Liberalizzazione delle Tariffe forensi , Decreto Legge n.1 del 20/1/2012 e D.M.n.160/2012

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MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

 

DECRETO 20 luglio 2012 , n. 140 

Regolamento  recante  la  determinazione   dei   parametri   per   la

liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei  compensi  per

le professioni regolarmente vigilate dal Ministero  della  giustizia,

ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 24  gennaio  2012,  n.  1,

convertito, con modificazioni, dalla legge  24  marzo  2012,  n.  27.

(12G0161) 

Capo I

 

Disposizioni generali

 

 

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

 

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l’articolo 9, comma 2, primo periodo,  del  decreto-legge  24

gennaio 2012, n. 1 convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  24

marzo 2012, n. 27;

Udito il parere del Consiglio di Stato n. 3126/2012, favorevole con

osservazioni,  espresso  dalla  Sezione  consultiva  per   gli   atti

normativi nell’adunanza del 5 luglio 2012;

Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio  dei  Ministri

in data 16 luglio 2012;

 

Adotta

il seguente regolamento:

 

Art. 1

 

Ambito di applicazione e regole generali

 

1. L’organo giurisdizionale che  deve  liquidare  il  compenso  dei

professionisti di cui ai capi che  seguono  applica,  in  difetto  di

accordo tra le parti in ordine allo stesso compenso, le  disposizioni

del presente decreto. L’organo giurisdizionale puo’ sempre  applicare

analogicamente le disposizioni  del  presente  decreto  ai  casi  non

espressamente regolati dallo stesso.

2. Nei compensi non sono comprese le spese  da  rimborsare  secondo

qualsiasi modalita’, compresa quella concordata in modo  forfettario.

Non sono altresi’ compresi oneri  e  contributi  dovuti  a  qualsiasi

titolo. I costi degli ausiliari incaricati  dal  professionista  sono

ricompresi tra le spese dello stesso.

3. I compensi liquidati comprendono l’intero corrispettivo  per  la

prestazione  professionale,  incluse  le  attivita’  accessorie  alla

stessa.

4. Nel caso di incarico collegiale il compenso e’ unico ma l’organo

giurisdizionale puo’ aumentarlo fino  al  doppio.  Quando  l’incarico

professionale e’ conferito a  una  societa’  tra  professionisti,  si

applica il compenso spettante a uno solo di essi anche per la  stessa

prestazione eseguita da piu’ soci.

5. Per gli incarichi non conclusi,  o  prosecuzioni  di  precedenti

incarichi, si tiene conto dell’opera effettivamente svolta.

6. L’assenza di prova del preventivo di massima di cui all’articolo

9, comma 4, terzo periodo, del decreto-legge 24 gennaio 2012,  n.  1,

convertito, con modificazioni, dalla legge  24  marzo  2012,  n.  27,

costituisce elemento di valutazione  negativa  da  parte  dell’organo

giurisdizionale per la liquidazione del compenso.

7. In nessun caso le soglie numeriche indicate, anche  a  mezzo  di

percentuale, sia nei minimi che nei massimi, per la liquidazione  del

compenso,  nel  presente  decreto  e  nelle  tabelle  allegate,  sono

vincolanti per la liquidazione stessa.

 

          Avvertenza: 

              Il testo delle note qui  pubblicato  e’  stato  redatto

          dall’amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi

          dell’art. 10, comma 3, del testo unico  delle  disposizioni

          sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull’emanazione   dei

          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle

          pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica    italiana,

          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo

          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge

          alle quali e’  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il

          valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. 

          Note alle premesse: 

              – Si riporta il testo  dell’art.  17,  comma  3,  della

          legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’  di

          Governo e ordinamento della Presidenza  del  Consiglio  dei

          Ministri): 

              «Art. 17 (Regolamenti). – 1.-2. (Omissis). 

              3. Con decreto  ministeriale  possono  essere  adottati

          regolamenti nelle materie di competenza del ministro  o  di

          autorita’  sottordinate  al  ministro,  quando   la   legge

          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per

          materie di competenza  di  piu’  Ministri,  possono  essere

          adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la

          necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.

          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono

          dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati

          dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente

          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.». 

              – Si  riporta  il  testo  dell’art.  9,  comma  2,  del

          decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1: 

              «Art. 9 (Disposizioni sulle professioni regolamentate).

          – 1. (Omissis). 

              2. Ferma restando l’abrogazione di cui al comma 1,  nel

          caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale,

          il  compenso  del   professionista   e’   determinato   con

          riferimento a parametri stabiliti con decreto del  Ministro

          vigilante, da adottare nel  termine  di  centoventi  giorni

          successivi alla data di entrata in vigore  della  legge  di

          conversione del presente decreto. Entro lo stesso  termine,

          con decreto del Ministro della giustizia, di  concerto  con

          il Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  sono  anche

          stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle  casse

          professionali e agli archivi precedentemente  basati  sulle

          tariffe.  Il  decreto   deve   salvaguardare   l’equilibrio

          finanziario,  anche   di   lungo   periodo,   delle   casse

          previdenziali professionali. Ai fini  della  determinazione

          dei corrispettivi da porre a base di gara  nelle  procedure

          di affidamento di contratti pubblici dei  servizi  relativi

          all’architettura e all’ingegneria di  cui  alla  parte  II,

          titolo I, capo IV del decreto legislativo 12  aprile  2006,

          n. 163, si applicano i parametri individuati con il decreto

          di cui al primo  periodo,  da  emanarsi,  per  gli  aspetti

          relativi alle disposizioni di cui al presente  periodo,  di

          concerto  con  il  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei

          trasporti; con il medesimo decreto sono  altresi’  definite

          le classificazioni delle prestazioni professionali relative

          ai predetti servizi. I parametri  individuati  non  possono

          condurre alla determinazione di un importo a base  di  gara

          superiore  a  quello  derivante   dall’applicazione   delle

          tariffe professionali vigenti prima dell’entrata in  vigore

          del presente decreto. 

              3.-8. (Omissis).». 

 

          Note all’art. 1: 

              – Si riporta il testo dell’art. 9, comma 4, del  citato

          decreto-legge n. 1 del 2012: 

              «Art. 9 (Disposizioni sulle professioni regolamentate).

          – 1.-3. (Omissis). 

              4. Il compenso  per  le  prestazioni  professionali  e’

          pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento

          del   conferimento    dell’incarico    professionale.    Il

          professionista deve rendere noto al  cliente  il  grado  di

          complessita’ dell’incarico, fornendo tutte le  informazioni

          utili  circa  gli  oneri  ipotizzabili  dal   momento   del

          conferimento fino alla  conclusione  dell’incarico  e  deve

          altresi’ indicare i dati della polizza assicurativa  per  i

          danni     provocati      nell’esercizio      dell’attivita’

          professionale. In ogni  caso  la  misura  del  compenso  e’

          previamente resa nota  al  cliente  con  un  preventivo  di

          massima, deve essere adeguata all’importanza  dell’opera  e

          va pattuita indicando per le singole prestazioni  tutte  le

          voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Al

          tirocinante   e’    riconosciuto    un    rimborso    spese

          forfettariamente  concordato  dopo  i  primi  sei  mesi  di

          tirocinio. 

              5.-8. (Omissis).». 

              – La legge 24 marzo 2012, n. 27 reca:  «Conversione  in

          legge, con  modificazioni,  del  decreto-legge  24  gennaio

          2012,  n.  1,   recante   disposizioni   urgenti   per   la

          concorrenza,  lo  sviluppo  delle   infrastrutture   e   la

          competitivita’». 

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 2

 

Tipologia di attivita’

 

1. Le prestazioni professionali forensi sono distinte in  attivita’

stragiudiziale e attivita’ giudiziale. Le attivita’  giudiziali  sono

distinte in attivita’ penale e  attivita’  civile,  amministrativa  e

tributaria.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 3

 

Attivita’ stragiudiziale

 

1. L’attivita’ stragiudiziale e’ liquidata tenendo conto del valore

e della  natura  dell’affare,  del  numero  e  dell’importanza  delle

questioni trattate, del pregio dell’opera prestata, dei  risultati  e

dei  vantaggi,  anche  non   economici,   conseguiti   dal   cliente,

dell’eventuale urgenza della prestazione.

2. Si tiene altresi’ conto delle ore complessive impiegate  per  la

prestazione, valutate anche secondo il valore di  mercato  attribuito

alle stesse.

3. Quando l’affare si conclude con una conciliazione,  il  compenso

e’ aumentato fino al  40  per  cento  rispetto  a  quello  altrimenti

liquidabile a norma dei commi che precedono.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 4

 

Attivita’ giudiziale civile, amministrativa e tributaria

 

1. L’attivita’ giudiziale civile, amministrativa  e  tributaria  e’

distinta nelle seguenti fasi: fase di studio della controversia; fase

di introduzione del procedimento; fase istruttoria;  fase  decisoria;

fase esecutiva.

2. Nella liquidazione il giudice deve tenere  conto  del  valore  e

della  natura  e  complessita’  della  controversia,  del  numero   e

dell’importanza  e  complessita’  delle   questioni   trattate,   con

valutazione complessiva anche a  seguito  di  riunione  delle  cause,

dell’eventuale urgenza della prestazione.

3. Si tiene altresi’ conto  del  pregio  dell’opera  prestata,  dei

risultati del  giudizio  e  dei  vantaggi,  anche  non  patrimoniali,

conseguiti dal cliente.

4. Qualora l’avvocato difenda piu’ persone con la stessa  posizione

processuale il compenso unico puo’ essere aumentato fino  al  doppio.

Lo stesso parametro di  liquidazione  si  applica  quando  l’avvocato

difende una parte contro piu’ parti. Nel caso di controversie a norma

dell’articolo 140-bis del decreto legislativo  6  settembre  2005  n.

206, il compenso puo’ essere aumentato fino  al  triplo,  rispetto  a

quello liquidabile a norma dell’articolo 11.

5. Quando il procedimento si  conclude  con  una  conciliazione  il

compenso e’  aumentato  fino  al  25  per  cento  rispetto  a  quello

liquidabile a norma dell’articolo 11.

6.  Costituisce  elemento  di  valutazione  negativa,  in  sede  di

liquidazione giudiziale del compenso, l’adozione di condotte  abusive

tali  da  ostacolare  la  definizione  dei  procedimenti   in   tempi

ragionevoli.

 

          Note all’art. 4: 

              – Si riporta il testo  dell’art.  140-bis  del  decreto

          legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a

          norma dell’art. 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229): 

              «Art. 140-bis  (Azione  di  classe).  -  1.  I  diritti

          individuali omogenei dei consumatori e degli utenti di  cui

          al comma 2 nonche’ gli interessi collettivi sono tutelabili

          anche attraverso l’azione di classe, secondo le  previsioni

          del presente articolo. A tal fine ciascun componente  della

          classe, anche  mediante  associazioni  cui  da’  mandato  o

          comitati cui partecipa, puo’ agire per l’accertamento della

          responsabilita’ e per la condanna al risarcimento del danno

          e alle restituzioni. 

