio taxi di stazione Termini SOSPENSIVE DEL GIUDICE – Le indagini degli uomini del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio, sono partite in seguito alle violazioni contestate per attività abusive nei servizi pubblici di taxi e noleggio per conducente. Ad ogni controllo accadeva che i contravventori, puntualmente, esibissero una sospensiva del giudice di pace che imponeva il dissequestro del veicolo e la restituzione dei documenti di guida e di circolazione. Ma si trattava, pare, di documenti irregolari, tanto che tra gli arrestati figurano due giudici di pace, un avvocato e un cancelliere. Nel frattempo a Napoli, con un’operazione congiunta degli uomini della squadra mobile e del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania , sono state eseguite 35 perquisizioni che hanno portato al sequestro di una stamperia e attrezzature idonee alla falsificazione di valori. LA DENUNCIA DI «STRISCIA» – Da anni Corriere.it denuncia il racket dei falsi tassisti concentrato soprattutto nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino e della Stazione Termini e lo scorso 9 dicembre una puntata di «Striscia la notizia» aveva rivelato con telecamere nascoste che il business dei conducenti truffaldini – contrariamente a quanto affermato dal Campidoglio – non è mai finito. Il giorno dopo, soltanto nei pressi del Colosseo erano stati fermati 14 Ncc ed erano state elevate contravvenzioni per 2500 euroai conducenti di vetture per autonoleggio. OTTANTA INDAGATI – Nel frattempo prosegue l’inchiesta della Procura di Roma che finora ha portato a indagare – con le ipotesi di reato di truffa, falso e associazione a delinquere – almeno 80 titolari di licenze Ncc, tra i quali anche il dirigente di una delle più grandi cooperative romane, arrestato un anno fa. Lo spunto per l’inchiesta della Procura di Roma – coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale sulla scia di quanto stanno facendo altre procure italiane (Lamezia e Catanzaro hanno indagato centinaia di persone per falso) – lo aveva fornito un esposto presentato dai conducenti di auto a noleggio. Altri 14 arresti sono stati eseguiti negli ultimi mesi dalla Polstrada. C’è, segnalano i magistrati, una vera e propria inflazione di licenze di autonoleggio: autorizzazioni rilasciate da frazioni della provincia calabrese, o da paesini tra Abruzzo e Molise, località a centinaia di chilometri dalla Capitale.] Ncc e falsi tassisti, 13 arresti e 14 indagati
in manette anche due giudici di pace
Operazione della Polizia Ferroviaria: incastrati dalle indagini i protagonisti di un giro di false attestazioni; con ordini dei magistrati ottenevano il dissequestro dei veicoli
ROMA – Stop ad abusivi e finti tassisti. A soli dieci giorni dall’ultima operazione di contrasto e prevenzione dell’abusivismo nei trasporti pubblici ad opera di carabinieri e polizia provinciale, tocca alla Polizia Ferroviaria assestare un altro duro colpo all’«industria» dei noleggi con conducente: 13 persone sono state arrestate e altre 14 sono indagate per i reati di «associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione» e di corruzione.
SOSPENSIVE DEL GIUDICE – Le indagini degli uomini del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio, sono partite in seguito alle violazioni contestate per attività abusive nei servizi pubblici di taxi e noleggio per conducente. Ad ogni controllo accadeva che i contravventori, puntualmente, esibissero una sospensiva del giudice di pace che imponeva il dissequestro del veicolo e la restituzione dei documenti di guida e di circolazione. Ma si trattava, pare, di documenti irregolari, tanto che tra gli arrestati figurano due giudici di pace, un avvocato e un cancelliere. Nel frattempo a Napoli, con un’operazione congiunta degli uomini della squadra mobile e del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania , sono state eseguite 35 perquisizioni che hanno portato al sequestro di una stamperia e attrezzature idonee alla falsificazione di valori.
