Migranti: Minniti lancia l’allarme, il sistema accoglienza è al collasso


C’è il rischio che il sistema di accoglienza dei migranti non regga la pressione in vista dei mesi estivi e di un clima più clemente che faciliterà la traversata. A evidenziarlo è il ministro Marco Minniti, nella direttiva generale 2018 dedicata all’amministrazione e alla gestione del Viminale, inviata alla Corte dei conti e all’ufficio centrale di Bilancio.
L’attuazione del piano per l’immigrazione ha dato buoni risultati, tanto che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, oggi viene registrata la presenza di 5.945 migranti rispetto ai 16.200 del 2017. E addirittura un -72,5 per cento di quelli provenienti dalla Libia.
È pure vero, però, che

la situazione è in continua evoluzione, che il Nord dell’Africa è in tumulto e che la pressione potrebbe tornare a farsi sentire. Minniti lo scrive chiaramente nella direttiva: «La spinta dei flussi migratori provenienti in prevalenza da zone di estrema povertà – viene sottolineato – nonostante sia stato registrato un calo a partire dalla seconda metà dello scorso anno, continua a sottoporre il sistema nazionale di accoglienza a una significativa pressione, anche per il prolungamento dei tempi di permanenza nelle strutture di accoglienza».

Sono infatti preoccupanti «la tenuta del sistema organizzativo che necessita di integrazioni e razionalizzazione. La carenza di risorse finanziarie per tutte le attività dipartimentali, le risorse finanziarie insufficienti che obbligano a continue richieste di integrazione, la carenza superiore al 50 per cento dell’organico». E tutto ciò, per Minniti, non può che incidere «sui meccanismi di programmazione e sulla sostenibilità del sistema di accoglienza nel medio/lungo periodo».

Altro punto considerato fondamentale è il tema dei rimpatri. Secondo il Viminale bisogna fare di più e agevolarli, «nel caso in cui si accerti la mancanza del diritto a rimanere in Italia». Questo può avvenire «mediante l’ampliamento della rete dei centri di trattenimento, ora denominati “Centri di permanenza per il rimpatrio». Una segnalazione specifica, poi, viene fatta per l’informatizzazione delle attività, che ha «una ridotta capacità di bilancio». Senza contare che immigrazione e sicurezza vanno spesso di pari passo, ma «avrebbero bisogno di forme sempre più efficaci di coesione e integrazione».

Non è un quadro certamente positivo, soprattutto in prospettiva, quello tracciato dal ministro. Ancora assente la politica europea, visto che la Commissione è incapace d’imporre la redistribuzione dei migranti che hanno diritto all’accoglienza fra tutti gli Stati membri. Merkel e Macron, nel loro recente vertice, hanno sottolineato proprio questa carenza, speriamo che la loro unione porti a un intervento deciso e incisivo della Ue.” (fonte:tweetimprese.com)

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