              2. L’azione di classe  ha  per  oggetto  l’accertamento

          della responsabilita’ e la  condanna  al  risarcimento  del

          danno  e  alle  restituzioni   in   favore   degli   utenti

          consumatori. L’azione tutela: 

              a)  i  diritti  contrattuali  di  una   pluralita’   di

          consumatori e utenti  che  versano  nei  confronti  di  una

          stessa impresa in situazione omogenea,  inclusi  i  diritti

          relativi a contratti stipulati ai sensi degli articoli 1341

          e 1342 del codice civile; 

              b) i diritti omogenei spettanti ai  consumatori  finali

          di un determinato prodotto o  servizio  nei  confronti  del

          relativo produttore, anche  a  prescindere  da  un  diretto

          rapporto contrattuale; 

              c)  i  diritti  omogenei  al  ristoro  del  pregiudizio

          derivante agli stessi  consumatori  e  utenti  da  pratiche

          commerciali     scorrette      o      da      comportamenti

          anticoncorrenziali. 

              3. I consumatori e utenti che intendono avvalersi della

          tutela di cui al presente articolo aderiscono all’azione di

          classe, senza ministero di difensore  anche  tramite  posta

          elettronica certificata e fax. L’adesione comporta rinuncia

          a  ogni  azione  restitutoria  o  risarcitoria  individuale

          fondata sul medesimo  titolo,  salvo  quanto  previsto  dal

          comma   15.   L’atto   di   adesione,   contenente,   oltre

          all’elezione di  domicilio,  l’indicazione  degli  elementi

          costitutivi  del  diritto  fatto  valere  con  la  relativa

          documentazione probatoria, e’  depositato  in  cancelleria,

          anche tramite l’attore, nel termine  di  cui  al  comma  9,

          lettera b). Gli effetti sulla prescrizione ai  sensi  degli

          articoli 2943 e 2945  del  codice  civile  decorrono  dalla

          notificazione della domanda e, per coloro che hanno aderito

          successivamente, dal deposito dell’atto di adesione. 

              4. La domanda e’ proposta al tribunale ordinario avente

          sede nel capoluogo della regione in cui ha sede  l’impresa,

          ma per la Valle  d’Aosta  e’  competente  il  tribunale  di

          Torino, per il  Trentino-Alto  Adige  e  il  Friuli-Venezia

          Giulia e’  competente  il  tribunale  di  Venezia,  per  le

          Marche, l’Umbria, l’Abruzzo e il Molise  e’  competente  il

          tribunale di Roma e per la  Basilicata  e  la  Calabria  e’

          competente il tribunale di Napoli. Il tribunale  tratta  la

          causa in composizione collegiale. 

              5.  La  domanda  si  propone  con  atto  di   citazione

          notificato anche all’ufficio del pubblico ministero  presso

          il tribunale adito, il quale puo’ intervenire limitatamente

          al giudizio di ammissibilita’. 

              6. All’esito della prima udienza  il  tribunale  decide

          con ordinanza sull’ammissibilita’ della  domanda,  ma  puo’

          sospendere il giudizio quando sui fatti rilevanti  ai  fini

          del  decidere  e’  in  corso   un’istruttoria   davanti   a

          un’autorita’ indipendente ovvero  un  giudizio  davanti  al

          giudice   amministrativo.   La   domanda   e’    dichiarata

          inammissibile quando e’  manifestamente  infondata,  quando

          sussiste un conflitto di interessi ovvero quando il giudice

          non   ravvisa   l’omogeneita’   dei   diritti   individuali

          tutelabili  ai  sensi  del  comma  2,  nonche’  quando   il

          proponente non appare  in  grado  di  curare  adeguatamente

          l’interesse della classe. 

              7.  L’ordinanza  che  decide  sulla  ammissibilita’  e’

          reclamabile  davanti  alla  corte  d’appello  nel   termine

          perentorio di  trenta  giorni  dalla  sua  comunicazione  o

          notificazione se anteriore. Sul reclamo la corte  d’appello

          decide con ordinanza  in  camera  di  consiglio  non  oltre

          quaranta  giorni  dal  deposito  del  ricorso.  Il  reclamo

          dell’ordinanza  ammissiva  non  sospende  il   procedimento

          davanti al tribunale. 

              8. Con  l’ordinanza  di  inammissibilita’,  il  giudice

          regola le spese, anche ai sensi dell’art. 96 del codice  di

          procedura civile, e ordina la piu’ opportuna pubblicita’  a

          cura e spese del soccombente. 

              9.  Con  l’ordinanza  con  cui  ammette   l’azione   il

          tribunale fissa termini e modalita’  della  piu’  opportuna

          pubblicita’,  ai  fini  della  tempestiva  adesione   degli

          appartenenti alla classe. L’esecuzione della pubblicita’ e’

          condizione di procedibilita’ della domanda. Con  la  stessa

          ordinanza il tribunale: 

              a)  definisce  i  caratteri  dei  diritti   individuali

          oggetto del giudizio, specificando i  criteri  in  base  ai

          quali i soggetti che chiedono di aderire sono inclusi nella

          classe o devono ritenersi esclusi dall’azione; 

              b)  fissa  un  termine  perentorio,  non  superiore   a

          centoventi giorni dalla scadenza di quello per l’esecuzione

          della pubblicita’, entro il quale  gli  atti  di  adesione,

          anche a mezzo dell’attore, sono depositati in  cancelleria.

          Copia   dell’ordinanza   e’   trasmessa,   a   cura   della

          cancelleria, al Ministero dello sviluppo economico  che  ne

          cura ulteriori forme  di  pubblicita’,  anche  mediante  la

          pubblicazione sul relativo sito internet. 

              10. E’ escluso l’intervento di terzi ai sensi dell’art.

          105 del codice di procedura civile. 

              11.  Con  l’ordinanza  con  cui  ammette  l’azione   il

          tribunale  determina  altresi’  il  corso  della  procedura

          assicurando,  nel  rispetto  del  contraddittorio,  l’equa,

          efficace e sollecita gestione del processo. Con la stessa o

          con successiva ordinanza, modificabile o revocabile in ogni

          tempo, il tribunale prescrive  le  misure  atte  a  evitare

          indebite ripetizioni o complicazioni nella presentazione di

          prove  o  argomenti;  onera  le  parti  della   pubblicita’

          ritenuta necessaria a tutela  degli  aderenti;  regola  nel

          modo che ritiene piu’ opportuno l’istruzione  probatoria  e

          disciplina  ogni  altra  questione  di  rito,  omessa  ogni

          formalita’ non essenziale al contraddittorio. 

              12. Se accoglie  la  domanda,  il  tribunale  pronuncia

          sentenza di condanna con cui liquida,  ai  sensi  dell’art.

          1226 del codice civile, le somme definitive dovute a coloro

          che hanno  aderito  all’azione  o  stabilisce  il  criterio

          omogeneo di calcolo per la liquidazione di dette somme.  In

          questo  ultimo  caso  il  giudice  assegna  alle  parti  un

          termine, non superiore a novanta giorni, per addivenire  ad

          un  accordo  sulla  liquidazione  del  danno.  Il  processo

          verbale  dell’accordo,  sottoscritto  dalle  parti  e   dal

          giudice, costituisce titolo esecutivo. Scaduto  il  termine

          senza che l’accordo sia stato  raggiunto,  il  giudice,  su

          istanza di almeno una delle parti, liquida le somme  dovute

          ai singoli aderenti. In caso di accoglimento  di  un’azione

          di classe proposta nei  confronti  di  gestori  di  servizi

          pubblici o di pubblica utilita’, il tribunale  tiene  conto

          di  quanto  riconosciuto  in  favore  degli  utenti  e  dei

          consumatori danneggiati nelle relative  carte  dei  servizi

          eventualmente  emanate.  La  sentenza   diviene   esecutiva

          decorsi centottanta giorni dalla pubblicazione. I pagamenti

          delle somme dovute effettuati  durante  tale  periodo  sono

          esenti  da  ogni  diritto  e  incremento,  anche  per   gli

          accessori di legge maturati  dopo  la  pubblicazione  della

          sentenza. 

              13. La corte d’appello, richiesta dei provvedimenti  di

          cui all’art. 283 del  codice  di  procedura  civile,  tiene

          altresi’  conto  dell’entita’   complessiva   della   somma

          gravante sul debitore, del numero  dei  creditori,  nonche’

          delle  connesse  difficolta’  di  ripetizione  in  caso  di

          accoglimento del gravame. La corte puo’  comunque  disporre

          che, fino al passaggio  in  giudicato  della  sentenza,  la

          somma complessivamente dovuta dal debitore sia depositata e

          resti vincolata nelle forme ritenute piu’ opportune. 

              14. La sentenza che definisce  il  giudizio  fa’  stato

          anche nei confronti degli aderenti. E’ fatta salva l’azione

          individuale dei  soggetti  che  non  aderiscono  all’azione

          collettiva. Non sono proponibili ulteriori azioni di classe

          per i medesimi fatti e nei confronti della  stessa  impresa

          dopo la scadenza del termine per l’adesione  assegnato  dal

          giudice ai sensi del comma 9. Quelle proposte  entro  detto

          termine sono riunite d’ufficio  se  pendenti  davanti  allo

          stesso tribunale;  altrimenti  il  giudice  successivamente

          adito  ordina  la  cancellazione  della  causa  dal  ruolo,

          assegnando un termine perentorio non superiore  a  sessanta

          giorni per la riassunzione davanti al primo giudice. 

              15. Le rinunce e  le  transazioni  intervenute  tra  le

          parti non pregiudicano i diritti degli aderenti che non  vi

          hanno espressamente consentito.  Gli  stessi  diritti  sono

          fatti salvi anche nei casi di estinzione del giudizio o  di

          chiusura anticipata del processo.». 

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 5

 

Determinazione del valore della controversia

 

1. Ai  fini  della  liquidazione  del  compenso,  il  valore  della

controversia e’ determinato a norma del codice  di  procedura  civile

avendo riguardo, nei giudizi per azioni surrogatorie  e  revocatorie,

all’entita’ economica  della  ragione  di  credito  alla  cui  tutela

l’azione e’ diretta, nei  giudizi  di  divisione,  alla  quota  o  ai

supplementi di quota in contestazione, e nei giudizi per pagamento di

somme, anche a titolo di danno,  alla  somma  attribuita  alla  parte

vincitrice e non alla somma domandata. In ogni caso si ha riguardo al

valore  effettivo  della  controversia,  anche  in   relazione   agli

interessi  perseguiti  dalle  parti,  quando  risulti  manifestamente

diverso da quello presunto a norma del codice di procedura  civile  o

alla legislazione speciale.

2. Nelle cause davanti agli organi di giustizia  amministrativa  il

valore della  causa  e’  determinato  a  norma  del  comma  1  quando

l’oggetto della controversia o la  natura  del  rapporto  sostanziale

dedotto in giudizio o comunque correlato al  provvedimento  impugnato

ne consentono l’applicazione. Quando cio’ non e’ possibile, va tenuto

conto dell’interesse sostanziale tutelato.

3. Per le controversie di valore indeterminato o indeterminabile si

tiene particolare  conto  dell’oggetto  e  della  complessita’  della

stessa.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 6

 

Procedimenti arbitrali

 

1. Per i procedimenti davanti agli arbitri, nel caso  di  arbitrato

rituale, e’ dovuto il compenso stabilito per le controversie  davanti

ai giudici competenti a conoscere sulle stesse.

