Rubrica CSM: Delibere del Plenum dell’8 novembre u.s. relative alla magistratura onoraria


Pubblichiamo dalla fonte del Consiglio Superiore della Magistratura Plenum dell’8 novembre le delibere relative alla magistratura onoraria così come pubblicate nel relativo sito del CSM …
“OTTAVA COMMISSIONE
COMMISSIONE PER LA MAGISTRATURA ONORARIA ORDINE DEL GIORNO – SPECIALE A
Odg n. 2244 – speciale A dell’8 novembre 2017
La Commissione propone, all’unanimità, l’adozione delle seguenti delibere:
GIUDICI ONORARI DI PACE IN SERVIZIO COME GIUDICI DI PACE

1) – 630/GP/2016 – Dott. Riccardo MANGANI, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di CATANIA.
Ricorso al T.A.R. del Lazio per l’annullamento, previa sospensione, della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 6 luglio 2016 e del D.M. in data 22 luglio 2016 con i quali è stata irrogata al ricorrente, giudice di pace nella sede di Catania, la sanzione disciplinare della censura.
Sentenza n. 133/2017 del 4 gennaio 2017 del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, di rigetto del ricorso.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– premesso che nella seduta del 16 novembre 2016 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso proposto dal dott. Riccardo MANGANI per l’annullamento, previa sospensione, della delibera consiliare del 6 luglio 2016 e del D.M. in data 22 luglio 2016 con i quali è stata irrogata al ricorrente, giudice di pace nella sede di Catania, la sanzione disciplinare della censura, al fine di eccepire l’infondatezza della domanda principale di annullamento nonché di quella incidentale di sospensione dell’esecuzione degli atti impugnati;
– vista la sentenza n. 133/2017 del 4 gennaio 2017 con la quale il T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, ha rigettato il ricorso, condannando parte ricorrente alle spese di lite in favore del Consiglio Superiore della Magistratura;
d el i b era
di prendere atto della sentenza n. 133/2017 con la quale il T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, ha rigettato il ricorso proposto dal dott. Riccardo MANGANI per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 6 luglio 2016 e del D.M. in data 22
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luglio 2016 con i quali è stata irrogata al ricorrente, giudice di pace nella sede di Catania, la sanzione disciplinare della censura.
2) – 712/GP/2013 – Dott.ssa Licia CICCHIELLO, già giudice di pace nella sede di ROMA. Esposto in data 3 dicembre 2013 dell’avv. Marina Imbellone.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– visto l’esposto in data 3 dicembre 2013 a firma dell’avv. Marina Imbellone con cui si formulano doglianze circa il comportamento tenuto dalla dott.ssa Licia CICCHIELLO, già giudice di pace nella sede di ROMA, nell’ambito della trattazione del procedimento n. 5437/2013 R.G. relativo ad opposizione a sanzione amministrativa;
– considerato che in data 20 gennaio 2014 è stato deliberato di trasmettere gli atti al Presidente della Corte di Appello di Roma, per le valutazioni di competenza ai sensi degli articoli 9 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, e 17 del D.P.R. 10 giugno 2000, n. 198;
– rilevato che il Presidente della Corte di Appello di Roma con provvedimento del 31 marzo 2017 ha disposto l’archiviazione degli atti, atteso che la dott.ssa CICCHIELLO è stata revocata dall’incarico di giudice di pace;
d el i b era
di prendere atto del provvedimento di archiviazione in data 31 marzo 2017 del Presidente
della Corte di Appello di Roma.
3) – 248/GP/2016 – Dott.ssa Elena RUGGIERO RUBINO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA.
Esposto in data 26 marzo 2016 dell’avv. Daniele Cinti.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
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– letto l’esposto in data 26 marzo 2016 dell’avv. Daniele Cinti il quale formula doglianze in ordine ai provvedimenti adottati, nell’ambito della causa per risarcimento danni n. RG 837/2015, dalla dott.ssa Elena RUGGIERO RUBINO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace già nella sede di Civitavecchia e trasferita all’Ufficio del Giudice di Pace di Roma;
– considerato che in 12 luglio 2016 è stato deliberato di trasmettere gli atti al Presidente della Corte di Appello di Roma, per le valutazioni di competenza ai sensi degli articoli 9 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, e 17 del D.P.R. 10 giugno 2000, n. 198;
– rilevato che il Presidente della Corte di Appello di Roma con provvedimento del 27 marzo 2017, all’esito degli accertamenti espletati, ha disposto l’archiviazione degli atti, non ravvisandovi comportamenti contrari alla legge né provvedimenti abnormi nell’operato del giudice di pace;
d el i b era
di prendere atto del provvedimento di archiviazione in data 27 marzo 2017 del Presidente
della Corte di Appello di Roma.
4) – 612/GP/2016 – Dott.ssa Alessandra CAPIZZANO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA.
Esposto in data 11 ottobre 2016 a firma dell’avv. Eugenio Novaro.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– letto l’esposto in data 11 ottobre 2016 con cui l’avv. Eugenio Novaro, quale difensore di un proprio assistito, formula doglianze in ordine al ritardo nell’emissione della sentenza relativa al procedimento n. 30755/2012 da parte della dott.ssa Alessandra CAPIZZANO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA;
– considerato che in 22 novembre 2016 è stato deliberato di trasmettere gli atti al Presidente della Corte di Appello di Roma, per le valutazioni di competenza ai sensi degli articoli 9 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, e 17 del D.P.R. 10 giugno 2000, n. 198;
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– rilevato che il Presidente della Corte di Appello di Roma con provvedimento del 14 giugno 2017, ha disposto l’archiviazione degli atti, atteso che il provvedimento in questione è stato depositato dal giudice assegnatario in data 19 ottobre 2016;
d el i b era
di prendere atto del provvedimento di archiviazione in data 14 giugno 2017 del Presidente
della Corte di Appello di Roma.
5) – 745/GP/2016 – Dott. Francesco Antonio PINTO, giudice di pace già nella sede di Montalto Uffugo (circondario di Cosenza), trasferito alla sede di ROMA.
Esposto in data 24 novembre 2016 del sig. Angelo Capalbo.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– visto l’esposto in data 24 novembre 2016 del sig. Angelo Capalbo, da Corigliano Calabro, con cui formula doglianze in ordine alla condotta tenuta in qualità di avvocato dal dott. Francesco Antonio PINTO, giudice di pace già nella sede di Montalto Uffugo (circondario di Cosenza), trasferito con delibera consiliare del 14 dicembre 2016 alla sede di ROMA;
– lette le deduzioni formulate dal dott. Francesco Antonio PINTO in merito all’esposto, pervenute in data 17 gennaio 2017;
– rilevato, peraltro, che il dott. Francesco Antonio PINTO è cessato dall’incarico di giudice di pace per limite massimo di età, a decorrere dal 1° maggio 2017;
d el i b era
il non luogo a provvedere in ordine all’esposto in oggetto, non facendo più parte il dott.
Francesco Antonio PINTO dell’Ordine giudiziario.
6) – 35/GP/2017 – Dott. Francesco Antonio PINTO, giudice di pace nella sede di Montalto Uffugo (circondario di Cosenza), trasferito alla sede di ROMA.
Esposto in data 24 novembre 2016 del sig. Luigi Romio.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
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Il Consiglio,
– visto l’esposto in data 24 novembre 2016 del sig. Luigi Romio, da Corigliano Calabro, con cui formula doglianze in ordine alla condotta tenuta in qualità di avvocato dal dott. Francesco Antonio PINTO, giudice di pace già nella sede di Montalto Uffugo (circondario di Cosenza), trasferito con delibera consiliare del 14 dicembre 2016 alla sede di ROMA;
– lette le deduzioni formulate dal dott. Francesco Antonio PINTO in merito all’esposto, pervenute in data 17 gennaio 2017;
– rilevato, peraltro, che il dott. Francesco Antonio PINTO è cessato dall’incarico di giudice di pace per limite massimo di età, a decorrere dal 1° maggio 2017;
d el i b era
il non luogo a provvedere in ordine all’esposto in oggetto, non facendo più parte il dott.
Francesco Antonio PINTO dell’Ordine giudiziario.
7) – 231/GP/2017 – Dott.ssa Rosella CALO’, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA.
Esposto pervenuto in data 9 febbraio 2017 a firma dell’avv. Tatiana Della Marra.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– letto l’esposto pervenuto in data 9 febbraio 2017 dell’avv. Tatiana Della Marra con cui formula doglianze in ordine al comportamento tenuto, nell’ambito di una causa civile contraddistinta con N.T.G. 19245/2015, dalla dott.ssa Rosella CALO’, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA;
– considerato che in data 11 aprile 2017 è stato deliberato di trasmettere gli atti al Presidente della Corte di Appello di Roma, per le valutazioni di competenza ai sensi degli articoli 9 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, e 17 del D.P.R. 10 giugno 2000, n. 198;
– rilevato che il Presidente della Corte di Appello di Roma con provvedimento del 20 marzo 2017 ha disposto l’archiviazione dell’esposto, non ravvisando dall’esame degli atti acquisiti elementi di rilevanza disciplinare;
d el i b era
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di prendere atto del provvedimento di archiviazione in data 20 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di Roma.
8) – 321/GP/2017 – Dott.ssa Lucia CHIDICHIMO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA.
Esposto pervenuto in data 13 marzo 2017 del sig. Romeo Bruschi.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– letto l’esposto pervenuto in data 13 marzo 2017 del sig. Romeo Bruschi, il quale formula doglianze in ordine alla sentenza n. 344/2017 emessa nell’ambito del procedimento penale iscritto al n. 1515/16 R.G. dalla dott.ssa Lucia CHIDICHIMO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA;
– considerato che in 9 maggio 2017 è stato deliberato di trasmettere gli atti al Presidente della Corte di Appello di Roma, per le valutazioni di competenza ai sensi degli articoli 9 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, e 17 del D.P.R. 10 giugno 2000, n. 198;
– rilevato che il Presidente della Corte di Appello di Roma con provvedimento del 23 giugno 2017, all’esito dell’istruttoria compiuta, ha disposto l’archiviazione degli atti, trattandosi di censure attinenti l’attività giurisdizionale;
d el i b era
di prendere atto del provvedimento di archiviazione in data 23 giugno 2017 del Presidente
della Corte di Appello di Roma.
9) – 676/GP/2017 – Nota del dott. Francesco Antonio PINTO, già giudice di pace nella sede di ROMA, con cui formula doglianze in ordine al procedimento penale n. 1908/16 R.G. del Tribunale di Salerno.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
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– letta la nota del dott. Francesco Antonio PINTO, già giudice di pace nella sede di ROMA, con cui formula doglianze in ordine al procedimento penale n. 1908/16 R.G. del Tribunale di Salerno;
d el i b era
l’archiviazione dell’esposto, non essendovi provvedimenti di competenza del Consiglio da
adottare.
10) – 768/GP/2017 – Dott. Giuseppe MARENCO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di CUNEO.
Comunicazione di decesso.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 21 agosto 2017 del Presidente del Tribunale ordinario di Cuneo con cui si informa del decesso del dott. Giuseppe MARENCO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di CUNEO, avvenuto in data 19 agosto 2017;
d el i b era
di prendere atto del decesso del dott. Antonio DE BIASE, giudice onorario di pace in servizio
come giudice di pace nella sede di CUNEO.
11) – 457/GP/2016 – Dott. Nicola RUSSO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di TARANTO.
Esposto in data 24 maggio 2016 a firma del dott. Massimo Brandimarte, Presidente f.f. della Commissione Tributaria Provinciale di Taranto.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– visto l’esposto in data 24 maggio 2016 a firma del dott. Massimo Brandimarte, Presidente f.f. della Commissione Tributaria Provinciale di Taranto, nei confronti del dott. Nicola RUSSO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di TARANTO;
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– considerato che in 13 luglio 2016 è stato deliberato di trasmettere gli atti al Presidente della Corte di Appello di Lecce, per le valutazioni di competenza ai sensi degli articoli 9 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, e 17 del D.P.R. 10 giugno 2000, n. 198;
– rilevato che il Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Lecce con delibera del 16 marzo 2017, non rilevando dalla relativa istruttoria elementi di rilevanza disciplinare, ha disposto di non rimettere gli atti al Presidente della Corte di Appello di Lecce per l’inizio della procedura disciplinare;
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di prendere atto.
12) – 814/GP/2017 – Dott. Innocenzo Pio SIGGILLINO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di BRINDISI.
