Nave Aquarius : Comunicati di Magistratura Democratica e di Area democratica per la Giustizia


Pubblichiamo i comunicati di Magistratura Democratica e di Area Democratica per la Giustizia che condividiamo…
“Migranti
Nave Aquarius: il rifiuto dell’accoglienza stravolge la nostra scala di valori
La nostra Costituzione tutela la vita umana e le persone senza guardare al loro colore, alla loro provenienza, alla loro razza
diritti fondamentali
Il nostro Paese ha negato l’approdo a 629 migranti miracolosamente scampati alla morte, tra cui 123 minori non accompagnati e 7 donne in stato di gravidanza.

La decisione di non fare approdare nei porti italiani la nave Aquarius di Sos Mediterranée e di lasciarla in mare, con il suo carico di vite umane salvate anche grazie all’intervento della Guardia costiera italiana, è in grave contrasto con gli obblighi che discendono dal diritto internazionale ed umanitario del soccorso in mare.

I valori indivisibili e universali della dignità umana, dell’uguaglianza e della solidarietà fanno parte del patrimonio spirituale e morale dell’Unione Europea.

La nostra Costituzione tutela la vita umana e le persone senza guardare al loro colore, alla loro provenienza, alla loro razza.

Il rifiuto dell’accoglienza stravolge questa scala di valori, che non è nella disponibilità dei governi e dei Ministri e che ci impone oggi di mettere, in ogni caso, al primo posto la vita e la protezione dei profughi in grave situazione di vulnerabilità, rifiutando le narrazioni strumentali e demagogiche che alimentano paure e rabbia sociale.

Non farlo significa tradire i valori dell’Europa e della nostra Costituzione.
11 giugno 2018
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COMUNICATO
Il dramma dei naufraghi sulla Nave Aquarius
Dopo i primi soccorsi in acque internazionali ed il trasferimento dei naufraghi sulla Nave Aquarius, il Governo ha negato un porto di sbarco in Italia a 650 migranti, tra cui numerosi minorenni, bambini, donne in stato di gravidanza. Vi è grande preoccupazione per la loro sorte.
Esprimiamo un forte richiamo alla Costituzione, agli obblighi internazionali, alla CEDU e alle norme giuridiche e morali che l’Italia dovrebbe rispettare in tema di accoglienza.

Area Democratica per la Giustizia esprime preoccupazione per le sorti dei 650 migranti imbarcati sulla nave Acquarius e ricorda che il nostro ordinamento si è pienamente conformato al fondamentale principio che costituisce il cardine della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati del 1951 e sul suo Protocollo opzionale del 1967, ossia il divieto di allontanamento forzoso di un individuo verso uno Stato dove egli potrebbe correre un rischio reale per la propria incolumità o libertà ( principio di non refoulement) .

La giurisdizione si trova al cospetto di diritti di rango primario scaturenti dall’art. 10, comma 3, Cost. che sancisce il diritto di asilo, interamente attuato attraverso lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria e quella umanitaria (d.lgs. n. 251 del 2007; d.lgs. n. 286 del 1998) e presidiati dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo la giurisprudenza CEDU e gli obblighi di protezione dei diritti umani che da essa scaturiscono e che impegnano i singoli Stati.

I magistrati di Area DG rammentano gli impegni internazionali che l’Italia ha, comunque, assunto a tutela della sicurezza della vita in mare e del soccorso marittimo attraverso un sistema di Convenzioni attuati da tre fondamentali accordi che sono altrettante fonti di norme di condotta giuridicamente vincolanti per lo Stato: la Convenzione internazionale del 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS); la Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare (UNCLOS); ed, infine, la Convenzione internazionale del 1979 sul soccorso marittimo (SAR).

Quest’ ultima, in particolare, prescrive che ad ogni individuo in stato di pericolo in mare sia prestata assistenza senza distinzioni relative alla nazionalità ovvero al suo status o alle circostanze nelle quali tale persona venga trovata, con obbligo di fornire le prime cure mediche ed a trasferirla in un luogo sicuro.

Siamo convinti che dare voce alla Costituzione, agli obblighi internazionali e alla CEDU in materia d’asilo sia premessa indispensabile dell’accoglienza di fronte ad un fenomeno che non può più considerarsi emergenziale.

12 giugno 2018

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