2. In ogni altro caso di arbitrato o fattispecie  analoga,  per  la

liquidazione dei compensi  si  applicano  i  parametri  previsti  per

l’attivita’ stragiudiziale.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 7

 

Procedimenti cautelari o speciali o non contenziosi

 

1.  Fermo  quanto  specificatamente  disposto  dalla  tabella  A  -

Avvocati, nei  procedimenti  cautelari  ovvero  speciali  ovvero  non

contenziosi anche quando in camera di consiglio o davanti al  giudice

tutelare, il compenso  viene  liquidato  per  analogia  ai  parametri

previsti per gli altri procedimenti, ferme  le  regole  e  i  criteri

generali di cui agli articoli 1 e 4.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 8

 

Cause di lavoro

 

1. Nelle controversie di lavoro il  cui  valore  non  supera  1.000

euro, il compenso e’ ridotto di regola fino alla meta’.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 9

 

Cause  per  l’indennizzo  da  irragionevole  durata  del  processo  e

gratuito patrocinio

 

1. Nelle controversie per l’indennizzo da irragionevole durata  del

processo, il compenso puo’ essere ridotto fino  alla  meta’.  Per  le

liquidazioni  delle  prestazioni  svolte  a  favore  di  soggetti  in

gratuito patrocinio, e per quelle a esse equiparate dal  testo  unico

delle spese di giustizia di  cui  al  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 30 maggio 2002 n. 115,  si  tiene  specifico  conto  della

concreta  incidenza  degli  atti  assunti  rispetto  alla   posizione

processuale della persona  difesa,  e  gli  importi  sono  di  regola

ridotti della meta’ anche in materia penale.

 

          Note all’art. 9: 

              – Il decreto del Presidente della Repubblica 30  maggio

          2002,  n.  115,  reca:  «Testo  unico  delle   disposizioni

          legislative  e  regolamentari  in  materia  di   spese   di

          giustizia. (Testo A)». 

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 10

 

Responsabilita’ processuale aggravata e pronunce in rito

 

1. Nel caso di responsabilita’ processuale ai  sensi  dell’articolo

96 del  codice  di  procedura  civile,  ovvero,  comunque,  nei  casi

d’inammissibilita’  o  improponibilita’  o   improcedibilita’   della

domanda, il compenso dovuto all’avvocato del soccombente e’  ridotto,

di regola, del 50 per cento rispetto a  quello  liquidabile  a  norma

dell’articolo 11.

 

          Note all’art. 10: 

              – Si riporta  il  testo  dell’art.  96  del  Codice  di

          procedura civile: 

              «Art. 96 (Responsabilita’ aggravata). – Se risulta  che

          la parte soccombente ha agito o resistito in  giudizio  con

          mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza  dell’altra

          parte, la condanna, oltre che alle spese,  al  risarcimento

          dei danni, che liquida, anche d’ufficio, nella sentenza. 

              Il giudice che accerta l’inesistenza  del  diritto  per

          cui  e’  stato  eseguito  un  provvedimento  cautelare,   o

          trascritta   domanda   giudiziale,   o   iscritta   ipoteca

          giudiziale,  oppure  iniziata   o   compiuta   l’esecuzione

          forzata, su istanza della  parte  danneggiata  condanna  al

          risarcimento dei danni l’attore o il creditore  procedente,

          che ha agito senza la normale prudenza. La liquidazione dei

          danni e’ fatta a norma del comma precedente. 

              In ogni caso, quando pronuncia  sulle  spese  ai  sensi

          dell’art. 91, il giudice, anche  d’ufficio,  puo’  altresi’

          condannare la parte  soccombente  al  pagamento,  a  favore

          della   controparte,   di   una    somma    equitativamente

          determinata.». 

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 11

 

Determinazione  del  compenso  per  l’attivita’  giudiziale   civile,

amministrativa e tributaria

 

1. I parametri specifici per la determinazione del  compenso  sono,

di regola, quelli di cui alla  tabella  A  -  Avvocati,  allegata  al

presente decreto.  Il  giudice  puo’  sempre  diminuire  o  aumentare

ulteriormente  il  compenso  in  considerazione   delle   circostanze

concrete, ferma l’applicazione delle regole e dei criteri generali di

cui agli articoli 1 e 4.

2. Il compenso e’ liquidato per fasi.

3. Nella fase di studio della controversia sono compresi, a  titolo

di  esempio:  l’esame  e  lo  studio  degli  atti  a  seguito   della

consultazione con il cliente, le ispezioni dei luoghi, la ricerca dei

documenti e la conseguente relazione o parere, scritti oppure  orali,

al cliente, precedenti la costituzione in giudizio.

4. Nella fase introduttiva del procedimento sono compresi, a titolo

di esempio: gli atti introduttivi del giudizio e di  costituzione  in

giudizio, e il relativo esame incluso quello  degli  allegati,  quali

ricorsi, controricorsi, citazioni, comparse,  chiamate  di  terzo  ed

esame  delle   relative   autorizzazioni   giudiziali,   l’esame   di

provvedimenti giudiziali di fissazione della prima  udienza,  memorie

iniziali,   interventi,   istanze,    impugnazioni,    le    relative

notificazioni, l’esame delle corrispondenti  relate,  l’iscrizione  a

ruolo, il versamento del  contributo  unificato,  le  rinnovazioni  o

riassunzioni della domanda, le autentiche di firma  o  l’esame  della

procura notarile, la formazione del fascicolo e della posizione della

pratica in studio, le ulteriori consultazioni con il cliente.

5. Nella fase istruttoria sono compresi, a titolo  di  esempio:  le

richieste di prova, le memorie di precisazione o  integrazione  delle

domande o dei motivi d’impugnazione, eccezioni e conclusioni,  ovvero

meramente illustrative, l’esame degli scritti o documenti delle altre

parti o dei provvedimenti  giudiziali  pronunciati  nel  corso  e  in

funzione dell’istruzione, gli adempimenti o le  prestazioni  comunque

connesse ai suddetti provvedimenti giudiziali,  le  partecipazioni  e

assistenze relative  ad  attivita’  istruttorie,  gli  atti  comunque

necessari per la formazione della prova o del mezzo istruttorio anche

quando disposto d’ufficio, la designazione di  consulenti  di  parte,

l’esame delle corrispondenti attivita’  e  designazioni  delle  altre

parti, l’esame delle deduzioni dei consulenti d’ufficio o delle altre

parti, la notificazione delle domande nuove o di altri atti nel corso

del giudizio compresi quelli al contumace, le relative  richieste  di

copie al cancelliere, le istanze al giudice in  qualsiasi  forma,  le

dichiarazioni rese nei casi previsti  dalla  legge,  le  deduzioni  a

verbale, le intimazioni dei testimoni, comprese  le  notificazioni  e

l’esame delle relative relate, gli atti comunque incidentali comprese

le querele di  falso  e  quelli  inerenti  alla  verificazione  delle

scritture private. Al fine di valutare il grado di complessita’ della

fase  rilevano,  in  particolare,  le  plurime  memorie  per   parte,

necessarie o autorizzate dal  giudice,  comunque  denominate  ma  non

meramente  illustrative,  ovvero  le  plurime  richieste  istruttorie

ammesse per ciascuna parte e le plurime prove  assunte  per  ciascuna

parte. La fase rileva ai fini della liquidazione del compenso  quando

effettivamente svolta.

6. Nella fase decisoria sono compresi,  a  titolo  di  esempio:  le

precisazioni delle conclusioni e l’esame di quelle delle altre parti,

le memorie, illustrative o conclusionali anche in  replica,  compreso

il loro deposito ed esame, la discussione orale,  sia  in  camera  di

consiglio che in udienza pubblica, le note illustrative accessorie  a

quest’ultima, la redazione e il deposito delle note spese, l’esame  e

la registrazione o pubblicazione  del  provvedimento  conclusivo  del

giudizio, comprese le richieste di copie al  cancelliere,  il  ritiro

del fascicolo, l’iscrizione di ipoteca giudiziale  del  provvedimento

conclusivo stesso.

7. Nella fase esecutiva, fermo  quanto  previsto  nella  richiamata

tabella A – Avvocati, per l’atto  di  precetto,  sono  ricompresi,  a

titolo di esempio: la disamina del titolo esecutivo, la notificazione

dello stesso unitamente al precetto, l’esame delle  relative  relate,

il pignoramento  e  l’esame  del  relativo  verbale,  le  iscrizioni,

trascrizioni e  annotazioni,  gli  atti  d’intervento,  le  ispezioni

ipotecarie, catastali,  l’esame  dei  relativi  atti,  le  assistenze

all’udienza o agli atti esecutivi di qualsiasi tipo.

8. Il compenso, ai sensi dell’articolo 1 comma  3,  comprende  ogni

attivita’ accessoria, quali, a titolo di esempio,  gli  accessi  agli

uffici pubblici, le trasferte, la corrispondenza anche  telefonica  o

telematica o collegiale con il cliente, le attivita’ connesse a oneri

amministrativi o fiscali, le  sessioni  per  rapporti  con  colleghi,

ausiliari, consulenti, magistrati.

9. Per le controversie il cui valore supera  euro  1.500.000,00  il

giudice, tenuto conto dei valori di liquidazione riferiti  di  regola

allo scaglione precedente, liquida il compenso applicando i parametri

di cui all’articolo 4, commi da 2  a  5.  I  parametri  indicati  nel

periodo  precedente  si   applicano   anche   ai   procedimenti   per

ingiunzione.

10. Per le  procedure  concorsuali  si  applicano  per  analogia  i

parametri previsti per la fase esecutiva relativa a beni immobili.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 12

 

Attivita’ giudiziale penale

 

1. L’attivita’ giudiziale penale e’ distinta nelle  seguenti  fasi:

fase  di  studio;  fase  di  introduzione  del   procedimento;   fase

istruttoria  procedimentale  o  processuale;  fase  decisoria;   fase

esecutiva. Se il procedimento o il processo  non  vengono  portati  a

termine per qualsiasi motivo ovvero sopravvengono cause estintive del

reato, l’avvocato ha diritto al compenso per  l’opera  effettivamente

svolta.

2. Nella liquidazione il giudice deve tenere  conto  della  natura,

complessita’ e  gravita’  del  procedimento  o  del  processo,  delle

contestazioni e delle imputazioni, del  pregio  dell’opera  prestata,

del numero  e  dell’importanza  delle  questioni  trattate,  anche  a

seguito di riunione dei procedimenti o dei  processi,  dell’eventuale

urgenza della prestazione. Ai fini di quanto disposto nel periodo che

precede, si tiene conto di tutte le particolari circostanze del caso,

quali, a titolo di esempio, il numero  dei  documenti  da  esaminare,

l’emissione  di  ordinanze  di  applicazione  di  misure   cautelari,

l’entita’ economica e  l’importanza  degli  interessi  coinvolti,  la

costituzione di parte civile, la continuita’, la frequenza,  l’orario

e i trasferimenti conseguenti all’assistenza prestata.

3. Si tiene  altresi’  conto  dei  risultati  del  giudizio  e  dei

vantaggi, anche civili e non patrimoniali, conseguiti dal cliente.

4. Qualora l’avvocato difenda piu’ persone con la stessa  posizione

processuale il compenso unico puo’ essere aumentato fino  al  doppio.

Lo  stesso  parametro  di  liquidazione  si  applica,  in   caso   di

costituzione di parte civile, quando  l’avvocato  difende  una  parte

contro piu’ parti.

5. Per l’assistenza d’ufficio a  minori  il  compenso  puo’  essere

diminuito fino alla meta’.

6.  Costituisce  elemento  di  valutazione  negativa  in  sede   di

liquidazione giudiziale del compenso l’adozione di condotte dilatorie

tali  da  ostacolare  la  definizione  del  procedimento   in   tempi

ragionevoli.