Cessazione dall’incarico per raggiunto limite massimo di età di sessantotto anni, a decorrere dal 12 novembre 2017.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– visto l’art. 1 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Serie Generale n. 126 del 31 maggio 2016, che al comma 2 prevede che per i giudici di pace in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto (31 maggio 2016) “L’incarico cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età”;
– rilevato che il dott. Innocenzo Pio SIGGILLINO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di BRINDISI, in data 12 novembre 2017 compie sessantotto anni di età;
– ritenuto pertanto che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 92/2016 deve essere dichiarata la cessazione del suindicato magistrato onorario dall’incarico di giudice di pace ricoperto, alla data del compimento del sessantottesimo anno di età;
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di dichiarare, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 31 maggio 2016 n. 92, la cessazione del dott. Innocenzo Pio SIGGILLINO dall’incarico di giudice onorario di pace in
servizio come giudice di pace nella sede di BRINDISI, per raggiunto limite massimo di età, a decorrere dal 12 novembre 2017.
13) – 355/GP/2012 – Dott. Giuseppe ESPOSITO ALAIA, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di POMIGLIANO D’ARCO (circondario di Nola).
Ricorso al T.A.R. del Lazio per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 30 novembre 2011 e del D.M. in data 21 dicembre 2011, con cui al ricorrente è stata irrogata la sanzione della censura.
Ricorso al T.A.R. del Lazio per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 10 aprile 2012 e del conseguente D.M. in data 27 aprile 2012, con cui al ricorrente, giudice di pace nella sede di Marigliano, è stata irrogata la sanzione della censura.
Sentenza n. 7368/2017, pubblicata il 23 giugno 2017, del T.A.R. del Lazio (Sezione Prima), dei reiezione dei ricorsi riuniti.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– premesso che nella seduta del 3 maggio 2012 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso proposto dal dott. Giuseppe ESPOSITO ALAIA per l’annullamento della delibera consiliare del 30 novembre 2011 e del D.M. in data 21 dicembre 2011, con cui al ricorrente, giudice di pace con funzioni di coordinatore nella sede di Marigliano, è stata irrogata la sanzione disciplinare della censura, al fine di chiedere il rigetto della domanda di annullamento dei provvedimenti impugnati;
– che altresì nella seduta del 6 giugno 2012 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso proposto dal medesimo dott. Giuseppe ESPOSITO ALAIA per l’annullamento della delibera consiliare del 10 aprile 2012 e del conseguente D.M. in data 27 aprile 2012, con cui al ricorrente è stata irrogata la sanzione della censura, al fine di eccepire l’infondatezza della domanda di annullamento dei provvedimenti impugnati;
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– vista la sentenza n. 7368/2017, pubblicata il 23 giugno 2017, con la quale il T.A.R. del Lazio (Sezione Prima), previa loro riunione, ha respinto i ricorsi in oggetto;
d el i b era
di prendere atto della sentenza n. 7368/2017 con la quale il T.A.R. del Lazio (Sezione Prima), previa loro riunione, ha respinto i ricorsi proposti dal dott. Giuseppe ESPOSITO ALAIA, giudice di pace già nella sede di Marigliano, avverso la delibera consiliare del 30 novembre 2011 ed il D.M. 21 dicembre 2011 nonché la delibera consiliare del 10 aprile 2012 ed il D.M.
27 aprile 2012, con cui al ricorrente sono state irrogate le sanzioni disciplinari della censura.
14) – 424/GP/2012 – Dott. Domenico GRELLA, già giudice di pace nella sede di SANGIORGIO DEL SANNIO (circondario di Benevento).
Ricorso al T.A.R. del Lazio per l’annullamento, previa sospensione, della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 23 febbraio 2012 e del D.M. in data 29 febbraio 2012 con cui è stata irrogata al ricorrente la sanzione della revoca dall’incarico di giudice di pace nella sede di San Giorgio del Sannio.
Sentenza n. 8379/2017, pubblicata il 13 luglio 2017, del T.A.R. del Lazio (Sezione Prima) di reiezione del ricorso.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– premesso che nella seduta del 6 giugno 2012 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso proposto dal dott. Domenico GRELLA per l’annullamento, previa sospensione, della delibera consiliare del 23 febbraio 2012 e del D.M. in data 29 febbraio 2012 con cui è stata irrogata al ricorrente la sanzione della revoca dall’incarico di giudice di pace nella sede di San Giorgio del Sannio, al fine di eccepire l’infondatezza della domanda principale di annullamento nonché di quella incidentale di sospensione dell’efficacia degli atti impugnati
– vista la sentenza n. 8379/2017, pubblicata il 13 luglio 2017, con la quale il T.A.R. del Lazio (Sezione Prima) ha respinto il ricorso;
d el i b era
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di prendere atto della sentenza n. 8379/2017con cui il T.A.R. del Lazio (Sezione Prima) ha respinto il ricorso proposto dal dott. Domenico GRELLA per l’annullamento della delibera consiliare del 23 febbraio 2012 e del D.M. in data 29 febbraio 2012 con cui è stata irrogata al ricorrente la sanzione della revoca dall’incarico di giudice di pace nella sede di San Giorgio del Sannio.
15) – 615/GP/2012 – Dott. Renato DI GENNARO, già giudice di pace nella sede di A VELLINO.
Ricorso al T.A.R. del Lazio per l’annullamento, previa sospensione, della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 2 maggio 2012 e del D.M. in data 23 maggio 2012 che l’ha recepita, con cui il ricorrente non è stato confermato nell’incarico di giudice di pace nella sede di Avellino.
Sentenza n. 13531/2015, depositata il 1° dicembre 2015, del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, di reiezione del ricorso.
Sentenza n. 4102/2017, pubblicata il 29 agosto 2017, del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) di reiezione dell’appello proposto dal dott. Renato DI GENNARO per la riforma, previa sospensione, della sentenza n. 13531/2015 del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, di reiezione del ricorso di primo grado.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
Premesso che nella seduta del 20 settembre 2012 è stato deliberato di resistere nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. per il Lazio dal dott. Renato DI GENNARO con il ricorso per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 2 maggio 2012 e del D.M. in data 23 maggio 2012 che l’ha recepita, con cui il ricorrente non è stato confermato nell’incarico di giudice di pace nella sede di Avellino;
Che nella seduta del 4 maggio 2016 è stato deliberato di prendere atto della sentenza n. 13531/2015, depositata il 1° dicembre 2015, con la quale il T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, ha respinto il ricorso;
Che altresì nella seduta del 6 luglio 2016 è stati disposto di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio avanti al Consiglio di Stato promosso dal dott.
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Renato DI GENNARO con l’appello per la riforma, previa sospensione, della sentenza n. 13531/2015 con la quale il T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, ha respinto il ricorso proposto di primo grado
Vista la sentenza n. 4102/2017, pubblicata il 29 agosto 2017, con la quale il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha respinto l’appello suindicato;
d el i b era
di prendere atto della sentenza n. 4102/2017 con la quale il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha respinto l’appello proposto dal dott. Renato DI GENNARO per la riforma della sentenza del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, n. 13531/2015 di reiezione del ricorso avverso la delibera consiliare del 2 maggio 2012 ed il D.M. in data 23 maggio 2012 con cui il ricorrente non è stato confermato nell’incarico di giudice di pace nella
sede di Avellino.
16) – 341/GP/2013 – Dott.ssa Elena DI VIRGILIO, già giudice di pace nella sede di SANTA MARIA CAPUA VETERE.
Ricorso al T.A.R. del Lazio per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 9 gennaio 2013 e del D.M. in data 2 febbraio 2013 con cui la ricorrente non è stata confermata nell’incarico di giudice di pace nella sede di Santa Maria Capua V etere.
Sentenza n. 10228/2015, depositata il 25 luglio 2015, del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, di reiezione del ricorso.
Sentenza n. 613/2017, pubblicata il 13 febbraio 2017, del Consiglio di Stato (Sezione Quinta) di reiezione dell’appello della ricorrente per la riforma della sentenza del T.A.R. del Lazio n. 10228/2015.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
Premesso che nella seduta del 12 giugno 2013 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso proposto dall’avv. Elena DI VIRGILIO per l’annullamento della delibera
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consiliare del 9 gennaio 2013 e del D.M. in data 2 febbraio 2013 con cui la ricorrente non è stata confermata nell’incarico di giudice di pace nella sede di Santa Maria Capua Vetere;
Che nella seduta del 21 ottobre 2015 è stato deliberato di prendere atto della sentenza n. 10228/2015, depositata il 25 luglio 2015, con la quale il T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, ha respinto il ricorso;
Che altresì nella seduta del 9 marzo 2016 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso avanti al Consiglio di Stato con l’appello proposto dalla dott.ssa Elena DI VIRGILIO per la riforma della sentenza suindicata del T.A.R. del Lazio n. 10228/2015;
Vista la sentenza n. 613/2017, pubblicata il 13 febbraio 2017, con cui il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha respinto l’appello proposto dall’avv. Elena DI VIRGILIO e, per l’effetto, ha confermato la sentenza del T.A.R. del Lazio n. 10228/2015;
d el i b era
di prendere atto della sentenza n. 613/2017 con la quale il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha respinto l’appello proposto dall’avv. Elena DI VIRGILIO e, per l’effetto, ha confermato la sentenza n. 10228/2015 del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, di reiezione del ricorso per l’annullamento della delibera consiliare del 9 gennaio 2013 e del D.M. in data 2 febbraio 2013 con cui la ricorrente non è stata confermata nell’incarico di
giudice di pace nella sede di Santa Maria Capua Vetere.
17) – 41/GP/2015 – Dott. Vincenzo Paolo GALATI, già giudice di pace nella sede di NAPOLI.
Ricorso al T.A.R. del Lazio, per l’annullamento, previa sospensione, della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 23 luglio 2014 e del D.M. in data 26 agosto 2014 con i quali è stata irrogata al ricorrente la sanzione della revoca dall’incarico di giudice di pace nella sede di Napoli, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e/o consequenziali.
Sentenza n. 12555/2016 del 19 luglio 2016, pubblicata il 16 dicembre 2016, del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima Quater, di reiezione del ricorso.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
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Premesso che nella seduta del 28 gennaio 2015 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio dinanzi al T.A.R. del Lazio promosso dal dott. Vincenzo Paolo GALATI con il ricorso per l’annullamento, previa sospensione, della delibera consiliare del 23 luglio 2014 e del D.M. in data 26 agosto 2014 con i quali è stata irrogata al ricorrente la sanzione della revoca dall’incarico di giudice di pace nella sede di Napoli, al fine di eccepire l’infondatezza della domanda principale di annullamento nonché di quella incidentale di sospensione dell’efficacia degli atti impugnati;
Vista la sentenza n. 12555/2016 del 19 luglio 2016, pubblicata il 16 dicembre 2016, con la quale il T.A.R. del Lazio, Sezione Prima Quater, ha respinto il ricorso, condannando la parte ricorrente a rifondere le spese del giudizio in favore delle Amministrazioni resistenti;
d el i b era
di prendere atto della sentenza n. 12555/2016 con la quale il T.A.R. del Lazio, Sezione Prima Quater, ha respinto il ricorso proposto dal dott. Vincenzo Paolo GALATI per l’annullamento della delibera consiliare del 23 luglio 2014 e del D.M. 26 agosto 2014 con i quali è stata irrogata al ricorrente la sanzione della revoca dall’incarico di giudice di pace nella sede di
Napoli.
18) – 621/GP/2016 – Dott. Maurizio MACCHIONE, dott. Paolino MINIERI, dott.ssa Serafina PONZI e dott. Soldano SANSONE, tutti giudici onorari di pace in servizio come giudici di pace nelle sedi rispettivamente di NAPOLI, di AVELLINO, di NAPOLI e di CAVA DE’ TIRRENI.
Ricorso al T.A.R. del Lazio per l’annullamento, previa sospensione, delle delibere del Consiglio Superiore della Magistratura del 27, 28 luglio e 5 ottobre 2016 con le quali è stata dichiarata la cessazione dei ricorrenti dall’incarico di giudice di pace, ex art. 1, comma 2, D.Lgs. 31 maggio 2016, n. 92, nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale.
Ordinanza n. 7862/2016, pubblicata il 7 dicembre 2016, del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, di reiezione della domanda incidentale di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati.
14