LA DENUNCIA DI «STRISCIA» – Da anni Corriere.it denuncia il racket dei falsi tassisti concentrato soprattutto nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino e della Stazione Termini e lo scorso 9 dicembre una puntata di «Striscia la notizia» aveva rivelato con telecamere nascoste che il business dei conducenti truffaldini – contrariamente a quanto affermato dal Campidoglio – non è mai finito. Il giorno dopo, soltanto nei pressi del Colosseo erano stati fermati 14 Ncc ed erano state elevate contravvenzioni per 2500 euroai conducenti di vetture per autonoleggio.
OTTANTA INDAGATI – Nel frattempo prosegue l’inchiesta della Procura di Roma che finora ha portato a indagare – con le ipotesi di reato di truffa, falso e associazione a delinquere – almeno 80 titolari di licenze Ncc, tra i quali anche il dirigente di una delle più grandi cooperative romane, arrestato un anno fa. Lo spunto per l’inchiesta della Procura di Roma – coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale sulla scia di quanto stanno facendo altre procure italiane (Lamezia e Catanzaro hanno indagato centinaia di persone per falso) – lo aveva fornito un esposto presentato dai conducenti di auto a noleggio. Altri 14 arresti sono stati eseguiti negli ultimi mesi dalla Polstrada. C’è, segnalano i magistrati, una vera e propria inflazione di licenze di autonoleggio: autorizzazioni rilasciate da frazioni della provincia calabrese, o da paesini tra Abruzzo e Molise, località a centinaia di chilometri dalla Capitale.”(fonte:corriere.it)
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C’erano due giudici di pace che aggiustavano sentenze e una sfilza di operatori di diritto che smerciavano marche da bollo false, persino nei palazzi di giustizia.
Con quindici arresti, sollecitati dalle procure di Roma e Perugia, gli ambienti giudiziari romani hanno constatato di avere il malaffare in casa.
Destinatari delle misure cautelari, chi ai domiciliari e chi in carcere, due giudici di pace della sezione civile, un cancelliere, un avvocato, i gestori dello sportello per valori bollati del tribunale civile di Roma a via Lepanto, una coppia che gestisce un ufficio di pratiche legali a un passo da piazzale Clodio, oltre a una sfilza di faccendieri napoletani che si occupavano della contraffazione dei valori.
Per il giudice di pace in servizio a Ostia A C e per quello di Roma G M le misure, ai domiciliari, sono state eseguite con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Alla Polfer di Roma era arrivata la segnalazione che le contravvenzioni contestate ad autisti Ncc e tassisti abusivi venivano cancellate da sospetti giudici compiacenti. Ed è indagando su questo fronte che il pm di Roma Silvia Sereni ha scoperchiato la mega-truffa delle marche da bollo e i contributi unificati contraffatti realizzati in una stamperia (sequestrata ieri a Napoli) per essere piazzati in uffici giudiziari e legali della Capitale. Puntata l’attenzione su C, infatti, si scopre che un avvocato, M M, di casa a Ostia, non solo si sarebbe reso protagonista di una faccenda di corruzione col magistrato non togato, ma sarebbe stato anche un fidato acquirente di marche da bollo taroccate a lui fornite da un cancelliere, P A, in servizio presso l’ufficio del giudice di pace penale di Roma.
L’inchiesta quindi si divide: il fascicolo sui giudici di pace viene trasmesso a Perugia, competente a indagare sui magistrati romani, e quello sulle marche false resta a Roma. Ed è scavando su questo fronte che gli inquirenti scoprono che il raggiro dei falsi valori è gigantesco, per centinaia di migliaia di euro. Ieri sono partiti gli arresti per i giudici di pace ed altri undici indagati. Oltre ai domiciliari per M e A, sono stati decisi gli arresti per i napoletani Salvatore de Angelis, Carmine Buonocore, Pasquale e Carmine Schiavone. Ai domiciliari anche quattro professionisti noti nell’ambiente giudiziario: S G e M R P, che vendevano le marche fasulle allo sportello interno al tribunale civile, M C e LP, titolari di un’agenzia di pratiche legali. Secondo il gip Vilma Passamonti che ha firmato gli arresti i quattro «procuravano per l’associazione anche le fotocopie dei valori regolarmente emessi, necessarie per la duplicazione».(fonte:blitzquotidiano.it)