7. Si applica l’articolo 9, comma 1, secondo periodo.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 13

 

Parte civile

 

1. I parametri previsti per l’attivita’ giudiziale  penale  operano

anche nei riguardi della parte e del responsabile  civile  costituiti

in giudizio, ma per quanto non rientri nelle fasi penali,  operano  i

parametri previsti per l’attivita’ giudiziale civile.

 

Capo II

 

Disposizioni concernenti gli avvocati

 

Art. 14

 

Determinazione del compenso per l’attivita’ giudiziale penale

 

1. I parametri specifici per la determinazione del  compenso  sono,

di regola, quelli di cui alla  tabella  B  -  Avvocati,  allegata  al

presente decreto.  Il  giudice  puo’  sempre  diminuire  o  aumentare

ulteriormente  il  compenso  in  considerazione   delle   circostanze

concrete, ferma l’applicazione delle regole e dei criteri generali di

cui agli articoli 1 e 12.

2. Il compenso e’ liquidato per fasi.

3. Nella fase di studio sono compresi, a titolo di esempio: l’esame

e lo studio degli atti, le  ispezioni  dei  luoghi,  la  ricerca  dei

documenti, le consultazioni con il cliente e la relazione  o  parere,

scritti  ovvero  orali,  al  cliente  precedenti  gli  atti  di  fase

introduttiva o che esauriscono l’attivita’.

4. Nella fase introduttiva sono compresi, a titolo di esempio:  gli

atti  introduttivi  quali   esposti,   denunce,   querele,   istanze,

richieste,   dichiarazioni,   opposizioni,   ricorsi,   impugnazioni,

memorie.

5. Nella fase istruttoria sono compresi, a titolo  di  esempio:  le

richieste, gli scritti, le partecipazioni o le assistenze,  anche  in

udienza in camera  di  consiglio  o  pubblica,  relative  ad  atti  o

attivita’   istruttorie,   procedimentali   o    processuali    anche

preliminari,  funzionali  alla  ricerca  dei  mezzi  di  prova,  alle

investigazioni o alla formazione della prova, comprese le  liste,  le

citazioni, e le  relative  notificazioni  ed  esame  di  relata,  dei

testimoni, consulenti e indagati  o  imputati  di  reato  connesso  o

collegato. La fase si considera in particolare  complessa  quando  le

attivita’ ovvero le richieste istruttorie sono plurime e  in  plurime

udienze,  ovvero  comportano   la   redazione   scritti   plurimi   e

coinvolgenti plurime questioni anche incidentali.

6. Nella fase decisoria sono compresi,  a  titolo  di  esempio:  le

difese  orali  o  scritte  anche  in   replica,   l’assistenza   alla

discussione delle altre parti,  in  camera  di  consiglio  o  udienza

pubblica.

7. Nella fase esecutiva sono comprese tutte le  attivita’  connesse

all’esecuzione della pena o delle misure cautelari.

8.  Fermo  quanto  specificatamente  disposto  dalla  tabella  B  -

Avvocati, nei procedimenti cautelari ovvero speciali anche quando  in

camera di consiglio, il compenso  viene  liquidato  per  analogia  ai

parametri previsti per gli altri procedimenti, ferme le  regole  e  i

criteri generali di cui agli articoli 1 e 12.

9. Il compenso, ai sensi dell’articolo 1 comma  3,  comprende  ogni

attivita’ accessoria, quali, a titolo di esempio,  gli  accessi  agli

uffici pubblici, le trasferte, la corrispondenza anche  telefonica  o

telematica o collegiale con il cliente, le attivita’ connesse a oneri

amministrativi o fiscali, le  sessioni  per  rapporti  con  colleghi,

ausiliari, consulenti, investigatori, magistrati.

 

Capo III

 

Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti

contabili

 

 

Sezione prima

 

Disposizioni generali

 

Art. 15

 

Tipologia di attivita’

 

1. Per l’applicazione delle disposizioni  del  presente  capo  sono

individuate le seguenti attivita’ svolte dai  dottori  commercialisti

ed esperti contabili:

a) amministrazione e custodia;

b) liquidazione di aziende;

c) valutazioni, perizie e pareri;

d) revisioni contabili;

e) tenuta della contabilita’;

f) formazione del bilancio;

g) operazioni societarie;

h) consulenza contrattuale ed economico-finanziaria;

i) assistenza in procedure concorsuali;

l) assistenza, rappresentanza e consulenza tributaria;

m) sindaco di societa’.

2. Quando la prestazione professionale  ha  per  oggetto  attivita’

diverse da quelle elencate al comma 1, per il professionista iscritto

negli albi dei dottori commercialisti e degli  esperti  contabili  il

compenso e’ determinato in analogia alle  disposizioni  del  presente

capo.

 

Capo III

 

Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti

contabili

 

 

Sezione prima

 

Disposizioni generali

 

Art. 16

 

Definizioni

 

1.  Ai  fini  del  presente  decreto  e  per  l’applicazione  delle

disposizioni del presente capo, si intendono per:

a) «professionista iscritto negli albi dei dottori commercialisti e

degli esperti contabili»: il dottore  commercialista,  il  ragioniere

commercialista, l’esperto contabile iscritti all’albo;

b) «valore della pratica»: entita’ numerica espressa  in  euro  che

costituisce il parametro di base per la  liquidazione  delle  singole

attivita’ professionali;

c) «componenti  positivi  di  reddito  lordi»,  la  sommatoria  dei

seguenti componenti reddituali risultanti dal conto economico:

1) il valore della  produzione,  con  esclusione  delle  variazioni

delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione,  semilavorati  e

finiti; delle variazioni dei lavori in corso su ordinazione, e  degli

incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;

2) il valore complessivo dei proventi finanziari;

3) tutte le rideterminazioni  dei  valori,  quali  rivalutazioni  e

ripristini, dell’attivo dello stato patrimoniale  imputate  al  conto

economico;

4) il valore complessivo dei proventi straordinari;

d) «attivita’»:  il  valore  complessivo  dell’attivo  dello  stato

patrimoniale di cui all’articolo 2424 del codice civile;

e) «passivita’»: la somma dei valori delle voci B, C, D ed E  della

sezione “Passivo” dello schema di cui all’articolo  2424  del  codice

civile;

f) «assistenza  tributaria»:  la  predisposizione  su  richiesta  e

nell’interesse del cliente  di  atti  e  documenti  aventi  rilevanza

tributaria sulla  base  dei  dati  e  delle  analitiche  informazioni

trasmesse dal cliente, che non richiedono particolare elaborazione;

g)  «rappresentanza  tributaria»:  l’intervento  personale,   quale

mandatario del  cliente,  presso  gli  uffici  tributari,  presso  le

commissioni tributarie, e in qualunque altra sede anche in  relazione

a verifiche fiscali;

h) «consulenza tributaria»: la  consulenza,  in  qualsiasi  materia

tributaria,  di  carattere  generale  o   specifico,   prestata,   in

particolare, per l’analisi della legislazione, dell’interpretazione e

applicazione,   anche   giurisprudenziale   e    dell’amministrazione

finanziaria, di disposizioni, in sede di assistenza tributaria  e  in

sede  di  scelta  dei  comportamenti  e  delle  difese  in  relazione

all’imposizione fiscale, anche in ambito contenzioso.

 

          Note all’art. 16: 

              – Si riporta il testo  dell’articolo  2424  del  Codice

          civile: 

              «Art. 2424 (Contenuto dello stato patrimoniale).  -  Lo

          stato patrimoniale deve essere redatto  in  conformita’  al

          seguente schema. 

          Attivo: 

              A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con

          separata indicazione della parte gia’ richiamata. 

              B) Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle

          concesse in locazione finanziaria: 

                I – Immobilizzazioni immateriali: 

              1) costi di impianto e di ampliamento; 

              2) costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicita’; 

              3)  diritti  di  brevetto  industriale  e  diritti   di

          utilizzazione delle opere dell’ingegno; 

              4) concessioni, licenze, marchi e diritti simili; 

              5) avviamento; 

              6) immobilizzazioni in corso e acconti; 

              7) altre. 

              Totale. 

                II – Immobilizzazioni materiali: 

              1) terreni e fabbricati; 

              2) impianti e macchinario; 

              3) attrezzature industriali e commerciali; 

              4) altri beni; 

              5) immobilizzazioni in corso e acconti. 

              Totale. 

                III  -  Immobilizzazioni  finanziarie,  con  separata

          indicazione, per ciascuna voce dei crediti,  degli  importi

          esigibili entro l’esercizio successivo: 

                  1) partecipazioni in: 

              a) imprese controllate; 

              b) imprese collegate; 

              c) imprese controllanti; 

              d) altre imprese; 

                  2) crediti: 

              a) verso imprese controllate; 

              b) verso imprese collegate; 

              c) verso controllanti; 

              d) verso altri; 

              3) altri titoli; 

              4) azioni proprie, con  indicazione  anche  del  valore

          nominale complessivo. 

              Totale. 

              Totale immobilizzazioni (B). 

              C) Attivo circolante: 

                I – Rimanenze: 

              1) materie prime, sussidiarie e di consumo; 

              2) prodotti in corso di lavorazione e semilavorati; 

              3) lavori in corso su ordinazione; 

              4) prodotti finiti e merci; 

              5) acconti. 

              Totale. 

                II – Crediti, con separata indicazione, per  ciascuna

          voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo: 

              1) verso clienti; 

              2) verso imprese controllate; 

              3) verso imprese collegate; 

              4) verso controllanti; 

              4-bis) crediti tributari; 

              4-ter) imposte anticipate; 

              5) verso altri. 

              Totale. 

                III – Attivita’  finanziarie  che  non  costituiscono

          immobilizzazioni: 

              1) partecipazioni in imprese controllate; 

              2) partecipazioni in imprese collegate; 

              3) partecipazioni in imprese controllanti; 

              4) altre partecipazioni; 

              5) azioni proprie, con  indicazioni  anche  del  valore

          nominale complessivo; 

              6) altri titoli. 

              Totale. 

                IV – Disponibilita’ liquide: 

              1) depositi bancari e postali; 

              2) assegni; 

              3) danaro e valori in cassa. 

              Totale. 

              Totale attivo circolante (C). 

              D) Ratei  e  risconti,  con  separata  indicazione  del

          disaggio su prestiti. 

          Passivo: 

              A) Patrimonio netto: 

              I – Capitale. 

              II – Riserva da soprapprezzo delle azioni. 

              III – Riserve di rivalutazione. 

              IV – Riserva legale. 

              V – Riserve statutarie. 

              VI – Riserva per azioni proprie in portafoglio. 

              VII – Altre riserve, distintamente indicate. 

              VIII – Utili (perdite) portati a nuovo. 

              IX – Utile (perdita) dell’esercizio. 

              Totale. 

              B) Fondi per rischi e oneri: 

              1) per trattamento di quiescenza e obblighi simili; 

              2) per imposte, anche differite; 

              3) altri. 

              Totale. 

              C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato. 

              D) Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce,

          degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo: 

              1) obbligazioni; 

              2) obbligazioni convertibili; 

              3) debiti verso soci per finanziamenti; 

              4) debiti verso banche; 

              5) debiti verso altri finanziatori; 

              6) acconti; 

              7) debiti verso fornitori; 

              8) debiti rappresentati da titoli di credito; 

              9) debiti verso imprese controllate; 

              10) debiti verso imprese collegate; 

              11) debiti verso controllanti; 

              12) debiti tributari; 

              13) debiti verso istituti di previdenza e di  sicurezza

          sociale; 

              14) altri debiti. 