268
Ordinanza n. 864/2017, pubblicata il 2 marzo 2017, del Consiglio di Stato (Sezione Quinta) di reiezione dell’appello proposto dai ricorrenti avverso l’ordinanza del T.A.R. del Lazio n. 7862/2016.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
Premesso che nella seduta del 16 novembre 2016 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso proposto dai dottori Maurizio MACCHIONE, Paolino MINIERI, Serafina PONZI e Soldano SANSONE per l’annullamento, previa sospensione, delle delibere consiliari del 27, 28 luglio e 5 ottobre 2016 con le quali è stata dichiarata la cessazione dei ricorrenti dall’incarico di giudice di pace, ex art. 1, comma 2, D.Lgs. 31 maggio 2016, n. 92, al fine di eccepire l’infondatezza sia della domanda principale di annullamento che di quella incidentale di sospensione dell’efficacia degli atti impugnati;
Che nella seduta del 25 gennaio 2017 è stato altresì deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso avanti al Consiglio di Stato con l’appello proposto dai ricorrenti per l’annullamento dell’ordinanza n. 7862/2016 con la quale il T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, ha respinto la domanda incidentale di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, al fine di eccepire l’infondatezza dell’appello stesso;
Vista l’ordinanza n. 864/2017, pubblicata il 2 marzo 2017, con cui il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha respinto il ricorso in appello;
d el i b era
di prendere atto dell’ordinanza n. 864/2017 con la quale il Consiglio di Stato (Sezione Quinta) ha respinto l’appello proposto dai dottori Maurizio MACCHIONE, Paolino MINIERI, Serafina PONZI e Soldano SANSONE per l’annullamento dell’ordinanza n. 7862/2016 del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, di reiezione della domanda incidentale di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, avanzata nell’ambito del ricorso avverso le delibere consiliari del 27, 28 luglio e 5 ottobre 2016 dichiarative della cessazione dei
ricorrenti dall’incarico di giudice di pace, ex art. 1, comma 2, D.Lgs. 31 maggio 2016, n. 92.
15

269
19) – 381/GP/2017 – Dott.ssa Maria DE VECCHI, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di EBOLI (circondario di Salerno).
Esposto in data 9 marzo 2017 degli avv.ti Martino Melchionda e Giuseppe Consalvo.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letto l’esposto in data 9 marzo 2017 degli avv.ti Martino Melchionda e Giuseppe Consalvo nei confronti della dott.ssa Maria DE VECCHI, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di EBOLI (circondario di Salerno);
d el i b era
l’archiviazione dell’esposto, non essendovi provvedimenti di competenza del Consiglio da
adottare, trattandosi di censure ad attività giurisdizionale.
20) – 493/GP/2017 – Istanza pervenuta in data 5 maggio 2017 del dott. Ludovico DI MARTINO, con cui chiede la reintegrazione nelle funzioni di giudice di pace nella sede di NAPOLI NORD IN AVERSA.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 5 maggio 2017 con cui il dott. Ludovico DI MARTINO, nominato
giudice di pace nella sede di Aversa con D.M. del 20 giugno 2002 e successivamente cessato per rinuncia all’incarico con istanza del 1° febbraio 2003, chiede la reintegrazione nell’incarico di giudice di pace nella sede di NAPOLI NORD IN AVERSA;
– vista la delibera consiliare in data 9 aprile 2003 con cui è stata revocata la delibera di nomina in data 6 giugno 2002 del dott. Ludovico DI MARTINO dall’ufficio di giudice di pace di Aversa (circondario di Santa Maria Capua Vetere);
– visto il decreto legislativo 13 luglio 2017 n. 116;
– considerato che l’istanza in oggetto non può essere presa in considerazione in quanto non risulta essere stata formulata nei modi e nei termini previsti dalla predetta normativa;
d el i b era l’inammissibilità della richiesta in oggetto.
16

270
21) – 507/GP/2017 – Dott.ssa Maria DE VECCHI, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di EBOLI (circondario di Salerno).
Esposto in data 14 marzo 2017 dell’avv. Michele Altamura.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letto l’esposto in data 14 marzo 2017 dell’avv. Michele Altamura, il quale formula doglianze in ordine al comportamento tenuto, nell’ambito della causa civile n. 1794/15 R.G. concernente un sinistro stradale, dalla dott.ssa Maria DE VECCHI, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di EBOLI (circondario di Salerno);
d el i b era
l’archiviazione dell’esposto, non essendovi provvedimenti di competenza del Consiglio da
adottare, trattandosi di censure ad attività giurisdizionale.
22) – 778/GP/2017 – Dott. Fortunato SAVARESE, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di TORRE ANNUNZIATA.
Nota in data 25 luglio 2017 con cui chiede di potere essere ascoltato personalmente in ordine alla delibera consiliare di sospensione cautelare facoltativa dall’esercizio delle funzioni di giudice di pace in data 19 aprile 2017, al fine di legittimare la richiesta di revoca di detto provvedimento.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 25 luglio 2017 con la quale il dott. Fortunato SAVARESE, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di TORRE ANNUNZIATA, fa istanza di potere essere ascoltato personalmente in ordine alla delibera consiliare di sospensione cautelare facoltativa dall’esercizio delle funzioni di giudice di pace in data 19 aprile 2017, al fine di legittimare la richiesta di revoca di detto provvedimento;
17

271
– rilevato che l’istante ha in precedenza proposto impugnativa avverso la citata delibera consiliare del 19 aprile 2017 mediante ricorso al T.A.R. del Lazio che, con ordinanza n. 3773 del 20 luglio 2017, ha respinto la domanda cautelare di sospensione del provvedimento impugnato;
– considerato, altresì, che con l’odierna istanza non sono stati prospettati elementi nuovi o sopravvenuti tali da far rivalutare la sussistenza dei presupposti per un eventuale provvedimento da emettere in sede di autotutela;
– ritenuto, pertanto, che non ricorrono le condizioni per l’esercizio di un potere siffatto;
d el i b era il non luogo a provvedere sull’istanza in oggetto.
23) – 815/GP/2017 – Dott.ssa Giovanna CESARANO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di AVELLINO.
Cessazione dall’incarico per raggiunto limite massimo di età di sessantotto anni, a decorrere dal 18 novembre 2017.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– visto l’art. 1 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Serie Generale n. 126 del 31 maggio 2016, che al comma 2 prevede che per i giudici di pace in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto (31 maggio 2016) “L’incarico cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età”;
– rilevato che la dott.ssa Giovanna CESARANO, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di AVELLINO, in data 18 novembre 2017 compie sessantotto anni di età;
– ritenuto pertanto che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 92/2016 deve essere dichiarata la cessazione del suindicato magistrato onorario dall’incarico di giudice di pace ricoperto, alla data del compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
di dichiarare, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 31 maggio 2016 n. 92, la cessazione della dott.ssa Giovanna CESARANO dall’incarico di giudice onorario di pace in
18

272
servizio come giudice di pace nella sede di BRINDISI, per raggiunto limite massimo di età, a decorrere dal 18 novembre 2017.
24) – 781/GP/2017 – Istanza in data 21 settembre 2017 della dott.ssa Tania AMARUGI, con cui chiede il riesame della delibera consiliare adottata in data 31 maggio 2017.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– letta la nota data in 21 settembre 2017 della dott.ssa Tania AMARUGI, con cui chiede il riesame della delibera consiliare adottata in data 31 maggio 2017 al fine di dare nuovo impulso alla propria domanda di nomina a Giudice di Pace di Livorno;
– rilevato che con le odierne deduzioni non sono stati prospettati elementi nuovi tali da far rivalutare la sussistenza dei presupposti per un eventuale provvedimento da emettere in sede di autotutela;
d el i b era
il non luogo a provvedere.
25) – 813/GP/2017 – Dott. Agostino VIRZI’, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di FIRENZE.
Cessazione dall’incarico per raggiunto limite massimo di età di sessantotto anni, a decorrere dal 6 novembre 2017.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– visto l’art. 1 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Serie Generale n. 126 del 31 maggio 2016, che al comma 2 prevede che per i giudici di pace in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto (31 maggio 2016) “L’incarico cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età”;
– rilevato che il dott. Agostino VIRZI’, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di FIRENZE, in data 6 novembre 2017 ha compiuto sessantotto anni di età;
19

273
– ritenuto pertanto che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 92/2016 deve essere dichiarata la cessazione del suindicato magistrato onorario dall’incarico di giudice di pace ricoperto, alla data del compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
di dichiarare, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 31 maggio 2016 n. 92, la cessazione del dott. Agostino VIRZI’ dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di FIRENZE, per raggiunto limite massimo di età, a decorrere
dal 6 novembre 2017.
20

274
COMPONENTI PRIVATI
26) – 119/CP/2017 – Dott. Giancarlo TIRENDI, nominato consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte di Appello di CALTANISSETTA per il triennio 2017- 2019.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 7 agosto 2017 con la quale il dott. Giancarlo TIRENDI, nominato consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte di Appello di Caltanissetta con delibera consiliare del 31 maggio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte di Appello di CALTANISSETTA del dott. Giancarlo TIRENDI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 31 maggio 2017 nella sola parte
in cui quest’ultima disponeva la nomina dello stesso.
27) – 124/CP/2017 – Dott. Gerolamo Antonio LANZAFAME, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di CATANIA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 19 settembre 2017 con la quale il dott. Gerolamo Antonio LANZAFAME, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Catania, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b), e 9, punto 2, della circolare C.S.M. P-19415/2015 del 26 ottobre 2015;
d el i b era
21

275
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione del dott. Gerolamo Antonio LANZAFAME dall’ufficio di giudice onorario del Tribunale per i minorenni di CATANIA.
28) – 129/CP/2017 – Dott.ssa Roberta CANCILLA, consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte di Appello di PALERMO.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 21 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Roberta CANCILLA, consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte di appello di Palermo, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b), e 9, punto 2, della circolare C.S.M. P-19415/2015 del 26 ottobre 2015;
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione della dott.ssa Roberta CANCILLA dall’ufficio di consigliere onorario della Sezione per i minorenni della
Corte di Appello di PALERMO.
29) – 131/CP/2017 – Dott.ssa Elisabetta TARQUINI, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di ROMA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 19 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Elisabetta TARQUINI, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Roma, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b), e 9, punto 2, della circolare C.S.M. P-19415/2015 del 26 ottobre 2015;
22

276
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione della dott.ssa Elisabetta TARQUINI dall’ufficio di giudice onorario del Tribunale per i minorenni di
ROMA.
30) – 130/CP/2017 – Dott. Enrico APA, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di NAPOLI.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 20 settembre 2017 con la quale il dott. Enrico APA, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Napoli, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b), e 9, punto 2, della circolare C.S.M. P-19415/2015 del 26 ottobre 2015;
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione del dott.
Enrico APA dall’ufficio di giudice onorario del Tribunale per i minorenni di NAPOLI.
31) – 128/CP/2017 – Dott. Stefano LIVIERI, consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte di Appello di FIRENZE.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– letta la nota, in data 13 settembre 2017, con la quale il dott. Stefano LIVIERI, consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte di appello di Firenze, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b), e 9, punto 2, della circolare C.S.M. P-19415/2015 del 26 ottobre 2015;
23

