Audizione del gdp Loveri del 4/7/2013 Senato

Legislatura 17ª – Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani – Resoconto sommario n. 7 del 04/07/2013

PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito dell’indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale: audizione del giudice di pace Diego Loveri, su profili di incostituzionalità connessi al trattenimento dei migranti presso i centri di identificazione ed espulsione

Prosegue l’indagine conoscitiva in titolo, sospesa nella seduta del 3 luglio scorso.

Il presidente MANCONI dopo aver ricordato che l’audizione odierna si inserisce nel filone relativo alla tutela dei diritti umani nei centri di accoglienza e trattenimento in Italia, presenta il dottor Diego Loveri, giudice di pace in Roma, che ha sollevato davanti alla Corte Costituzionale una questione di costituzionalità relativamente all’articolo 14 del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, in materia di Centri di identificazione e di espulsione.

Il dottor Diego LOVERI illustra la procedura del trattenimento dei migranti irregolari che prevede che i giudici di pace decidano sulla prima convalida del trattenimento e sulle successive proroghe rinnovabili fino a 18 mesi. Il giudice deve pronunciarsi entro 48 ore dal deposito in cancelleria dell’ordine di trattenimento.
La questione di legittimità costituzionale sollevata riguarda l’articolo 14 del Testo unico sull’immigrazione nella parte in cui attribuisce a un decreto del Ministero dell’interno l’individuazione o la costituzione dei Centri di identificazione ed espulsione. Sussiste il dubbio sulla costituzionalità del trattenimento degli stranieri nei centri di identificazione ed espulsione in rapporto al diritto di libertà personale ed in rapporto al principio di eguaglianza e non discriminazione nel godimento dei diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione di cui agli articoli 3, 10, 13, poiché la Carta fondamentale prevede che le misure che incidono sulla libertà personale, siano disciplinate dal Parlamento con legge e con un atto di fonte secondaria quale un decreto ministeriale. Il Testo unico dell’immigrazione, inoltre, non contiene nessuna prescrizione circa le modalità del trattenimento nei CIE, mentre la stessa gestione dei Centri è disciplinata da un capitolato di appalto approvato con decreto ministeriale del 21 novembre 2008, e non da una legge specifica.
Sottolinea come ci si trovi di fronte a una carenza di legislazione che riguarda anche l’applicazione della direttiva europea n. 115 del 2008, c.d. “direttiva rimpatri”, in quanto questa prevede che la proroga del trattenimento dello straniero venga decisa dal giudice competente solo qualora le forze dell’ordine cui spetta l’identificazione dimostrino di essersi attivate presso le sedi consolari per identificare il trattenuto, e venga accertata la natura dell’ostacolo che impedisce l’identificazione. Questi passaggi non sono esplicitamente previsti nella procedura seguita attualmente.
Mancano poi strutture idonee allo svolgimento delle udienze e il giudice di pace si deve recare direttamente all’interno dei centri, in locali messi a disposizione dalle questure dove non può esaminare gli atti se non sommariamente, per poi velocemente decidere sulla libertà personale dei cittadini di paesi terzi. Anche i criteri di individuazione del giudice competente non sembrano conformi a quanto dispone l’articolo 25 della Costituzione in materia di giudice naturale.

Prendono quindi la parola il presidente MANCONI, i senatori SIMEONI (M5S), MAZZONI (PdL), LO GIUDICE (PD), DE CRISTOFARO (Misto-SEL) per porre domande o fare osservazioni.

A tutti risponde il dottor Diego LOVERI, giudice di pace presso il tribunale di Roma.

Il presidente MANCONI ringrazia la personalità audita e i senatori per la partecipazione al dibattito e dichiara concluso questo punto all’ordine del giorno.

Il seguito dell’indagine conoscitiva è pertanto rinviato.

AFFARE ASSEGNATO
Affare assegnato concernente l’aggiornamento del nomenclatore tariffario, alla luce degli atti internazionali firmati e ratificati dall’Italia a tutela dei diritti umani degli individui disabili (n. 69)
(Esame, ai sensi dell’articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all’articolo 50, commi 1 e 2 del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc. XXIV-ter, n. 2)

Il presidente MANCONI ricorda l’audizione che ha avuto luogo lo scorso 26 giugno con Luisa Panattoni e Alessandra Incoronato, persone affette da patologie gravemente invalidanti, e Maria Teresa Agati, presidente del Centro Studi e Ricerca ausili tecnici per persone disabili della Confindustria, durante la quale sono state messe in evidenza le gravi insufficienze del nomenclatore tariffario, che è un documento che raccoglie gli strumenti e gli ausili per persone affette disabilità che si possono ottenere gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale. Il nomenclatore tariffario è stato approvato con regolamento nel 1999 – ma la sua formulazione risale addirittura al 1995 – e non è mai stato aggiornato. Da qui l’idea, condivisa dalla Commissione, di formulare una risoluzione che chiedesse con forza un aggiornamento di tale documento. Alla luce di tali considerazioni presenta uno schema di risoluzione – inviato in precedenza a tutti i membri della Commissione – che, premessi gli atti internazionali sottoscritti e ratificati dall’Italia posti a protezione dei diritti delle persone disabili, chiede al Governo di provvedere rapidamente all’aggiornamento del nomenclatore tariffario. Poiché nessun senatore chiede di intervenire in sede discussione generale o dichiarazioni di voto, procede alla verifica del prescritto numero legale e pone ai voti lo schema di risoluzione – allegato al presente resoconto – che viene approvato dalla Commissione all’unanimità. Ringrazia i colleghi per la partecipazione così attiva ed interessata alla discussione, ricordando il programma della Commissione per i prossimi giorni.

La seduta termina alle ore 9,30.

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Immigrati, Loveri (giudice pace Roma): Cie incostituzionali

fonte ilVelino/AGV NEWS
Roma
Questa mattina, presso la Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani presieduta dal senatore Luigi Manconi, si è tenuta un’audizione del giudice di pace presso il tribunale di Roma, Dott. Diego Loveri. Questi – riferisce una nota – ha recentemente sollevato eccezione di legittimità costituzionale a proposito dell’articolo 14 del Testo Unico Immigrazione, che istituisce i Centri di identificazione ed espulsione (C.i.e.) per migranti irregolari. Ad avviso del Dott. Loveri, risulta evidente una grave carenza normativa, che finisce con l’affidare a un regolamento decisioni relative alla delicatissima questione della privazione della libertà. Si violerebbe così l’articolo 13 della Costituzione. L’audizione del Dott. Loveri si inserisce in un percorso conoscitivo e di indagine portato avanti dalla Commissione diritti umani del Senato, che ha già svolto visite nei C.i.e. di Roma e Bari e altre svolgerà, e che ha già avuto modo di discutere dei rapporti di ricerca sui C.i.e. realizzati da Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dalle associazioni Lunaria e Medici per i Diritti Umani.

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