              Totale. 

              E)  Ratei  e   risconti,   con   separata   indicazione

          dell’aggio su prestiti. 

              Se un elemento dell’attivo o del passivo  ricade  sotto

          piu’  voci  dello  schema,  nella  nota  integrativa   deve

          annotarsi,  qualora  cio’  sia  necessario  ai  fini  della

          comprensione del bilancio, la sua appartenenza anche a voci

          diverse da quella nella quale e’ iscritto. 

              In calce allo stato patrimoniale  devono  risultare  le

          garanzie   prestate    direttamente    o    indirettamente,

          distinguendosi fra  fideiussioni,  avalli,  altre  garanzie

          personali e garanzie reali, ed indicando separatamente, per

          ciascun tipo, le garanzie  prestate  a  favore  di  imprese

          controllate e  collegate,  nonche’  di  controllanti  e  di

          imprese sottoposte al controllo di  queste  ultime;  devono

          inoltre risultare gli altri conti d’ordine. 

              E’ fatto salvo quanto disposto  dall’art.  2447-septies

          con riferimento ai beni e rapporti giuridici  compresi  nei

          patrimoni destinati ad uno specifico affare ai sensi  della

          lettera a) del primo comma dell’art. 2447-bis.». 

 

Capo III

 

Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti

contabili

 

 

Sezione prima

 

Disposizioni generali

 

Art. 17

 

Parametri generali

 

1. Il compenso del professionista e’ determinato con riferimento ai

seguenti parametri generali:

a) valore e natura della pratica;

b) importanza, difficolta’, complessita’ della pratica;

c) condizioni d’urgenza per l’espletamento dell’incarico;

d) risultati e vantaggi, anche non economici, ottenuti dal cliente;

e) impegno profuso anche in termini di tempo impiegato;

f) pregio dell’opera prestata.

2. Il valore  della  pratica  e’  determinato,  in  relazione  alle

singole  attivita’  svolte  dal  professionista,  secondo  i  criteri

specificati nelle disposizioni della  sezione  seconda  del  presente

capo.

3. Il compenso e’ di regola liquidato, salve  ulteriori  variazioni

determinate dai parametri di cui al comma  1,  applicando  al  valore

della pratica le percentuali variabili stabilite nella  tabella  C  -

Dottori  commercialisti  ed  esperti  contabili   allegata,   nonche’

utilizzando, di regola, gli ulteriori valori monetari indicati  nella

stessa tabella.

 

Capo III

 

Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti

contabili

 

 

Sezione prima

 

Disposizioni generali

 

Art. 18

 

Maggiorazioni e riduzioni

 

1. Per  le  pratiche  di  eccezionale  importanza,  complessita’  o

difficolta’, ovvero per le  prestazioni  compiute  in  condizioni  di

particolare urgenza,  al  compenso  del  professionista  puo’  essere

applicata una maggiorazione fino al 100 per cento rispetto  a  quello

altrimenti liquidabile.

2. Nel caso in cui la prestazione  puo’  essere  eseguita  in  modo

spedito e  non  implica  la  soluzione  di  questioni  rilevanti,  al

compenso del professionista puo’ essere applicata una riduzione  fino

al 50 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 19

 

Amministrazione e custodia

 

1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi

di  amministrazione  e  custodia  di  aziende  e’  determinato  dalla

sommatoria  dei  componenti  positivi  di  reddito  lordo   e   delle

attivita’, e il compenso e’ liquidato, di regola, in  misura  pari  a

quanto indicato dal riquadro 1 della tabella C-Dottori commercialisti

ed esperti contabili.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 20

 

Liquidazioni di aziende

 

1.  Il  valore  della  pratica  per  la  liquidazione   concernente

incarichi di liquidatore ai sensi degli articoli 1977, 2275,  2309  e

2487  del  codice  civile,  ovvero  di  liquidatore  giudiziale,   e’

determinato dalla sommatoria sul totale dell’attivo realizzato e  sul

passivo accertato e il compenso e’ liquidato, di  regola,  in  misura

pari a quanto indicato dal riquadro  2  della  tabella  C  -  Dottori

commercialisti ed esperti contabili.

 

          Note all’art. 20: 

              – Si riporta il testo degli articoli 1977, 2275, 2309 e

          2487 del Codice civile: 

              «Art.  1977  (Nozione).  -  La  cessione  dei  beni  ai

          creditori e’ il contratto col quale il debitore incarica  i

          suoi creditori o alcuni di essi di liquidare tutte o alcune

          sue attivita’ e di  ripartirne  tra  loro  il  ricavato  in

          soddisfacimento dei loro crediti.». 

              «Art. 2275 (Liquidatori). – Se il contratto non prevede

          il modo di liquidare il patrimonio sociale  e  i  soci  non

          sono d’accordo nel determinarlo, la liquidazione  e’  fatta

          da uno o piu’ liquidatori,  nominati  con  il  consenso  di

          tutti i soci o, in caso di disaccordo, dal  presidente  del

          tribunale. 

              I liquidatori possono essere revocati per  volonta’  di

          tutti i soci e in ogni caso dal tribunale per giusta  causa

          su domanda di uno o piu’ soci.». 

              «Art.   2309   (Pubblicazione    della    nomina    dei

          liquidatori). – La deliberazione dei soci o la sentenza che

          nomina i liquidatori e ogni  atto  successivo  che  importa

          cambiamento nelle persone dei  liquidatori  devono  essere,

          entro trenta giorni dalla notizia della nomina,  depositati

          in copia autentica a  cura  dei  liquidatori  medesimi  per

          l’iscrizione presso l’ufficio del registro delle imprese.» 

              «Art. 2487 (Nomina e revoca dei liquidatori; criteri di

          svolgimento della  liquidazione).  -  Salvo  che  nei  casi

          previsti dai numeri 2), 4) e 6) del primo  comma  dell’art.

          2484 non abbia gia’  provveduto  l’assemblea  e  salvo  che

          l’atto costitutivo o lo statuto non dispongano in  materia,

          gli amministratori, contestualmente all’accertamento  della

          causa di scioglimento, debbono  convocare  l’assemblea  dei

          soci perche’ deliberi, con le maggioranze previste  per  le

          modificazioni dell’atto costitutivo o dello statuto, su: 

              a)  il  numero  dei  liquidatori   e   le   regole   di

          funzionamento  del  collegio  in  caso  di  pluralita’   di

          liquidatori; 

              b) la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli

          cui spetta la rappresentanza della societa’; 

              c) i  criteri  in  base  ai  quali  deve  svolgersi  la

          liquidazione; i poteri  dei  liquidatori,  con  particolare

          riguardo alla cessione dell’azienda  sociale,  di  rami  di

          essa, ovvero anche di singoli beni o diritti, o blocchi  di

          essi; gli atti necessari per la  conservazione  del  valore

          dell’impresa, ivi compreso il  suo  esercizio  provvisorio,

          anche di singoli rami, in funzione del migliore realizzo. 

              Se gli amministratori omettono la convocazione  di  cui

          al comma precedente, il tribunale vi provvede su istanza di

          singoli soci o amministratori, ovvero dei sindaci,  e,  nel

          caso in cui l’assemblea non si costituisca o non  deliberi,

          adotta con decreto le decisioni ivi previste. 

              L’assemblea puo’ sempre modificare, con le  maggioranze

          richieste per  le  modificazioni  dell’atto  costitutivo  o

          dello statuto, le deliberazioni di cui al primo comma. 

              I liquidatori possono essere revocati dall’assemblea o,

          quando sussiste una giusta causa, dal tribunale su  istanza

          di soci, dei sindaci o del pubblico ministero.». 

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 21

 

Valutazioni, perizie e pareri

 

1. Il valore della pratica per la liquidazione concernente perizie,

pareri motivati, consulenze tecniche di parte, valutazioni di singoli

beni, di diritti, di aziende  o  rami  d’azienda,  di  patrimoni,  di

partecipazioni sociali non quotate e per la redazione delle relazioni

di stima richieste da disposizioni di  legge  o  di  regolamenti,  e’

determinato in funzione del valore risultante dalla perizia  o  dalla

valutazione, e il compenso e’ liquidato, di  regola,  secondo  quanto

indicato dal riquadro 3 della tabella C – Dottori  commercialisti  ed

esperti contabili.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 22

 

Revisioni contabili

 

1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi

di revisioni amministrative e contabili, di ispezioni, nonche’ per il

riordino di contabilita’, per l’accertamento dell’attendibilita’  dei

bilanci, previsti dalla legge o eseguiti su  richiesta  del  cliente,

dell’autorita’ giudiziaria o  amministrativa,  anche  ai  fini  della

erogazione di contributi o finanziamenti pubblici, anche  comunitari,

nonche’ per  l’accertamento  della  rendicontazione  dell’impiego  di

risorse  finanziarie  pubbliche,  e’  determinato  in  funzione   dei

componenti positivi di reddito lordo e delle attivita’ e il  compenso

liquidato, di regola, secondo quanto indicato nel  riquadro  4  della

tabella C – Dottori commercialisti ed esperti contabili.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 23

 

Tenuta della contabilita’

 

1. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di

tenuta della contabilita’ ordinaria, e’ determinato in  funzione  dei

componenti  positivi  di  reddito  lordi,  delle  attivita’  e  delle

passivita’ risultanti dal bilancio di fine esercizio, e  il  compenso

e’ liquidato, di regola, secondo quanto  indicato  dal  riquadro  5.1

della tabella C – Dottori commercialisti ed esperti contabili.

2. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di

tenuta della contabilita’ semplificata, e’  determinato  in  funzione

dei componenti positivi di reddito lordi, e il compenso e’ liquidato,

di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 5.2 della tabella C -

Dottori commercialisti ed esperti contabili.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 24

 

Formazione del bilancio

 

1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi

per la formazione  del  bilancio,  e’  determinato  in  funzione  dei

componenti  positivi  di  reddito  lordi,  delle  attivita’  e  delle

passivita’, e il compenso e’ liquidato,  di  regola,  secondo  quanto

stabilito dal riquadro 6 della tabella C – Dottori commercialisti  ed

esperti contabili.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 25

 

Operazioni societarie

 

1. Il valore della pratica di  liquidazione  di  incarichi  per  la

costituzione e per le successive variazioni  dello  statuto  sociale,

incluse le trasformazioni, di qualunque  tipo  di  societa’,  ente  o

associazione, e’ determinato in funzione del capitale sottoscritto ed

e’ liquidato, di regola, secondo quanto  indicato  dal  riquadro  7.1

della tabella C – Dottori commercialisti ed esperti contabili.

2. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi per  le

fusioni, scissioni e altre operazioni straordinarie di qualunque tipo

di societa’, ente o associazione,  e’  determinato  in  funzione  del

totale delle attivita’ delle situazioni patrimoniali  utilizzate  per

l’attivita’ professionale svolta, e  il  compenso  e’  liquidato,  di

regola, secondo quanto indicato dal riquadro 7.2 della  tabella  C  -

Dottori commercialisti ed esperti contabili.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 26

 

Consulenza     e     assistenza     contrattuale     e     consulenza

economico-finanziaria

 

1. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di

consulenza o  assistenza  nella  stipulazione  di  tutti  i  tipi  di

contratti, anche preliminari, atti, scritture private, e’ determinato

in funzione del  corrispettivo  pattuito  al  lordo  delle  eventuali

passivita’ accollate dal cessionario, e il compenso e’ liquidato,  di

regola, secondo quanto indicato dal riquadro 8.1 della  tabella  C  -

Dottori commercialisti ed esperti contabili.