277
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione del dott. Stefano LIVIERI dall’ufficio di consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte
di Appello di FIRENZE.
32) – 132/CP/2017 – Dott. Giancarlo BUSSADORI, consigliere onorario della Sezione per i minorenni della Corte di Appello di TRENTO.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 22 settembre 2017 con la quale il dott. Giancarlo BUSSADORI, consigliere onorario della Sezione distaccata della Corte di Appello di Trento in Bolzano, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b), e 9, punto 2, della circolare C.S.M. P-19415/2015 del 26 ottobre 2015;
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione del dott. Giancarlo BUSSADORI dall’ufficio di consigliere onorario della Sezione distaccata della
Corte di Appello di Trento in BOLZANO.
33) – 133/CP/2017 – Dott.ssa Simona LA ROVERE, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di L’AQUILA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 26 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Simona LA ROVERE, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di L’Aquila, rassegna le dimissioni dall’incarico;
24

278
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b), e 9, punto 2, della circolare C.S.M. P-19415/2015 del 26 ottobre 2015;
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione della dott.ssa Simona LA ROVERE dall’ufficio di giudice onorario del Tribunale per i minorenni di
L’AQUILA.
25

279
ESPERTI DI SORVEGLIANZA
34) – 58/ES/2017 – Dott.ssa Tiziana CATALANO, esperto del Tribunale di Sorveglianza di REGGIO CALABRIA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 9 marzo 2017 con la quale la dott.ssa Tiziana CATALANO, esperto del Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b) e 9, punto 2, della circolare consiliare P-19453/2015 del 26 ottobre 2015;
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione della dott.ssa Tiziana CATALANO dall’ufficio di esperto del Tribunale di Sorveglianza di REGGIO
CALABRIA.
35) – 61/ES/2017 – Dott.ssa Susanna TOLOMEO, nominata esperto del Tribunale di sorveglianza di CATANZARO, per il triennio 2017-2019.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la nota, in data 19 settembre 2017, con la quale la dott.ssa Susanna TOLOMEO, nominata esperto del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, per il triennio 2017-2019, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di esperto del Tribunale di sorveglianza di CA T ANZARO, per il triennio 2017-2019, della dott.ssa Susanna TOLOMEO e,
26

280
conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
36) – 62/ES/2017 – Dott. Giuseppe DE SALVO, nominato esperto del Tribunale di sorveglianza di CATANZARO, per il triennio 2017-2019.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la nota, in data 18 settembre 2017, con la quale il dott. Giuseppe DE SALVO, nominato esperto del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, per il triennio 2017-2019, con delibera consiliare del 12 aprile 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di esperto del Tribunale di sorveglianza di CATANZARO, per il triennio 2017-2019, del dott. Giuseppe DE SALVO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 12 aprile 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina dello stesso.
37) – 63/ES/2017 – Dott.ssa Giovanna Lucia PIAZZETTA, nominata esperto del Tribunale di sorveglianza di CATANZARO, per il triennio 2017-2019.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la nota, in data 19 settembre 2017, con la quale la dott.ssa Giovanna Lucia PIAZZETTA, nominata esperto del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, per il triennio 2017-2019, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
27

281
di prendere atto della rinunzia all’incarico di esperto del Tribunale di sorveglianza di CATANZARO, per il triennio 2017-2019, della dott.ssa Giovanna Lucia PIAZZETTA e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
38) – 60/ES/2017 – Dott.ssa Francesca GIORDANO, esperto del Tribunale di Sorveglianza di LECCE.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 12 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Francesca GIORDANO, esperto del Tribunale di Sorveglianza di Lecce, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b) e 9, punto 2, della circolare consiliare P-19453/2015 del 26 ottobre 2015;
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione della dott.ssa
Francesca GIORDANO dall’ufficio di esperto del Tribunale di Sorveglianza di LECCE.
39) – 65/ES/2017 – Dott. Lorenzo NATALI, esperto del Tribunale di Sorveglianza di MILANO.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 25 luglio 2017 con la quale il dott. Lorenzo NATALI, esperto del Tribunale di Sorveglianza di Milano, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visti gli artt. 8, punto 1, lett. b) e 9, punto 2, della circolare consiliare P-19453/2015 del 26 ottobre 2015;
d el i b era
28

282
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione del dott. Lorenzo NATALI dall’ufficio di esperto del Tribunale di Sorveglianza di MILANO.
40) – 64/ES/2017 – Dott.ssa Silvana CAVAN, nominata esperto del Tribunale di sorveglianza di TRIESTE, per il triennio 2017-2019.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota, in data 23 settembre 2017, con la quale la dott.ssa Silvana CAVAN, nominata esperto del Tribunale di sorveglianza di Trieste, per il triennio 2017-2019, con delibera consiliare del 21 giugno 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di esperto del Tribunale di sorveglianza di TRIESTE, per il triennio 2017-2019, della dott.ssa Silvana CAVAN e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 21 giugno 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
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283
GIUDICI ONORARI DI PACE IN SERVIZIO COME GIUDICI ONORARI DI TRIBUNALE
41) – 239/GT/2017 – Dott. Massimo MARTINELLI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di ASTI.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 27 giugno 2016 dal dott. Massimo MARTINELLI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di ASTI, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto negativo sull’attività svolta dal giudice onorario redatto in data 11 novembre 2016 dal Presidente del Tribunale ordinario di Asti;
– visto il giudizio negativo ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario di tribunale, espresso in data 17 gennaio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Torino;
30

284
– rilevato, peraltro, che con delibera consiliare del 21 giugno 2017 è stata dichiarata la cessazione del dott. Massimo MARTINELLI dall’incarico di giudice onorario ricoperto, a seguito dell’accettazione delle dimissioni dallo stesso rassegnate con atto in data 18 maggio 2017;
d el i b era
di confermare, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Massimo MARTINELLI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di ASTI, a decorrere dal 1° giugno 2016 e fino alla
cessazione per accettazione delle dimissioni.
42) – 653/GT/2017 – Dott. Gaetano CACIOPPO, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di GELA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 2 agosto 2017 con la quale il dott. Gaetano CACIOPPO, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Gela, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di GELA del dott. Gaetano CACIOPPO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina dello stesso.
43) – 847/GT/2017 – Dott.ssa Alfina D’ORTO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di CATANIA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere CLIVIO)
31

285
Il Consiglio,
– letta la nota in data 17 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Alfina D’ORTO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Catania, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza della dott.ssa Alfina D’ORTO dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del
Tribunale ordinario di CATANIA.
44) – 851/GT/2017 – Dott.ssa Annalisa ALONGI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di PALERMO.
Mancata assunzione nel possesso dell’ufficio nel termine assegnato.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 26 settembre 2017 con la quale il Presidente del Tribunale ordinario di Palermo comunica che la dott.ssa Annalisa ALONGI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Palermo con delibera consiliare del 5 luglio 2017, non ha assunto il possesso dell’ufficio nel termine assegnatole;
d el i b era
di dichiarare la decadenza della dott.ssa Annalisa ALONGI dall’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di PALERMO, non avendo preso
possesso dell’ufficio nei termini stabiliti.
45) – 853/GT/2017 – Dott.ssa Margherita LALLAI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di CAGLIARI.
Mancata assunzione nel possesso dell’ufficio nel termine assegnato.
(relatore Consigliere CLIVIO)
32

286
Il Consiglio,
– letta la nota in data 27 settembre 2017 con la quale il Presidente del Tribunale ordinario di Cagliari comunica che la dott.ssa Margherita LALLAI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Cagliari con delibera consiliare del 5 luglio 2017, non ha assunto il possesso dell’ufficio nel termine assegnatole;
d el i b era
di dichiarare la decadenza della dott.ssa Margherita LALLAI dall’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di CAGLIARI, non avendo preso
possesso dell’ufficio nei termini stabiliti.
46) – 629/GT/2017 – Dott.ssa Isabella NOVELLO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di VENEZIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 27 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Isabella NOVELLO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Venezia, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di VENEZIA della dott.ssa Isabella NOVELLO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
47) – 630/GT/2017 – Dott.ssa Roberta RAIOLA, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di VENEZIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
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287
Il Consiglio,
– vista la nota in data 27 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Roberta RAIOLA, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Venezia, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di VENEZIA della dott.ssa Roberta RAIOLA e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
48) – 644/GT/2017 – Dott. Celestino GNAZI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di LATINA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 18 agosto 2017 con la quale il dott. Celestino GNAZI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Latina, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza del dott. Celestino GNAZI dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale
ordinario di LATINA.
49) – 645/GT/2017 – Dott. Vito Giulio FRASCA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di POTENZA.
Comunicazione di decesso.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
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288
Il Consiglio,
– vista la nota, in data 24 agosto 2017, del Presidente del Tribunale ordinario di Potenza con la quale si comunica il decesso del dott. Vito Giulio FRASCA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Potenza;
d el i b era
di prendere atto del decesso del dott. Vito Giulio FRASCA, giudice onorario di pace in
servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di POTENZA.
50) – 738/GT/2017 – Dott.ssa Isabella ANDREASI BASSI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di VICENZA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 25 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Isabella ANDREASI BASSI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Vicenza, con delibera consiliare del 12 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di VICENZA della dott.ssa Isabella ANDREASI BASSI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 12 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
51) – 741/GT/2017 – Dott.ssa Sara BALLARIN, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
35

289
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 22 giugno 2016 dalla dott.ssa Sara BALLARIN, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 4 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 19 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Sara BALLARIN nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
36

290
52) – 742/GT/2017 – Dott. Daniele MARCHIORI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 7 giugno 2016 dal dott. Daniele MARCHIORI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 4 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 19 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici
37

291
che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
– considerato che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 92 del 2016 citato, l’incarico di magistrato onorario cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
di confermare, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Daniele MARCHIORI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e fino al
compimento del sessantottesimo anno di età (30 marzo 2020).
53) – 743/GT/2017 – Dott. Raffaele SANNICANDRO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 9 giugno 2016 dal dott. Raffaele SANNICANDRO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato
38

292
quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 19 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Raffaele SANNICANDRO nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
54) – 744/GT/2017 – Dott.ssa Antonella SALVAGNO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 20 giugno 2016 dalla dott.ssa Antonella SALVAGNO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
39

293
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 4 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 19 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Antonella SALVAGNO nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
55) – 745/GT/2017 – Dott.ssa Laura CARRUCCIU, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
40

294
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 24 giugno 2016 dalla dott.ssa Laura CARRUCCIU, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 4 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 19 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
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di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Laura CARRUCCIU nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
56) – 746/GT/2017 – Dott.ssa Maria Federica BONAZZA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 9 giugno 2016 dalla dott.ssa Maria Federica BONAZZA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
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– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 19 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Maria Federica BONAZZA nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
57) – 747/GT/2017 – Dott. Claudio ELAMPINI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 26 giugno 2016 dal dott. Claudio ELAMPINI, giudice onorario di pace già in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari
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in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 4 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Claudio ELAMPINI nell’incarico di giudice onorario di pace già in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, a
decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
58) – 748/GT/2017 – Dott.ssa Carmela REALE, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
44

298
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 19 giugno 2016 dalla dott.ssa Carmela REALE, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Carmela REALE nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, a
decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
45

299
59) – 749/GT/2017 – Dott. Giuseppe PRIMICERIO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 25 giugno 2016 dal dott. Giuseppe PRIMICERIO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici
46

300
che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Giuseppe PRIMICERIO nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
60) – 750/GT/2017 – Dott.ssa Emanuela MARTI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 10 giugno 2016 dalla dott.ssa Emanuela MARTI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
47

301
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Emanuela MARTI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
61) – 751/GT/2017 – Dott.ssa Chiara FRANZON, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 16 giugno 2016 dalla dott.ssa Chiara FRANZON, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari
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302
in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Chiara FRANZON nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
62) – 752/GT/2017 – Dott.ssa Marilina TERMINI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
49

