
“Sono anni che, inascoltate, le organizzazioni che lavorano per i diritti dei migranti denunciano l’inumanita’ e propongono soluzioni alternative” ai Cie. Per le nostre denunce, anche quest’anno all’Arci e’ stato impedito di entrare nel centro di primo soccorso e accoglienza di Lampedusa”. A dichiararlo e’ il responsabile immigrazione Arci, Filippo Miraglia, che giudica le reazioni di questi giorni provenienti dal mondo politico e dal governo avere ”l’amaro sapore della retorica di circostanza”, visto che ”tutti sapevano, ma hanno deciso consapevolmente di non intervenire”. ”Non abbiamo sentito parole oneste su questo caso come sugli altri centri in cui i migranti sono sottoposti alle stesse umiliazioni, privati di tutti i diritti.
Ne’ abbiamo sentito parole responsabili per il giovanissimo eritreo rinchiuso da 7 mesi nel Cara di Mineo, in attesa di una risposta sulla sua richiesta d’asilo, e che l’altra notte si e’ tolto la vita. Ne’ – ha concluso Miraglia – dolore ne’ impegni concreti per rendere l’attesa meno lunga e frustrante per i tanti disperati che fuggono da guerra e violenza e si illudono di vedere rispettato qui il loro diritto a un futuro”. (fonte:asca.it)