2. Il  valore  della  pratica  per  la  liquidazione  di  incarichi

riguardanti contratti di mutuo, di finanziamento e contributi a fondo

perduto, sono determinati in funzione del capitale mutuato o erogato,

e il compenso e’ liquidato, di regola, secondo  quanto  indicato  dal

riquadro 8.2 della tabella C  -  Dottori  commercialisti  ed  esperti

contabili.

3. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di

consulenza economica e finanziaria e’  determinato  in  funzione  dei

capitali o dei valori economico-finanziari oggetto della prestazione,

e il compenso e’ liquidato, di regola, secondo  quanto  indicato  nel

riquadro 8.2 della tabella C  -  Dottori  commercialisti  ed  esperti

contabili.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 27

 

Assistenza in procedure concorsuali

 

1. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di

assistenza al debitore nel periodo preconcorsuale  e,  altresi’,  nel

corso  di  una  procedura  di  concordato  preventivo,   accordo   di

ristrutturazione di debiti e  di  amministrazione  straordinaria,  e’

determinato in funzione del totale delle passivita’, e il compenso e’

liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal  riquadro  9  della

tabella C – Dottori commercialisti ed esperti contabili.

2. Le percentuali di liquidazione indicate in tabella per l’ipotesi

del comma 1 sono ridotte fino alla meta’ nel caso in cui le procedure

si concludono con esito negativo.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 28

 

Assistenza, rappresentanza e consulenza tributaria

 

1. Il compenso per gli adempimenti dichiarativi  e  le  prestazioni

connesse  e’  liquidato,  di  regola,  secondo  quanto  indicato  nel

riquadro 10.1 della tabella C -  Dottori  commercialisti  ed  esperti

contabili.

2. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di

predisposizione  di  ricorsi,  appelli  e  memorie  alle  commissioni

tributarie  e  ad  altri  organi  giurisdizionali,  nonche’  per   la

rappresentanza  tributaria,  e’  determinato,  per  ogni   grado   di

giudizio, in funzione dell’importo complessivo delle imposte,  tasse,

contributi, sanzioni,  interessi  che  sarebbero  dovuti  sulla  base

dell’atto impugnato o in contestazione oppure dei quali e’  richiesto

il rimborso, e il compenso e’ liquidato, di  regola,  secondo  quanto

indicato dal riquadro 10.2 della tabella C -  Dottori  commercialisti

ed esperti contabili.

3. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di

consulenza  tributaria  e’  determinato  in   funzione   dell’importo

complessivo delle imposte, tasse, contributi, sanzioni, interessi che

sarebbero dovuti sulla base dell’atto impugnato  o  in  contestazione

oppure  dei  quali  e’  richiesto  il  rimborso,  e  il  compenso  e’

liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 10.3 della

tabella C – Dottori commercialisti ed esperti contabili.

 

Sezione seconda

 

Disposizioni e parametri specifici

 

Art. 29

 

Sindaco di societa’

 

1. Il valore della pratica per la liquidazione  della  funzione  di

sindaco  di  societa’  che  svolge  i  controlli   di   legalita’   e

sull’amministrazione della societa’ e’ determinato in funzione  della

sommatoria  dei  componenti  positivi  di  reddito  lordi   e   delle

attivita’, e il compenso e’  liquidato,  di  regola,  secondo  quanto

indicato nel riquadro 11 della tabella C – Dottori commercialisti  ed

esperti contabili.

2. Quando la funzione di sindaco e’ svolta in societa’ di  semplice

amministrazione di beni immobili di proprieta’, in societa’  dedicate

al solo godimento di beni patrimoniali, in societa’ in liquidazione o

in procedura concorsuale, le percentuali di liquidazione stabilite in

tabella per l’ipotesi del comma 1 sono ridotte fino alla meta’.

3. Quando il professionista riveste la carica di sindaco  unico  le

percentuali di liquidazione stabilite in tabella  per  l’ipotesi  del

comma  1  sono  aumentate  fino  al  100   per   cento.   Quando   il

professionista riveste la carica di presidente del collegio sindacale

le percentuali di liquidazione stabilite in tabella per l’ipotesi del

comma 1 sono aumentate fino al 50 per cento.

 

Capo IV

 

Disposizioni concernenti i notai

 

Art. 30

 

Tipologia di attivita’

 

1. Ai fini della liquidazione di cui  all’articolo  1,  l’attivita’

notarile si distingue nelle seguenti tipologie: atti relativi a  beni

immobili,  atti  relativi  beni  mobili,  inclusi   i   beni   mobili

registrati, atti societari, altri atti.

2. Le prestazioni di garanzia, reale e personale, sono  considerate

atti relativi a beni  immobili  o  mobili  a  seconda  del  bene  cui

accedono.

3. Gli atti societari sono quelli che attengono alla  costituzione,

trasformazione, modifica della societa’.

4.  Rientrano  tra  gli  «altri  atti»  tutte  le   attivita’   non

riconducibili a una delle tipologie di atti indicate al comma 1, e le

attivita’ di valore indeterminato o indeterminabile.

5. La autentica di firma, quando costituisce  la  sola  prestazione

richiesta, e’ compresa tra gli «altri atti».

 

Capo IV

 

Disposizioni concernenti i notai

 

Art. 31

 

Criteri

 

1. Per valore di riferimento si intende:

a) per gli atti relativi a beni immobili e a beni mobili: il valore

del bene indicato nell’atto ovvero desumibile  dallo  stesso,  o,  in

mancanza, quello di mercato;

b) per le prestazioni di garanzia reale o personale: l’entita’  del

credito garantito;

c) per i contratti di affitto e di locazione: l’importo del  canone

pattuito per la durata del contratto fino alla prima scadenza;

d) per gli atti societari: il valore  dell’oggetto  dell’atto  come

indicato dalle parti o desumibile dall’atto o, in mancanza, quello di

mercato;  in  ogni  altro  caso  l’atto  si   considera   di   valore

indeterminato.

 

Capo IV

 

Disposizioni concernenti i notai

 

Art. 32

 

Parametro

 

1. Ai  fini  della  liquidazione,  l’organo  giurisdizionale  tiene

conto,  orientativamente,  per  ciascuna  categoria  di  atti,  della

percentuale riferita al valore medio dell’atto  come  indicata  nelle

allegate tabelle A-Notai, B-Notai, C-Notai. Il compenso e’ liquidato,

di regola, in una percentuale del  valore  reale  dell’atto  compresa

nella forbice indicata in tabella, con  aumento  ovvero  diminuzione,

rispetto a quella riferita al valore medio,  in  misura  inversamente

proporzionale all’aumento o alla diminuzione del valore stesso.

2. Se uno stesso atto ha per oggetto beni  mobili  e  immobili,  il

valore medio di riferimento e’ quello relativo ai beni immobili.

3. Per le prestazioni di garanzia  il  compenso  e’  liquidato,  di

regola, in percentuale tra lo 0,14 per cento e  lo  0,025  per  cento

dell’ammontare  del  credito  garantito  fino  all’importo  di   euro

400.000,00; per importi superiori si applica il comma 7.

4. Il compenso puo’ essere aumentato  o  ridotto,  anche  derogando

alle forbici indicate  nelle  tabelle  allegate,  in  considerazione,

oltre  che  del  valore  di  riferimento  dell’atto,  della   natura,

difficolta’,  complessita’,  importanza  delle  questioni   trattate,

dell’eventuale urgenza della prestazione professionale,  dell’impegno

profuso anche in termini di tempo impiegato,  del  pregio  dell’opera

prestata,  dei  risultati  e  dei  vantaggi,  anche  non   economici,

conseguiti dal cliente.

5. Per la determinazione del compenso  complessivo  possono  essere

utilizzate piu’ tabelle e piu’ voci della medesima tabella.

6. Per la tipologia relativa agli «altri atti», tabella D-Notai, il

compenso  complessivo  puo’  essere  liquidato  sommando  i  compensi

relativi ai singoli atti.

7. Per gli atti il cui  valore  supera  euro  5.000.000,00  per  la

tipologia della tabella A-Notai e C-Notai, euro 4.500.000,00  per  la

tipologia della tabella  B-Notai,  l’organo  giurisdizionale,  tenuto

conto dei valori di liquidazione riferiti di  regola  allo  scaglione

precedente, liquida il compenso tenuto conto  del  valore  dell’atto,

della natura, difficolta’, complessita’, importanza  delle  questioni

trattate, dell’eventuale  urgenza  della  prestazione  professionale,

dell’impegno profuso anche in termini di tempo impiegato, del  pregio

dell’opera  prestata,  dei  risultati  e  dei  vantaggi,  anche   non

economici, conseguiti dal cliente. Il medesimo  criterio  si  applica

per gli atti il cui valore e’  inferiore  a  euro  25.000,00  per  la

tipologia della  tabella  A-Notai  e  C-Notai,  euro  10.000  per  la

tipologia della tabella B-Notai.

8. Per il  rilascio  di  copie,  estratti  e  certificati,  per  le

letture, le ispezioni e per qualsiasi altra operazione relativa  agli

atti notarili conservati presso il notaio, e’, di  regola,  liquidato

al notaio quanto dovuto all’Archivio notarile.

 

Capo V

 

Disposizioni concernenti le professioni dell’area tecnica

 

Art. 33

 

Ambito di applicazione

 

1. Il presente capo si applica alle professioni  di  agrotecnico  e

agrotecnico  laureato,  architetto,  pianificatore,   paesaggista   e

conservatore, biologo, chimico, dottore agronomo e dottore forestale,

geometra e geometra laureato, geologo, ingegnere,  perito  agrario  e

perito agrario laureato,  perito  industriale  e  perito  industriale

laureato, tecnologo alimentare.

 

Capo V

 

Disposizioni concernenti le professioni dell’area tecnica

 

Art. 34

 

Parametri generali per la liquidazione del compenso

 

1. Il  compenso  per  la  prestazione  dei  professionisti  di  cui

all’articolo 33 e’ stabilito tenendo conto dei seguenti parametri:

a) il costo economico delle singole categorie  componenti  l’opera,

definito parametro «V»;

b) il parametro base  che  si  applica  al  costo  economico  delle

singole categorie componenti l’opera, definito parametro «P»;

c) la complessita’ della prestazione, definita parametro «G»;

d) la specificita’ della prestazione, definita parametro «Q».

 

Capo V

 

Disposizioni concernenti le professioni dell’area tecnica

 

Art. 35

 

Costo economico dell’opera

 

1. Il costo economico dell’opera,  parametro  «V»,  e’  individuato

tenendo conto del suo valore determinato, di regola, con  riferimento

al  mercato,  tenendo  anche  conto  dell’eventuale  preventivo,  del

consuntivo lordo nel caso di opere o lavori gia’ eseguiti, ovvero, in

mancanza, dei criteri individuati dalla tavola Z-1 allegata.

2. Il parametro base «P» e’ determinato mediante l’espressione:

P=0,03+10/V 0,4

applicato al  costo  economico  delle  singole  categorie  componenti

l’opera come individuato in base alla tavola Z-1 allegata.

 

Capo V

 

Disposizioni concernenti le professioni dell’area tecnica

 

Art. 36

 

Complessita’ della prestazione

 

1. La complessita’ della prestazione, parametro «G»,  e’  compresa,

di regola, tra un livello minimo, per la complessita’ ridotta,  e  un

livello massimo, per la complessita’ elevata, secondo quanto indicato

nella tavola Z-1 allegata.