303
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 6 giugno 2016 dalla dott.ssa Marilina TERMINI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Marilina TERMINI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
50

304
63) – 753/GT/2017 – Dott.ssa Francesca MARCHIORI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 21 giugno 2016 dalla dott.ssa Francesca MARCHIORI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 7 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici
51

305
che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Francesca MARCHIORI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
64) – 754/GT/2017 – Dott.ssa Anna Grazia SANTEL, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 17 giugno 2016 dalla dott.ssa Anna Grazia SANTEL, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
52

306
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 4 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Anna Grazia SANTEL nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
65) – 755/GT/2017 – Dott.ssa Irene CECCHETTO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 9 giugno 2016 dalla dott.ssa Irene CECCHETTO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
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307
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 4 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Irene CECCHETTO nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
66) – 756/GT/2017 – Dott.ssa Graziella COLUSSI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
54

308
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 14 giugno 2016 dalla dott.ssa Graziella COLUSSI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 19 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
– considerato che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 92 del 2016 citato, l’incarico di magistrato onorario cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
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309
di confermare, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Graziella COLUSSI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e fino al compimento del sessantottesimo anno di età (12 dicembre 2019).
67) – 757/GT/2017 – Dott. Stefano CANESTRARI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 22 giugno 2016 dal dott. Stefano CANESTRARI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PADOVA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 16 gennaio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Padova;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 19 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Venezia;
56

310
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Stefano CANESTRARI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
PADOVA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
68) – 820/GT/2017 – Dott. Costantino FERRARA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di LATINA.
Comunicazione in data 11 luglio 2017 di assunzione di incarico extragiudiziario.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 11 luglio 2017 del dott. Costantino FERRARA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Latina, con la quale si comunica che: “nell’autunno prossimo sarà ospite a livello personale e privato in trasmissioni di puro intrattenimento presso le reti RAI e Medisaet.
Dette trasmissioni saranno limitate a questioni tematiche di carattere sociale ma non rivestiranno profili politici ovvero politico-istituzionali od anche attinenti alla attività professionale svolta.
Altresì esse non avranno alcun riguardo a questioni giudiziarie, avendo avuto assicurazione che gli interventi saranno orientati verso temi di attualità non involgenti le materie che, per quanto professionalmente svolto, potrebbero essere oggetto di indagine…”;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
57

311
– visto il decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, recante “Riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio, a norma della legge 28 aprile 2016, n. 57. ”;
– rilevato che, nella specie, non emergono profili di incompatibilità, non valutandosi in concreto l’incarico in oggetto, per sua natura e modalità di espletamento, lesivo dei requisiti necessari per l’esercizio delle funzioni di giudice onorario;
– rilevato che non è espressamente prevista alcuna forma di autorizzazione da rilasciare al giudice onorario da parte di questo Consiglio per espletamento di un incarico extragiudiziario; d el i b era
di prendere atto della comunicazione in oggetto.
69) – 821/GT/2017 – Dott. Giorgio DIONELLO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di VICENZA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 21 settembre 2017 con la quale il dott. Giorgio DIONELLO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Vicenza, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza del dott. Giorgio DIONELLO dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del
Tribunale ordinario di VICENZA.
70) – 843/GT/2017 – Dott. Giovanni ANGELONI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di TIVOLI.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
58

312
Il Consiglio,
– letta la nota in data 28 settembre 2017 con la quale il dott. Giovanni ANGELONI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Tivoli, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza del dott. Giovanni ANGELONI dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del
Tribunale ordinario di TIVOLI.
71) – 460/GT/2017 – Dott.ssa Loredana SURACE, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di VIBO VALENTIA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 17 giugno 2016 dalla dott.ssa Loredana SURACE, giudice onorario del Tribunale ordinario di VIBO VALENTIA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato
59

313
quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto dal Presidente del Tribunale ordinario di Vibo Valentia;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario di tribunale, espresso in data 31 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Catanzaro;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Loredana SURACE nell’incarico di giudice onorario del Tribunale ordinario di VIBO VALENTIA, a decorrere dal 1° giugno
2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
72) – 591/GT/2017 – Dott.ssa Gabriella ARCURI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di LAMEZIA TERME.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 18 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Gabriella ARCURI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario giudice onorario del Tribunale ordinario di Lamezia Terme, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
60

314
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di LAMEZIA TERME della dott.ssa Gabriella ARCURI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
73) – 647/GT/2017 – Dott.ssa Assunta FICO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di CATANZARO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 agosto 2017 con la quale la dott.ssa Assunta FICO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Catanzaro, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di CATANZARO della dott.ssa Assunta FICO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
74) – 731/GT/2017 – Dott.ssa Alessandra FUSANO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di ALESSANDRIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 21 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Alessandra FUSANO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Alessandria, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
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315
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di ALESSANDRIA della dott.ssa Alessandra FUSANO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
75) – 825/GT/2017 – Dott.ssa Maria CASTIGLIONI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di IVREA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 18 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Maria CASTIGLIONI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Ivrea, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di IVREA della dott.ssa Maria CASTIGLIONI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
76) – 827/GT/2017 – Dott. Roberto LAURO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di PAOLA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 18 settembre 2017 con la quale il dott. Roberto LAURO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Paola, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
62

316
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza del dott. Roberto LAURO dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale
ordinario di PAOLA.
77) – 669/GT/2017 – Dott. Giovanni GROSSI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 agosto 2017 con la quale il dott. Giovanni GROSSI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO del dott. Giovanni GROSSI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina dello stesso.
78) – 670/GT/2017 – Dott. Andrea ROSSIGNOLI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 agosto 2017 con la quale il dott. Andrea ROSSIGNOLI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
63

317
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO del dott. Andrea ROSSIGNOLI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina dello stesso.
79) – 672/GT/2017 – Dott.ssa Simona PANARA, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 7 agosto 2017 con la quale la dott.ssa Simona PANARA, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Simona PANARA e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
80) – 770/GT/2017 – Dott.ssa Mariangela LIUZZI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 6 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Mariangela LIUZZI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
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318
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Mariangela LIUZZI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
81) – 771/GT/2017 – Dott.ssa Lucietta VERTUCCIO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di BRESCIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 23 agosto 2017 con la quale la dott.ssa Lucietta VERTUCCIO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Brescia, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di BRESCIA della dott.ssa Lucietta VERTUCCIO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
82) – 772/GT/2017 – Dott.ssa Karin Emanuela BELLIARDO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di BRESCIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 11 agosto 2017 con la quale la dott.ssa Karin Emanuela BELLIARDO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Brescia, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
65

319
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di BRESCIA della dott.ssa Karin Emanuela BELLIARDO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
83) – 774/GT/2017 – Dott.ssa Luigia DEL VECCHIO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Luigia DEL VECCHIO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Luigia DEL VECCHIO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
84) – 781/GT/2017 – Dott. Mario Salvatore CIARDO, già giudice onorario del Tribunale ordinario di BRINDISI.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 29 giugno 2016 dal dott. Mario Salvatore CIARDO, già giudice onorario
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320
del Tribunale ordinario di BRINDISI, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– letta la nota in data 4 novembre 2016 del Presidente del Tribunale ordinario di Brindisi con la quale si comunica che: “per il dott. Mario Salvatore Ciardo si trasmette solo la domanda di conferma nell’incarico depositata dallo stesso in data 29/06/2016 pur essendo decaduto dallo stesso per scadenza della nomina già in data 31/12/2013.”;
– rilevato che in data 20 aprile 2017 la Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Lecce deliberava il “non luogo a provvedere con riferimento all’avv. Mario Salvatore Ciardo, perché già decaduto a decorrere dal 31.12.2013”;
– ritenuto pertanto che l’istanza di conferma presentata dal dott. Mario Salvatore CIARDO non può essere presa in considerazione, non facendo più parte più egli dell’ordine giudiziario in quanto cessato dall’incarico per scadenza del mandato triennale di nomina di giudice onorario di tribunale in data 31 dicembre 2013;
d el i b era
il non luogo a provvedere in ordine alla domanda di conferma nell’incarico presentata dal dott.
Mario Salvatore CIARDO, già giudice onorario del Tribunale ordinario di BRINDISI.
85) – 822/GT/2017 – Dott.ssa Giuseppina TAVOLETTI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
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321
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 21 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Giuseppina TAVOLETTI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Giuseppina T A VOLETTI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
86) – 823/GT/2017 – Dott.ssa Argia Liliana MARZANO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 21 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Argia Liliana MARZANO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Argia Liliana MARZANO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
87) – 824/GT/2017 – Dott.ssa Barbara BISON, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
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322
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 19 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Barbara BISON, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Barbara BISON e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
88) – 828/GT/2017 – Dott.ssa Gisella TRIFONE, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 19 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Gisella TRIFONE, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza della dott.ssa Gisella TRIFONE dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del
Tribunale ordinario di MILANO.
89) – 845/GT/2017 – Dott.ssa Simona BERRA, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
69

323
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 25 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Simona BERRA, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Simona BERRA e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
90) – 846/GT/2017 – Dott.ssa Wanda FINELLI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 25 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Wanda FINELLI, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Milano, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Wanda FINELLI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
91) – 406/GT/2017 – Dott.ssa Annamaria CEPARANO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI.
70

324
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 14 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Annamaria CEPARANO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Napoli, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI della dott.ssa Annamaria CEPARANO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
92) – 728/GT/2017 – Dott. Marcello MAIORANO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 20 giugno 2016 dal dott. Marcello MAIORANO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
71

325
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 31 maggio 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Salerno;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 28 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
– considerato che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 92 del 2016 citato, l’incarico di magistrato onorario cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
di confermare, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Marcello MAIORANO nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, a decorrere dal 1° giugno 2016 e fino al
compimento del sessantottesimo anno di età (12 novembre 2017).
93) – 729/GT/2017 – Dott.ssa Cesarina ANSALONE, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
72

326
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 27 giugno 2016 dalla dott.ssa Cesarina ANSALONE, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 12 giugno 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Salerno;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 28 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Cesarina ANSALONE nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
SALERNO, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
73

327
94) – 730/GT/2017 – Dott.ssa Luisa ERRICO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di AVELLINO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 31 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Luisa ERRICO, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Avellino, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di AVELLINO della dott.ssa Luisa ERRICO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
95) – 732/GT/2017 – Dott.ssa Lucia FIORILLO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 24 giugno 2016 dalla dott.ssa Lucia FIORILLO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma
74

328
nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 8 giugno 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Salerno;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 28 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Lucia FIORILLO nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
SALERNO, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
96) – 733/GT/2017 – Dott. Antonio GAMBARDELLA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
75

329
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 17 giugno 2016 dal dott. Antonio GAMBARDELLA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 8 giugno 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Salerno;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 28 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
– considerato che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 92 del 2016 citato, l’incarico di magistrato onorario cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Antonio GAMBARDELLA nell’incarico di
76

330
giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, a decorrere dal 1° giugno 2016 e fino al compimento del sessantottesimo anno di età (29 gennaio 2018).
97) – 734/GT/2017 – Dott.ssa Cosimina D’AMBROSIO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 28 giugno 2016 dalla dott.ssa Cosimina D’AMBROSIO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 8 giugno 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Salerno;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 28 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
77

331
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Cosimina D’AMBROSIO nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
SALERNO, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
98) – 735/GT/2017 – Dott.ssa Loredana PALCERA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 27 giugno 2016 dalla dott.ssa Loredana PALCERA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
78

332
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 8 giugno 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Salerno;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 24 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Loredana PALCERA nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di
SALERNO, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
99) – 736/GT/2017 – Dott.ssa Paola CORABI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 27 giugno 2016 dalla dott.ssa Paola CORABI, giudice onorario di pace in
79

333
servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto in data 19 giugno 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Salerno;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 24 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Salerno;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Paola CORABI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, a
decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
80

334
100) – 737/GT/2017 – Dott. Antonio CASSANELLI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di LA SPEZIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 27 luglio 2017 con la quale il dott. Antonio CASSANELLI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di La Spezia, con delibera consiliare del 12 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di LA SPEZIA del dott. Antonio CASSANELLI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 12 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina dello stesso.
101) – 773/GT/2017 – Dott.ssa Giovanna GAGLIANO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di GENOVA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 6 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Giovanna GAGLIANO, nominata con delibera consiliare del 5 luglio 2017 vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Genova, rassegna le dimissioni dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Genova;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza della dott.ssa Giovanna GAGLIANO dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del
Tribunale ordinario di GENOVA.
81

335
102) – 816/GT/2017 – Dott.ssa Renata DE LUCA, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di AVELLINO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 27 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Renata DE LUCA, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Avellino, con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di AVELLINO della dott.ssa Renata DE LUCA e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina della stessa.
103) – 818/GT/2017 – Dott.ssa Loredana PALCERA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Esposto in data 20 luglio 2017 dell’avv. Ernesto Russomando.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– visto l’esposto in data 20 luglio 2017 dell’avv. Ernesto Russomando, nei confronti della dott.ssa Loredana PALCERA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Salerno;
d el i b era
l’archiviazione dell’esposto, non essendovi provvedimenti di competenza del Consiglio da
adottare, trattandosi di censure ad attività giurisdizionale.
82

336
104) – 826/GT/2017 – Dott. Michele GORGA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOCERA INFERIORE.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 17 agosto 2017 con la quale il dott. Michele GORGA, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Nocera Inferiore, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza del dott. Michele GORGA dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale
ordinario di NOCERA INFERIORE.
105) – 839/GT/2017 – Dott. Carlo CINCOTTI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 27 settembre 2017 con la quale il dott. Carlo CINCOTTI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Napoli con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI del dott. Carlo CINCOTTI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina dello stesso.
83

337
106) – 842/GT/2017 – Dott. Fulvio MARCHEGGIANI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI.
Mancata assunzione nel possesso dell’ufficio nel termine assegnato.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 2 ottobre 2017 con la quale il Presidente del Tribunale ordinario di Napoli comunica che il dott. Fulvio MARCHEGGIANI, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Napoli con delibera consiliare del 5 luglio 2017, non ha assunto il possesso dell’ufficio nel termine assegnatogli;
d el i b era
di dichiarare la decadenza del dott. Fulvio MARCHEGGIANI dall’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI, non avendo preso
possesso dell’ufficio nei termini stabiliti.
107) – 854/GT/2017 – Dott. Sandro MICELISOPO, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO.
Mancata assunzione nel possesso dell’ufficio nel termine assegnato.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 2 ottobre 2017 con la quale il Presidente del Tribunale ordinario di Salerno comunica che il dott. Sandro MICELISOPO, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Salerno con delibera consiliare del 5 luglio 2017, non ha assunto il possesso dell’ufficio nel termine assegnatogli;
d el i b era
di dichiarare la decadenza del dott. Sandro MICELISOPO dall’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di SALERNO, non avendo preso
possesso dell’ufficio nei termini stabiliti.
84