2. In considerazione, altresi’,  della  natura  dell’opera,  pregio

della prestazione, dei risultati e dei vantaggi, anche non economici,

conseguiti dal cliente,  dell’eventuale  urgenza  della  prestazione,

l’organo giurisdizionale puo’ aumentare o diminuire  il  compenso  di

regola fino al 60 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile.

 

Capo V

 

Disposizioni concernenti le professioni dell’area tecnica

 

Art. 37

 

Specificazione delle prestazioni

 

1. Le prestazioni si articolano nelle seguenti fasi :

a) definizione delle premesse, consulenza e studio di fattibilita’;

b) progettazione;

c) direzione esecutiva;

d) verifiche e collaudi.

2. Le prestazioni  attengono  alle  seguenti  categorie  di  opere,

specificate nella tavola Z-1 allegata:

a) edilizia;

b) strutture;

c) impianti;

d) viabilita’;

e) idraulica;

f) tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT);

g) paesaggio, ambiente, naturalizzazione;

h) agricoltura e foreste, sicurezza alimentare;

i) territorio e urbanistica.

3. Ad ogni singola prestazione effettuata,  corrisponde  un  valore

specifico del parametro «Q», distinto in base alle singole  categorie

componenti l’opera come indicato nella tavola Z-2 allegata.

4. Il compenso per le prestazioni non comprese nelle fasi di cui al

comma 1, e nelle categorie di  cui  al  comma  2,  e’  liquidato  per

analogia.

 

Capo V

 

Disposizioni concernenti le professioni dell’area tecnica

 

Art. 38

 

 

Consulenze, analisi ed accertamento

 

1. Il  compenso  per  le  prestazioni  di  consulenza,  analisi  ed

accertamento,  se  non  determinabile  analogicamente,  e’  liquidato

tenendo  particolare  conto   dell’impegno   del   professionista   e

dell’importanza della prestazione.

 

Capo V

 

Disposizioni concernenti le professioni dell’area tecnica

 

Art. 39

 

Determinazione del compenso

 

1.  Il  compenso  per  la   prestazione   professionale   «CP»   e’

determinato, di regola, dal prodotto tra il valore dell’opera «V», il

parametro  «G»  corrispondente  al  grado   di   complessita’   delle

prestazioni  e  alle   categorie   dell’opera,   il   parametro   «Q»

corrispondente  alla  prestazione  o  alla  somma  delle  prestazioni

eseguite, e il parametro «P», secondo l’espressione che segue:

CP=V×G×Q×P

 

Capo VI

 

Disposizioni concernenti le altre professioni

 

Art. 40

 

Altre professioni

 

1. Il compenso relativo  alle  prestazioni  riferibili  alle  altre

professioni vigilate dal Ministero della giustizia, non rientranti in

quelle di  cui  ai  capi  che  precedono,  e’  liquidato  dall’organo

giurisdizionale per analogia alle disposizioni del presente  decreto,

ferma restando  la  valutazione  del  valore  e  della  natura  della

prestazione, del numero e dell’importanza delle  questioni  trattate,

del pregio dell’opera prestata, dei risultati e dei  vantaggi,  anche

non economici, conseguiti dal cliente, dell’eventuale  urgenza  della

prestazione.

 

Capo VII

 

Disciplina transitoria ed entrata in vigore

 

Art. 41

 

Disposizione temporale

 

1. Le disposizioni di cui al presente  decreto  si  applicano  alle

liquidazioni successive alla sua entrata in vigore.

 

Capo VII

 

Disciplina transitoria ed entrata in vigore

 

Art. 42

 

Entrata in vigore

 

1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a

quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della

Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Roma, 20 luglio 2012

 

Il Ministro: Severino

Visto, il Guardasigilli: Severino

 

Registrato alla Corte dei conti il 21 agosto 2012

Registro n. 8, Giustizia, foglio n. 2

 

Capo VII

 

Disciplina transitoria ed entrata in vigore

 

Tabella A – Avvocati

 

TRIBUNALE ORDINARIO E ORGANO DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA DI PRIMO GRADO

Scaglione di riferimento: valore della causa tra euro 25.001 ed  euro

50.000

Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  1.200;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione  euro  600;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro  1.200;  aumento:

fino a +150%; diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  1.500;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva:

a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 800; aumento: fino  a

+60%; diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare: valore medio di  liquidazione  euro  1.800;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Scaglione fino a euro 25.000

Fase di studio: valore medio di liquidazione euro 550; aumento:  fino

a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione  euro  300;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria: valore medio di  liquidazione  euro  550;  aumento:

fino a +150%; diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria: valore medio di liquidazione euro 700; aumento:  fino

a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva:

a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 400; aumento: fino  a

+60%; diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare: valore medio di liquidazione euro 900; aumento:  fino

a +60%; diminuzione: fino a -50%

Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000

Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  1.900;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 1.000;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro  2.000;  aumento:

fino a +150%; diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  2.600;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva:

a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 1.300; aumento:  fino

a +60%; diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare: valore medio di  liquidazione  euro  2.900;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000

Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  3.250;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 1.650;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro  3.250;  aumento:

fino a +130%; diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  4.050;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva:

a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 2.100; aumento:  fino

a +60%; diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare: valore medio di  liquidazione  euro  4.800;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000

Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  5.400;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 2.700;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro  5.400;  aumento:

fino a +100%; diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  6.750;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva:

a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 3.600; aumento:  fino

a +60%; diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare: valore medio di  liquidazione  euro  8.100;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Scaglione di valore indeterminato o indeterminabile

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello  scaglione

di riferimento, aumentato fino al 150% ovvero diminuito fino al 50%

 

GIUDICE DI PACE

Scaglione fino a euro 5.000

Fase di studio: valore medio di liquidazione euro 300; aumento:  fino

a +50%; diminuzione: fino a -60%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione  euro  150;  aumento:

fino a +50%; diminuzione: fino a -60%

Fase istruttoria: valore medio di  liquidazione  euro  300;  aumento:

fino a +100%; diminuzione: fino a -80%

Fase decisoria: valore medio di liquidazione euro 400; aumento:  fino

a +30%; diminuzione: fino a -70%

Scaglione da euro 5.001

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello  scaglione

previsto per il tribunale, diminuito del 40%

 

CORTE DI APPELLO, ORGANI DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA  DI  SECONDO  GRADO,

ORGANI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA E CONTABILE DI PRIMO GRADO

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello  scaglione

previsto per il tribunale, aumentato del 20%

 

SUPREMA CORTE DI  CASSAZIONE,  MAGISTRATURE  SUPERIORI,  COMPRESO  IL

TRIBUNALE DI PRIMA ISTANZA DELL’UNIONE EUROPEA

Scaglione di riferimento: valore della causa tra euro 25.001 ed  euro

50.000

Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  1.600;  aumento:

fino a +70%; diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 1.000;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  1.900;  aumento:

fino a +70%; diminuzione: fino a -50%

Scaglione fino a euro 25.000

Variazione del valore  medio  di  liquidazione:  -55%  rispetto  allo

scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o

diminuzione

Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000

Variazione del valore  medio  di  liquidazione:  +65%  rispetto  allo

scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o

diminuzione

Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000

Variazione del valore medio  di  liquidazione:  +170%  rispetto  allo

scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o

diminuzione

Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000

Variazione del valore medio  di  liquidazione:  +350%  rispetto  allo

scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o

diminuzione

 

CORTE COSTITUZIONALE, E ALTRI ORGANI DI GIUSTIZIA SOVRANAZIONALI

Scaglione di riferimento: valore della causa tra euro 25.001 ed  euro

50.000

Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  1.700;  aumento:

fino a +70%; diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 1.100;  aumento:

fino a +60%; diminuzione: fino a -50%

Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  2.000;  aumento:

fino a +70%; diminuzione: fino a -50%

Scaglione fino a euro 25.000

Variazione del valore  medio  di  liquidazione:  -55%  rispetto  allo

scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o

diminuzione

Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000

Variazione del valore  medio  di  liquidazione:  +65%  rispetto  allo

scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o

diminuzione

Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000

Variazione del valore medio  di  liquidazione:  +170%  rispetto  allo

scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o

diminuzione

Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000

Variazione del valore medio  di  liquidazione:  +350%  rispetto  allo

scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o

diminuzione

 

PROCEDIMENTO PER INGIUNZIONE

Scaglione fino a euro 5.000: da 50 a 700 euro

Scaglione da euro 5.001 a euro 500.000: da 400 a 2.000 euro

Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000: da 1.000 a 2.500 euro

 

PRECETTO

Scaglione da euro 0 a euro 5.000: da 20 a 100 euro

Scaglione da euro 5.001 a euro 500.000: da 150 a 350 euro

Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000: da 400 a 600 euro

Scaglione oltre euro 1.500.000: da 700 a 900

 

PROCEDIMENTO DI ESPROPRIAZIONE PRESSO TERZI E PER CONSEGNA O RILASCIO

Diminuzione del 10% del valore  medio  di  liquidazione  relativo  ai

procedimenti  esecutivi  mobiliari,  con   i   medesimi   aumenti   e

diminuzioni

 

AFFARI TAVOLARI

Diminuzione del 20% del valore  medio  di  liquidazione  relativo  ai

procedimenti  esecutivi  mobiliari,  con   i   medesimi   aumenti   e

diminuzioni

 

Tabella B – Avvocati

 

TRIBUNALE MONOCRATICO E MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA

Fase di studio: valore medio di liquidazione euro 300; aumento:  fino

a +300%; diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva: valore medio di liquidazione  euro  600;  aumento:

fino a +50%; diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria: valore medio di  liquidazione  euro  900;  aumento:

fino a +100%; diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria: valore medio di liquidazione euro 900; aumento:  fino

a +50%; diminuzione: fino a -70%

Fase esecutiva: euro 20 per ogni ora o frazione di ora, con aumento o

diminuzione del 50%.