338
108) – 856/GT/2017 – Dott. Gianluca MANDARA, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 26 settembre 2017 con la quale il dott. Gianluca MANDARA, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Napoli con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI del dott. Gianluca MANDARA e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina dello stesso.
109) – 857/GT/2017 – Dott. Alessandro OPERETTO, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere FORCINITI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 27 settembre 2017 con la quale il dott. Alessandro OPERETTO, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Napoli con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di NAPOLI del dott. Alessandro OPERETTO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina dello stesso.
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110) – 667/GT/2017 – Dott.ssa Angelika PERNSTICH, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di BOLZANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 31 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Angelika PERNSTICH, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Bolzano, con delibera consiliare del 12 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di BOLZANO della dott.ssa Angelika PERNSTICH e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 12 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
111) – 668/GT/2017 – Dott.ssa Maria WOERNHART, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di BOLZANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 31 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Maria WOERNHART, nominata giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Bolzano, con delibera consiliare del 12 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di BOLZANO della dott.ssa Maria WOERNHART e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 12 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
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112) – 791/GT/2017 – Dott.ssa Roberta TOSSATO, aspirante alla nomina di giudice onorario del Tribunale ordinario di BOLZANO.
Nota in data 31 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Trento avente ad oggetto: “Osservazioni alla graduatoria del CG per la nomina Giudici Onorari presso il Tribunale di Bolzano (D.M. 30.11.2015) – Del. CSM P9261/17 dd 01.06.2017” osservazioni presentate dal suddetto aspirante.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 31 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Trento avente ad oggetto: “Osservazioni alla graduatoria del CG per la nomina Giudici Onorari presso il Tribunale di Bolzano (D.M. 30.11.2015) – Del. CSM P9261/17 dd 01.06.2017”, osservazioni presentate dalla dott.ssa Roberta TOSSATO, aspirante alla nomina di giudice onorario del Tribunale ordinario di Bolzano;
– letta la ulteriore nota in data 11 settembre 2017 della dott.ssa Roberta TOSSATO avente ad oggetto: “integrazione osservazioni alla graduatoria proposta dal Cons. Giudiziario presso la Corte d’Appello di Trento per il Trib. di Bolzano – nomina a GIUDICE ONORARIO DI TRIBUNALE (pubblicata il 04.07.2017) – istanza n. 261247 … “;
– visto il decreto ministeriale in data 30 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a Serie speciale, n. 2 dell’8 gennaio 2016, concernente “Procedura di selezione per la nomina a giudice onorario presso il Tribunale ordinario di Bolzano ”;
– vista la delibera consiliare in data 12 luglio 2017 con la quale è stata dichiarata l’inammissibilità della domanda di nomina della dott.ssa Roberta TOSSATO a giudice onorario del Tribunale ordinario di Bolzano atteso che: “ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera e), del bando di concorso, non avendo i suddetti aspiranti allegato alla domanda di nomina l’attestato di conoscenza – o titolo di equipollente – delle lingue italiano e tedesco, di cui agli articoli 3 e 4, comma 3, n. 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, come modificati dal decreto legislativo 14 maggio 2010, n. 86, riferito al titolo di studio “diploma di laurea”, in conformità al parere espresso in data 29 giugno 2017 dal Consiglio Giudiziario di Trento;”;
– rilevato che in data 26 luglio 2017 il Consiglio Giudiziario della Corte di Appello di Trento valutate le osservazioni presentate in data 20 luglio 2017 dalla dott. TOSSATO deliberava nei
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seguenti termini: “il profilo dell’autocertificazione, mero titolo di preferenza, non è stato oggetto di valutazione in quanto preliminarmente, al fine dell’ammissibilità stessa della domanda, il titolo di conoscenza linguistica prodotto è stato stimato non corrispondente al livello richiesto dal bando di concorso…”;
– rilevato che la dott.ssa TOSSATO con le predette osservazioni, ad esclusione di quelle riguardanti la certificazione del titolo di preferenza e la certificazione attestante l’avvenuta dichiarazione di appartenenza o aggregazione al gruppo linguistico non oggetto di valutazione ai fini dell’emissione del provvedimento d’inammissibilità dal Consiglio superiore della magistratura, chiede di: “ riconoscere il “Zertifikat Deutsch als Fremdsprache”’ allegato alla domanda stessa quale “titolo equipollente” di conoscenza della lingua tedesca ai sensi della vigente normativa;” e per l’effetto, quindi, riconsiderare la valutazione espressa e conseguentemente dichiarare l’ammissibilità della domanda dalla stessa presentata inserendola definitivamente nella graduatoria. La dott.ssa TOSSATO, inoltre, con la nota “integrazione osservazioni” del 12 settembre 2017 trasmette in allegato copia della comunicazione del Goethe -Institut Itlalien con la quale si certifica che: “l’esame ZdaF (Zertifikat Deutsch als Fremdsprache) risponde al lvello B1 del Quadro Comune europeo di riferimento (Livelli A1 – C2)”;
– visto il combinato disposto degli artt. 1, 3 comma 9 bis e 4 comma 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752 e succ. modificazioni dai quali si evince il titolo equipollente che certifica la conoscenza delle lingue italiano e/o tedesca riferito al titolo di studio “diploma di laurea”, nel quadro comune europeo di riferimento per le lingue corrisponde al livello C1;
– rilevato, pertanto, che rispetto alla suddetta delibera del 26 luglio 2017 non sono stati prospettati elementi nuovi tali da far valutare la sussistenza dei presupposti per un eventuale provvedimento da emettere in sede di autotutela atteso che la dott.ssa TOSSATO comunica di essere in possesso di un attestato di conoscenza della lingua tedesca (B1) non riferito al titolo di studio “diploma di laurea”;
d el i b era
il non luogo a provvedere in ordine all’istanza in oggetto.
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113) – 848/GT/2017 – Dott.ssa Delia FORNARO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di FORLI’.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 26 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Delia FORNARO, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Forli’, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza della dott.ssa Delia FORNARO dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del
Tribunale ordinario di FORLI’.
114) – 849/GT/2017 – Dott. Massimo QUARGNOLO, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di TRIESTE.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 settembre 2017 con la quale il dott. Massimo QUARGNOLO, nominato giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di Trieste con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice onorario di pace come giudice onorario del Tribunale ordinario di TRIESTE del dott. Massimo QUARGNOLO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima
disponeva la nomina dello stesso.
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GIUDICI AUSILIARI DI CORTE DI APPELLO
115) – 79/AC/2016 – Dott.ssa Lidia ASARO, giudice ausiliario della Corte di Appello di P ALERMO.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 20 ottobre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Palermo, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Lidia ASARO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Palermo, nominata con delibera consiliare del 15 luglio 2015 (D.M. 8 settembre 2015) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 settembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
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vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Lidia ASARO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Palermo nella seduta del 6 ottobre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Lidia ASARO ha definito n. 40 procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
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– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Lidia ASARO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Lidia ASARO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO, a decorrere dalla data
del 16 settembre 2016.
116) – 5/AC/2017 – Dott.ssa Maria Rita FAMA’, giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 20 ottobre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Palermo, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Maria Rita FAMA’, giudice ausiliario della Corte di Appello di Palermo, nominata con delibera consiliare del 15 luglio 2015 (D.M. 8 settembre 2015) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 settembre 2015;
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– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Maria Rita FAMA’ nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Palermo nella seduta del 6 ottobre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Maria Rita FAMA’ ha depositato n. 71 sentenze;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del
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Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Maria Rita FAMA’;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Maria Rita FAMA’
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nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO, a decorrere dalla data del 16 settembre 2016.
117) – 6/AC/2017 – Avv. Luciana INTILISANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 20 ottobre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Palermo, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Luciana INTILISANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Palermo, nominata con delibera consiliare del 15 luglio 2015 (D.M. 8 settembre 2015) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 settembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
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– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Luciana INTILISANO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Palermo nella seduta del 6 ottobre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Luciana INTILISANO ha depositato n. 64 sentenze;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
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– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Luciana INTILISANO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Luciana INTILISANO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO, a
decorrere dalla data del 16 settembre 2016.
118) – 7/AC/2017 – Dott. Giovanni SIRCHIA, giudice ausiliario della Corte di Appello di P ALERMO.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 20 ottobre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Palermo, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giovanni SIRCHIA, giudice ausiliario della Corte di Appello di Palermo, nominato con delibera consiliare del 15 luglio 2015 (D.M. 8 settembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 settembre 2015;
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– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Giovanni SIRCHIA nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Palermo nella seduta del 6 ottobre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Giovanni SIRCHIA ha depositato n. 90 sentenze;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Giovanni SIRCHIA nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO, a decorrere dalla data
del 16 settembre 2016.
119) – 8/AC/2017 – Avv. Gabriele STRANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di P ALERMO.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 20 ottobre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Palermo, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Gabriele STRANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Palermo, nominato con delibera consiliare del 15 luglio 2015 (D.M. 8 settembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 settembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
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– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Gabriele STRANO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Palermo nella seduta del 6 ottobre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Gabriele STRANO ha depositato n. 56 sentenze;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati
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di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Gabriele STRANO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Gabriele STRANO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO, a decorrere dalla data
del 16 settembre 2016.
120) – 73/AC/2017 – Dott.ssa Giuseppa RIVOLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 9 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Palermo, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Giuseppa RIVOLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Palermo, nominata con delibera
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consiliare del 15 luglio 2015 (D.M. 8 settembre 2015) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 settembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Giuseppa RIVOLI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Palermo nella seduta del 12 gennaio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Giuseppa RIVOLI ha depositato n. 38 sentenze;
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– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Giuseppa RIVOLI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Giuseppa RIVOLI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO, a decorrere dalla data del 16 settembre 2016.
121) – 76/AC/2017 – Dott.ssa Agata LOMBARDO, giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 9 maggio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Palermo, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Agata LOMBARDO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Palermo, nominata con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 27 ottobre 2015) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 12 novembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
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– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Agata LOMBARDO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Palermo nella seduta del 16 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Agata LOMBARDO ha depositato n. 66 sentenze;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati
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di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Agata LOMBARDO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Agata LOMBARDO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di PALERMO, a
decorrere dalla data del 12 novembre 2016.
122) – 169/AC/2017 – Dott. Salvatore Carmelo OCCHIUTO, nominato giudice ausiliario della Corte di Appello di ROMA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 4 aprile 2017 con la quale il dott. Salvatore Carmelo OCCHIUTO, nominato giudice ausiliario della Corte di Appello di Roma con delibera consiliare del 25 gennaio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli;
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di prendere atto della rinunzia all’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di ROMA del dott. Salvatore Carmelo OCCHIUTO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 25 gennaio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina dello stesso.
123) – 171/AC/2017 – Dott. Marcello Giuseppe FEOLA, giudice ausiliario della Corte di Appello di POTENZA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– letta la nota in data 18 settembre 2017 con la quale il dott. Marcello Giuseppe FEOLA, giudice ausiliario della Corte di Appello di Potenza, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 71, commi 1 e 5, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98;
– visto l’art. 14, punto 1, lettera c), della circolare consiliare Prot. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014;
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di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione del dott. Marcello Giuseppe FEOLA dall’ufficio di giudice ausiliario della Corte di Appello di
POTENZA.
124) – 128/AC/2017 – Dott. Luigi Carmine CHIARELLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
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– vista la nota in data 10 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di BARI, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Luigi Carmine CHIARELLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, nominato con delibera consiliare del 9 marzo 2016 (D.M. 31 marzo 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 26 aprile 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Luigi Carmine CHIARELLI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di BARI nella seduta del 31 maggio 2017;
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– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Luigi Carmine CHIARELLI ha definito quindici procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “come si evince dalla relazione del Presidente dott. Michele Ancona, (il dott. Luigi Carmine CHIARELLI) ha certamente offerto un contributo qualitativamente apprezzabile e rilevante all’attività dell ‘Ufficio, pur non avendo dal punto di vista quantitativo raggiunto l’obiettivo dei novanta procedimenti annui di cui all’art. 9 comma 2 circolare C.S.M. n. P-17202 del 24 ottobre 2014 – delibera del 22 ottobre 2014. A tal riguardo, va evidenziato che il mancato raggiungimento
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dello standard quantitativamente prefissato, come si evince dalle ragioni dettagliatamente indicate nella relazione del Presidente della terza Sezione civile della Corte d’Appello di Bari alla quale si fa riferimento e che costituisce parte integrante del presente verbale, lungi dall’essere ascrivibile a scarso impegno e/o incapacità (del giudice ausiliario in oggetto), risulta essenzialmente riconducibile a fattori oggettivi di natura esterna legate allo specifico contesto dell’ufficio interessato”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Luigi Carmine CHIARELLI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Luigi Carmine CHIARELLI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, a decorrere
dalla data del 26 aprile 2017.
125) – 129/AC/2017 – Dott.ssa Lucia SARDONE, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di BARI, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Lucia SARDONE, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, nominata con delibera consiliare del 9 marzo 2016 (D.M. 31 marzo 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 26 aprile 2016;
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– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Lucia SARDONE nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di BARI nella seduta del 31 maggio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Lucia SARDONE ha definito dodici procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del
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Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “come si evince dalla relazione del Presidente dott. Michele Ancona, (la dott.ssa Lucia SARDONE) ha certamente offerto un contributo qualitativamente apprezzabile e rilevante all’attività dell ‘Ufficio, pur non avendo dal punto di vista quantitativo raggiunto l’obiettivo dei novanta procedimenti annui di cui all’art. 9 comma 2 circolare C.S.M. n. P-17202 del 24 ottobre 2014 – delibera del 22 ottobre 2014. A tal riguardo, va evidenziato che il mancato raggiungimento dello standard quantitativamente prefissato, come si evince dalle ragioni dettagliatamente indicate nella relazione del Presidente della terza Sezione civile della Corte d’Appello di Bari alla quale si fa riferimento e che costituisce parte integrante del presente verbale, lungi dall’essere ascrivibile a scarso impegno e/o incapacità (del giudice ausiliario in oggetto), risulta essenzialmente
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riconducibile a fattori oggettivi di natura esterna legate allo specifico contesto dell’ufficio interessato”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Lucia SARDONE;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Lucia SARDONE nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, a decorrere dalla data del 26
aprile 2017.
126) – 130/AC/2017 – Dott. Salvatore CORRADO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di BARI, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Salvatore CORRADO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, nominato con delibera consiliare del 9 marzo 2016 (D.M. 31 marzo 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 26 aprile 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
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civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Salvatore CORRADO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di BARI nella seduta del 31 maggio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Salvatore CORRADO ha definito nove procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una
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valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “come si evince dalla relazione del Presidente dott. Costanzo Maria Cea, (il dott. Salvatore CORRADO) ha certamente offerto un contributo qualitativamente apprezzabile e rilevante all’attività dell’Ufficio, pur non avendo dal punto di vista quantitativo raggiunto l’obiettivo dei novanta procedimenti annui di cui all’art. 9 comma 2 circolare C.S.M. n. P-17202 del 24 ottobre 2014 – delibera del 22 ottobre 2014. A tal riguardo, va evidenziato che il mancato raggiungimento dello standard quantitativamente prefissato, come si evince dalle ragioni dettagliatamente indicate nella relazione del Presidente della prima Sezione civile della Corte d’Appello di Bari alla quale si fa riferimento e che costituisce parte integrante del presente verbale, lungi dall’essere ascrivibile a scarso impegno e/o incapacità (del giudice ausiliario in oggetto), risulta essenzialmente riconducibile a fattori oggettivi di natura esterna legate allo specifico contesto dell’ufficio interessato”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Salvatore CORRADO;
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– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Salvatore CORRADO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, a decorrere dalla data del 26
aprile 2017.
127) – 131/AC/2017 – Dott. Biagio ROMANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Biagio ROMANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 21 gennaio 2016;
– rilevato peraltro che con delibera consiliare in data 6 settembre 2017 è stata dichiarata la cessazione del dott. Biagio ROMANO dall’ufficio di giudice ausiliario a seguito dell’accettazione delle dimissioni dallo stesso presentate;
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il non luogo a provvedere, non facendo più parte il dott. Biagio ROMANO dell’Ordine
giudiziario.
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128) – 132/AC/2017 – Dott. Vincenzo GENTILE, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di BARI, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Vincenzo GENTILE, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, nominato con delibera consiliare del 9 marzo 2016 (D.M. 31 marzo 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 26 aprile 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata
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verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Vincenzo GENTILE nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di BARI nella seduta del 31 maggio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Vincenzo GENTILE ha definito 14 procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
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– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “come si evince dalla relazione del Presidente dott. Costanzo Maria Cea, (il dott. Vincenzo GENTILE) ha certamente offerto un contributo qualitativamente apprezzabile e rilevante all’attività dell’Ufficio, pur non avendo dal punto di vista quantitativo raggiunto l’obiettivo dei novanta procedimenti annui di cui all’art. 9 comma 2 circolare C.S.M. n. P-17202 del 24 ottobre 2014 – delibera del 22 ottobre 2014. A tal riguardo, va evidenziato che il mancato raggiungimento dello standard quantitativamente prefissato, come si evince dalle ragioni dettagliatamente indicate nella relazione del Presidente della prima Sezione civile della Corte d’Appello di Bari alla quale si fa riferimento e che costituisce parte integrante del presente verbale, lungi dall’essere ascrivibile a scarso impegno e/o incapacità (del giudice ausiliario in oggetto), risulta essenzialmente riconducibile a fattori oggettivi di natura esterna legate allo specifico contesto dell’ufficio interessato”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Vincenzo GENTILE;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie;
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Vincenzo GENTILE nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, a decorrere dalla data del 26
aprile 2017.
129) – 133/AC/2017 – Dott. Francesco MELE, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
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Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di BARI, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Francesco MELE, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, nominato con delibera consiliare del 9 marzo 2016 (D.M. 31 marzo 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 26 aprile 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
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– vista la proposta di conferma del dott. Francesco MELE nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di BARI nella seduta del 31 maggio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Francesco MELE ha definito tredici procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “come si evince dalla relazione del Presidente dott. Egiziano Di Leo, (il dott. Francesco MELE) ha certamente offerto un contributo qualitativamente apprezzabile e rilevante all’attività dell’Ufficio, pur non avendo dal punto di vista quantitativo raggiunto l’obiettivo dei novanta procedimenti annui di
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cui all’art. 9 comma 2 circolare C.S.M. n. P-17202 del 24 ottobre 2014 – delibera del 22 ottobre 2014. A tal riguardo, va evidenziato che il mancato raggiungimento dello standard quantitativamente prefissato, come si evince dalle ragioni dettagliatamente indicate nella relazione del Presidente della Seconda Sezione civile della Corte d’Appello di Bari alla quale si fa riferimento e che costituisce parte integrante del presente verbale, lungi dall’essere ascrivibile a scarso impegno e/o incapacità (del giudice ausiliario in oggetto), risulta essenzialmente riconducibile a fattori oggettivi di natura esterna legate allo specifico contesto dell’ufficio interessato”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Francesco MELE;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Francesco MELE nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, a decorrere dalla data del 26
aprile 2017.
130) – 134/AC/2017 – Dott. Leonardo NOTA, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di BARI, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Leonardo NOTA, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, nominato con delibera consiliare
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del 9 marzo 2016 (D.M. 31 marzo 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 26 aprile 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Leonardo NOTA nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di BARI nella seduta del 31 maggio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Leonardo NOTA ha definito ventuno procedimenti;
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– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “come si evince dalla relazione del Presidente dott. Egiziano Di Leo, (il dott. Leonardo NOTA) ha certamente offerto un contributo qualitativamente apprezzabile e rilevante all’attività dell’Ufficio, pur non avendo dal punto di vista quantitativo raggiunto l’obiettivo dei novanta procedimenti annui di cui all’art. 9 comma 2 circolare C.S.M. n. P-17202 del 24 ottobre 2014 – delibera del 22 ottobre 2014. A tal riguardo, va evidenziato che il mancato raggiungimento dello standard quantitativamente prefissato, come si evince dalle ragioni dettagliatamente indicate nella relazione del Presidente della Seconda Sezione civile della Corte d’Appello di Bari alla quale si fa riferimento e che costituisce parte integrante del presente verbale, lungi dall’essere
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ascrivibile a scarso impegno e/o incapacità (del giudice ausiliario in oggetto), risulta essenzialmente riconducibile a fattori oggettivi di natura esterna legate allo specifico contesto dell’ufficio interessato”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Leonardo NOTA;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Leonardo NOTA nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, a decorrere dalla data del 26
aprile 2017.
131) – 135/AC/2017 – Dott. Giuseppe URSO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di BARI, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giuseppe URSO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, nominato con delibera consiliare del 9 marzo 2016 (D.M. 31 marzo 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 26 aprile 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
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civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Giuseppe URSO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di BARI nella seduta del 31 maggio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Giuseppe URSO ha definito trentadue procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una
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valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “quanto infine al Giudice Ausiliario Avvocato Urso Giuseppe della Sezione Famiglia e Minorile Civile della Corte d’Appello di Bari, che lo stesso, come si evince dalla relazione del Presidente dott. Giancarlo Pecoriello, ha certamente offerto un contributo qualitativamente apprezzabile e rilevante all’attività dell’Ufficio, pur non avendo dal punto di vista quantitativo raggiunto l’obiettivo dei novanta procedimenti annui ciascuno di cui all’art. 9 comma 2 circolare C.S.M. n. P-17202 del 24 ottobre 2014 – delibera del 22 ottobre2014. A tal riguardo va evidenziato che il mancato raggiungimento dello standard quantitativamente prefissato, come si evince dalle ragioni dettagliatamente indicate nella relazione del Presidente della Sezione Famiglia e Minorile Civile della Corte d’Appello di Bari alla quale si fa riferimento e che costituisce parte integrante del presente verbale, lungi dall’essere ascrivibile a scarso impegno e/o incapacità dei giudici ausiliari in oggetto risulta essenzialmente riconducibile a fattori oggettivi di natura esterna legate allo specifico contesto dell’ufficio interessato”;
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– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Giuseppe URSO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Giuseppe URSO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BARI, a decorrere dalla data del 26
aprile 2017.
132) – 32/AC/2017 – Dott. Nicola BELLOTTI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Nicola BELLOTTI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 9 dicembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei
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requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Nicola BELLOTTI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 12 dicembre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Nicola BELLOTTI ha definito quarantacinque procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
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– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Nicola BELLOTTI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Nicola BELLOTTI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
9 dicembre 2016.
133) – 33/AC/2017 – Dott. Eugenio BRIATICO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
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Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Eugenio BRIATICO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 9 dicembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima
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ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Eugenio BRIATICO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 12 dicembre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Eugenio BRIATICO ha definito trentasei procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di
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inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Eugenio BRIA TICO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Eugenio BRIATICO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
9 dicembre 2016.
134) – 34/AC/2017 – Dott. Giuseppe MANTIA, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giuseppe MANTIA, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 9 dicembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale
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ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Giuseppe MANTIA nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 12 dicembre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Giuseppe MANTIA ha definito diciannove procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore
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a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Giuseppe MANTIA;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Giuseppe MANTIA nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
9 dicembre 2016.
135) – 35/AC/2017 – Dott.ssa Mariella MECONI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
135