 

GIUDICE DI PACE

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il

tribunale monocratico, diminuito del 20%

 

GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI O DELL’UDIENZA PRELIMINARE

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il

tribunale monocratico, aumentato del 20%

 

TRIBUNALE COLLEGIALE

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il

tribunale monocratico, aumentato del 30%

 

CORTE D’ASSISE

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il

tribunale monocratico, aumentato del 150%

 

CORTE D’APPELLO E TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il

tribunale monocratico, aumentato del 60%

 

CORTE D’ASSISE D’APPELLO

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il

tribunale monocratico, aumentato del 160%

 

MAGISTRATURE SUPERIORI

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il

tribunale monocratico, aumentato del 220%

 

Tabella C

 

COMPENSI SPETTANTI AGLI ISCRITTI NEGLI ALBI PROFESSIONALI DEI DOTTORI

COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI

 

Riquadro 1 [Art. 19]

- sulla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi  e  delle

attivita’:

fino ad euro 10.000 dal 3% al 4%

sul maggior valore fino ad euro 50.000 dal 2% al 3%

sul maggior valore oltre euro 50.000 dall’1% al 2%

 

Riquadro 2 [Art. 20]

a) sul totale dell’attivo realizzato:

fino ad euro 400.000 dal 4% al 6%

sul maggior valore e fino a euro 4.000.000 dal 2% al 3%

oltre euro 4.000.000 dallo 0.75% al 1%

b) sul passivo accertato: dallo 0,50% allo 0,75%

 

Riquadro 3 [Art. 21]

- sul valore della perizia o della valutazione:

fino ad euro 1.000.000 dallo 0,80% al 1%

per il di piu’ fino ad euro 3.000.000 dallo 0,50% allo 0,70%

per il di piu’ oltre 3.000.000 dallo 0,025% allo 0,050%

 

Riquadro 4 [Art. 22]

a) sul totale dei componenti positivi di reddito lordi:  dallo  0,10%

allo 0,15%

b) sul totale delle attivita’: dallo 0,050% allo 0,075%

c) sull’ammontare delle passivita’ dallo 0,050% allo 0,075%

 

Riquadro 5.1 [Art. 23, comma 1]

a) sui componenti positivi di reddito lordi: dallo 0,30% allo 0,50%;

b) sul totale delle attivita’: dallo 0,020% allo 0,060%

c) sul totale  delle  passivita’  risultanti  dal  bilancio  di  fine

esercizio: dallo 0,020 allo 0,065%

 

Riquadro 5.2 [Art. 23, comma 2]

- sulla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi:

fino a euro 50.000 dal 4% al 3%

sul maggior valore e fino a euro 100.000 dal 2% al 1%

oltre euro 100.000 dal 1% allo 0,5%

 

Riquadro 6 [Art. 24]

a) sul totale dei componenti positivi di reddito lordi:

dallo 0,020% allo 0,030% fino a 20.000.000 di euro

per il di piu’ oltre 20.000.000 dallo 0.005% allo 0.010%

b) sul totale delle attivita’: dallo 0,050% allo 0,060%

c) sull’ammontare delle passivita’: dallo 0,020% allo 0,030%

 

Riquadro 7.1 [Art. 25, comma 1]

- sul capitale sottoscritto:

fino ad euro 1.000.000 dallo 0,75% al 1,50%

per il di piu’ oltre euro 15.000.000 dallo 0,50% allo 0,75%

oltre euro 15.000.000 dallo 0,25% allo 0,50%

 

Riquadro 7.2 [Art. 25, comma 2]

- sul  totale   delle   attivita’   delle   situazioni   patrimoniali

utilizzate:

fino ad euro 4.000.000 dal 1% al 1,50%

oltre euro 4.000.000 dallo 0,5% al 1%

 

Riquadro 8.1 [Art. 26, comma 1]

- sul corrispettivo pattuito:

fino a euro 2.000.000 dallo 0,75% al 2%

oltre euro 2.000.000 dallo 0,50% allo 0,75%

 

Riquadro 8.2 [Art. 26, commi 2 e 3]

- sul capitale mutuato  o  erogato,  ovvero  sui  capitali  e  valori

economico-finanziari oggetto della prestazione:

fino a euro 2.000.000 dallo 0,75% al 1,00%

oltre euro 2.000.000 dallo 0,50% allo 0,75%

 

Riquadro 9 [Art. 27]

- sul totale delle passivita’:

fino a euro 1.000.000 dal 1% al 2%

oltre euro 1.000.000 dallo 0,70% allo 0,90%

 

Riquadro 10.1 [Art. 28, comma 1]

- Dichiarazione dei redditi delle persone fisiche euro 150

- Dichiarazione dei redditi  con  o  senza  studi  di  settore  delle

persone fisiche con partita iva euro 450

- Dichiarazione dei redditi  con  o  senza  studi  di  settore  delle

societa’ di persone euro 550

- Dichiarazione dei redditi  con  o  senza  studi  di  settore  delle

societa’ di capitali euro 650

- Dichiarazioni IRAP euro 200

- Dichiarazioni IVA euro 250

- Dichiarazione dei sostituti di imposta euro 150

- Dichiarazione di successione euro 350

- Altre dichiarazioni e comunicazioni euro 100

- Invio telematico euro 20

 

Riquadro 10.2 [Art. 28, comma 2]

- sull’importo  complessivo   delle   imposte,   tasse,   contributi,

sanzioni, interessi dovuti: dal 1% al 5%

 

Riquadro 10.3 [Art. 28, comma 3]

- sull’importo  complessivo   delle   imposte,   tasse,   contributi,

sanzioni, interessi dovuti: dal 1% al 5%

 

Riquadro 11 [Art. 29]

- sulla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi  e  delle

attivita’:

fino a euro 5.000.000,00 da euro 6.000 a euro 8.000

per il di piu’ fino a euro 100.000.000 dallo 0,009% allo 0,010%

per il di piu’ fino a euro 300.000.000 dallo 0,0060% allo 0,009%

per il di piu’ fino a euro 800.000.000 dallo 0,005% allo 0,006%

per ogni euro 100.000.000 di valore in piu’ o frazione, rispetto  a

euro 800.000.000 una maggiorazione da euro 7.500 ad euro 10.000

 

Capo VII

 

Disciplina transitoria ed entrata in vigore

 

Tabella A

 

Notai

 

ATTI IMMOBILIARI

 

Da € 25.000,00 a € 1.000.000

Valore medio: € 500.000,00

Percentuale riferita al valore medio: 1,1% del valore dell’immobile

Forbice: aumento fino al 4,820% ; riduzione fino allo 0,410%

 

Da € 1.100.001 a 3.500.000

Valore medio: € 2.300.000

Percentuale riferita al valore medio: 0,21% del valore dell’immobile

Forbice: aumento fino allo 0,410%; riduzione fino allo 0,160%

 

Da € 3.500.001 a € 5.000.000

Valore medio: € 4.250.000

Percentuale riferita al valore medio: 0,14% del valore dell’immobile

Forbice: aumento fino allo 0,161%; riduzione fino allo 0,120%

 

Tabella B

 

Notai

 

ATTI MOBILIARI (inclusi MOBILI REGISTRATI)

 

Da € 10.000 a € 200.000

Valore medio : € 105.000,00

Percentuale del valore medio: 0,62%

Forbice: riduzione fino allo 0,350%; aumento fino all’1,790%

 

Da € 200.001 a € 700.000

Valore medio: 450.000

Percentuale del valore medio: 0,200%

Forbice: riduzione fino allo 0,130; aumento fino allo 0,350%

 

Da € 700.001 a € 2.500.000

Valore medio: € 1.600.000

Percentuale del valore medio: 0,082%

Forbice: riduzione fino allo 0,049%; aumento fino allo 0,130%

 

Da 2.500.001 a € 4.500.000

Valore medio: € 3.500.000

Percentuale del valore medio: 0,035%

Forbice: riduzione fino allo 0,028%; aumento fino allo 0,490%

 

Tabella C

 

Notai

 

ATTI SOCIETARI

 

Da € 25.000 a € 400.000

Valore medio dell’atto: € 212.500

Percentuale del valore medio: 1,4%

Forbice: aumento fino a 6,90%; riduzione fino a 0,86%

 

Da € 400.001 a € 1.500.000

Valore medio dell’atto: € 950.000

Percentuale del valore medio: 0,47%

Forbice: riduzione fino allo 0,35%; aumento fino allo 0,86%

 

Da € 1.500.001 a € 5.000.000

Valore medio dell’atto: € 3.250.000

Percentuale del valore medio: 0,16%

Forbice: riduzione fino allo 0,13% ; aumento fino allo 0,35%

 

Tabella D

 

Notai

 

ALTRI ATTI

 

Da € 30 al € 500 con aumento fino al doppio

 

Capo VII

 

Disciplina transitoria ed entrata in vigore

 

Esemplificazione determinazione del compenso CP

 

 

Parte di provvedimento in formato grafico

 

 

 

  25.08.2012   Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato   16:36:10  
 

___________________________________________________________

Pubblichiamo la circolare emessa dal dott. Giuseppe D’Alitto, Presidente del Tribunale di Rossano, sul tema delle liberalizzazione delle tariffe.

Oggetto: abrogazione delle tariffe professionali.

Ai signori Giudici del Tribunale togati e onorari

Ai signori Giudici di pace del circondario

E p.c. Al signor Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati

S e d e

Con il D.L. 20/01/2012 N°1 sono state abrogate le disposizioni vigenti per la determinazione del compenso al professionista (tariffa forense).

La norma ha creato un vuoto di disciplina, poiché non sono stati contestualmente emanati provvedimenti attuativi e transitori. Si auspica che ciò possa accadere con la conversione in legge del citato decreto.

Nel conseguente imbarazzo interpretativo sono emersi i seguenti orientamenti, sui quali il locale Consiglio dell’Ordine forense conviene:

a) poiché l’art.9 del decreto legge n.1/2012, nonostante la mancanza di esplicite indicazioni al riguardo, appare rivolto al futuro, vale a dire ai contratti d’opera professionali stipulati dall’avvocato successivamente all’entrata in vigore della norma, si ritiene che con riferimento all’attività riconducibile a conferimenti di incarichi ed a processi iniziati in precedenza debbano trovare applicazione le Tariffe fissate con Dm. 8/.4.2004,n.127, implicitamente richiamato dalla legge processuale vigente al momento dell’introduzione del giudizio in virtù del combinato disposto degli art. 91 c.p.c. e 75 disp.att. c.p.c.;

b) per i decreti ingiuntivi ed i procedimenti per convalida di sfratto richiesti successivamente all’entrata in vigore dell’art.9, poiché in mancanza di Tariffe e del decreto ministeriale sopra indicato il giudice è pur sempre tenuto a liquidare le spese ed il compenso del professionista, il riferimento alle “tabelle orientative” sino ad oggi applicate, frutto di convenzioni con l’Ordine degli Avvocati di Rossano, è apparso tuttora utilizzabile, alla luce dell’art.2225 cod. civ. quale criterio ricognitivo della congruità del compenso alla luce di usi in senso lato consacrati nelle tabelle stesse.

Si allegano, al riguardo, le nuove tabelle elaborate per i decreti ingiuntivi, con riserva di comunicare quelle relative ai procedimenti per la convalida di sfratto;

c) quanto ai precetti, sono emerse le seguenti ipotesi alternative:

· attendere l’emanazione del D.M.;

· richiedere l’importo capitale, gli interessi e le spese liquidate, aggiungendo la seguente espressione: “oltre ai compensi successivi da determinare in base all’emanando D.M. di cui all’art. 9, co. 2 D.L. n.1/2012, da liquidarsi al Giudice dell’Esecuzione o, in difetto, da azionare con separato atto di precetto”;

· indicare importi corrispondenti a quanto previsto dalle attuali Tariffe, con l’aggiunta delle seguente espressione:” con espressa riserva di adeguare i compensi sopraindicati ai parametri che verranno stabiliti dal D.M. di cui cd 1’ art.9, co 2 D.L. n.1/202, ed obbligo di restituzione dei compensi eccedenti in ipotesi percepiti”.

Si deve inoltre aggiungere che il criterio sub A appare applicabile anche con riguardo alle note spese presentate, nel processo penale, dalla parte civile ed al responsabile civile, e che, in attesa della pubblicazione del decreto ministeriale previsto dall’art.9 D.L. n.1/2012, sono sospese le liquidazioni delle parcelle relative all’assistenza con patrocinio a spese dello Stato, sia nei giudizi civili sia nei giudizi penali, nonché quelle riguardanti la prestazione di attività difensiva svolta quale difensore d’ufficio nei casi di cui all’art. 32 disp. Alt. c.p.c.

E’ anche ipotizzabile il ricorso alla tariffa quale criterio equitativo ai sensi dell’art. 2233 cod. civ.

Rossano, 08/02/2012

Il Presidente del Tribunale

F. TO Dr. Giuseppe D’Alitto (490)