389
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Mariella MECONI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominata con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 9 dicembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
136

390
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Mariella MECONI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 12 dicembre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Mariella MECONI ha definito quarantatré procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di
137

391
inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Mariella MECONI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Mariella MECONI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
9 dicembre 2016.
136) – 36/AC/2017 – Dott. Giorgio PIETROBON, già giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giorgio PIETROBON, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 21 gennaio 2016;
– rilevato peraltro che con delibera consiliare in data 3 maggio 2017 è stata dichiarata la cessazione del dott. Giorgio PIETROBON dall’ufficio di giudice ausiliario a seguito dell’accettazione delle dimissioni dallo stesso presentate;
d el i b era
il non luogo a provvedere, non facendo più parte il dott. Giorgio PIETROBON dell’Ordine
giudiziario.
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137) – 37/AC/2017 – Dott. Carlo Luigi SANTILLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Carlo Luigi SANTILLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 11 dicembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui
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all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Carlo Luigi SANTILLI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 12 dicembre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Carlo Luigi SANTILLI ha definito ventinove procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
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– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Carlo Luigi SANTILLI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Carlo Luigi SANTILLI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
11 dicembre 2016.
138) – 38/AC/2017 – Dott. Cosimo SAVASTANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Cosimo SAVASTANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 11 dicembre 2015;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
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– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Cosimo SAVASTANO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 12 dicembre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Cosimo SAVASTANO ha definito sei procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
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– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Presidente della Corte di Appello ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “(il dott. SAVASTANO) ha subìto un infortunio che lo ha tenuto lontano da Bologna per circa quattro mesi”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Cosimo SAVASTANO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Cosimo SAVASTANO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
11 dicembre 2016.
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139) – 39/AC/2017 – Dott. Pier Luigi TIBERIO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale, ai sensi dell’art. 17 della circolare CSM P-17202/2014 del 24 ottobre 2014, riguardante il suddetto magistrato onorario.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 dicembre 2016 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Pier Luigi TIBERIO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 7 ottobre 2015 (D.M. 19 novembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 21 gennaio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui
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all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Pier Luigi TIBERIO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 12 dicembre 2016;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Pier Luigi TIBERIO ha definito quindici procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
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– rilevato nel caso di specie che il Presidente della Corte di Appello ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “avendo avuto (il dott. TIBERIO) problemi personali che lo hanno tenuto lontano da Bologna per gran parte del primo semestre dell’anno”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Pier Luigi TIBERIO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Pier Luigi TIBERIO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
21 gennaio 2017.
140) – 87/AC/2017 – Dott. Giampaolo BORGIOLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 6 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giampaolo BORGIOLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 20 gennaio 2016 (D.M. 16 febbraio 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 24 marzo 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il
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rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Giampaolo BORGIOLI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 27 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Giampaolo BORGIOLI ha definito diciotto procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
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– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Presidente della Corte di Appello di Bologna ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “il limitato numero di provvedimenti depositati discende dal fatto che solamente in epoca successiva al periodo feriale l’avv. BORGIOLI ha potuto di fatto iniziare a depositare provvedimenti per i termini previsti per il deposito di conclusionali e repliche e dovendosi comunque tener conto di un necessario periodo di ambientamento”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Giampaolo BORGIOLI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Giampaolo BORGIOLI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del 24 marzo 2017.
141) – 88/AC/2017 – Dott.ssa Mariangela MARRANGONI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 13 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Mariangela MARRANGONI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominata con delibera consiliare del 6 luglio 2016 (D.M. 19 luglio 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 settembre 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
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– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Mariangela MARRANGONI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 26 giugno 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Mariangela MARRANGONI ha definito ventitré procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta
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procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessata sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Mariangela MARRANGONI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Mariangela MARRANGONI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a
decorrere dalla data del 16 settembre 2017.
142) – 99/AC/2017 – Dott. Giovan Battista ESPOSITO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giovan Battista
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ESPOSITO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno il 21 gennaio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Giovan Battista ESPOSITO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
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– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Giovan Battista ESPOSITO ha definito ventotto procedimenti con sentenza e sei in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Presidente della Corte di Appello ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Giovan Battista ESPOSITO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Giovan Battista ESPOSITO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere
dalla data del 21 gennaio 2017.
143) – 100/AC/2017 – Dott. Andrea ANTONELLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Andrea ANTONELLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 21 gennaio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui
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all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Andrea ANTONELLI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Andrea ANTONELLI ha definito nove procedimenti con sentenza e sette in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
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– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Presidente della Corte di Appello, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “lo stesso, a causa di impedimenti di natura personale, ha potuto partecipare all’attività della Sezione, in buona sostanza, solo nel secondo semestre dell’anno in corso, con conseguente ridotto numero di cause definite e di procedimenti trattenuti in decisione”.
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Andrea ANTONELLI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Andrea ANTONELLI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
21 gennaio 2017.
144) – 101/AC/2017 – Dott.ssa Eugenia CAPANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
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Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Eugenia CAPANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominata con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 19 gennaio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o,
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in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Eugenia CAPANO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Eugenia CAPANO ha definito quarantaquattro procedimenti con sentenza e cinque in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
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– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario, tenuto conto del rapporto redatto dal Presidente di Sezione, ha giustificato la produttività dell’interessata sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Eugenia CAP ANO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Eugenia CAPANO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
19 gennaio 2017.
145) – 102/AC/2017 – Dott.ssa Teresa CARUSO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Teresa CARUSO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominata con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 21 gennaio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
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civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Teresa CARUSO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Teresa CARUSO ha definito ventitré procedimenti con sentenza e nove in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
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– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessata sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Teresa CARUSO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Teresa CARUSO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
21 gennaio 2017.
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146) – 103/AC/2017 – Dott. Andrea DI GREGORIO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Andrea DI GREGORIO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 5 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata
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verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Andrea DI GREGORIO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Andrea DI GREGORIO ha definito quarantasette procedimenti con sentenza e sei in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che
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potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Andrea DI GREGORIO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Andrea DI GREGORIO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere
dalla data del 5 febbraio 2017.
147) – 104/AC/2017 – Dott.ssa Ludovica FRANZIN, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Ludovica FRANZIN, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 21 gennaio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
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418
civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Ludovica FRANZIN nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Ludovica FRANZIN ha definito quaranta procedimenti con sentenza e cinque in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
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– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Ludovica FRANZIN;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Ludovica FRANZIN nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere
dalla data del 21 gennaio 2017.
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148) – 105/AC/2017 – Dott. Maurizio MIRANDA, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Maurizio MIRANDA, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 5 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata
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verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Maurizio MIRANDA nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Maurizio MIRANDA ha definito ventiquattro procedimenti con sentenza e due in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che
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potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il il Presidente della Corte di Appello ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “il parere richiesto non possa che essere di conferma per i tutti i giudici ausiliari in esame, sia per il poco tempo sin qui trascorso, che impedisce ogni valutazione negativa sotto il profilo numerico (si pensi che se essi avessero svolto il tirocinio, cui hanno tutti rinunciato per spirito di servizio, nessuna sentenza probabilmente avrebbe potuto essere depositata nel primo semestre) ed anche qualitativo, soprattutto per la buona volontà da tutti dimostrata e il necessario periodo di studio e di approfondimento che le nuove e complesse funzioni, cui sono chiamati, richiedono”.
– ritenute congrue e condivisibili le motivazioni del Presidente della Corte di Appello, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Maurizio MIRANDA;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Maurizio MIRANDA nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
5 febbraio 2017.
149) – 106/AC/2017 – Dott. Stefano OLIVA, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
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– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Stefano OLIVA, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno il 22 gennaio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Stefano OLIVA nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
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– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Stefano OLIVA ha definito cinquantacinque procedimenti con sentenza e tre in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Presidente della Corte di Appello ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Stefano OLIVA;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
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d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Stefano OLIVA nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
22 gennaio 2017.
150) – 107/AC/2017 – Dott. Samuele SCALISE, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 3 febbraio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Samuele SCALISE, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare dell’11 novembre 2015 (D.M. 21 dicembre 2015) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno il 21 gennaio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui
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all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Samuele SCALISE nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 9 gennaio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Samuele SCALISE ha definito settantuno procedimenti con sentenza e quattro in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
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– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Presidente della Corte di Appello ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Samuele SCALISE;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Samuele SCALISE nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a decorrere dalla data del
21 gennaio 2017.
151) – 108/AC/2017 – Dott. Donato Giuseppe Adelio VIGEZZI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
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– vista la nota in data 13 luglio 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Donato Giuseppe Adelio VIGEZZI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominato con delibera consiliare del 15 giugno 2016 (D.M. 19 luglio 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 settembre 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Donato Giuseppe Adelio VIGEZZI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 26 giugno 2017;
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– rilevato che, per quanto risulta dal parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Donato Giuseppe Adelio VIGEZZI ha definito sei procedimenti con sentenza e due in altro modo;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato nel caso di specie che il Presidente della Corte di Appello ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni nei termini che seguono: “il poco tempo sin qui trascorso, che impedisce ogni valutazione negativa sotto il profilo numerico (si pensi che anche l’avv. Vigezzi se avesse svolto il tirocinio, cui ha rinunciato per spirito di servizio, nessuna sentenza probabilmente avrebbe potuto depositare nel primo semestre da poco trascorso) ed anche qualitativo, soprattutto per la buona volontà da tutti dimostrata e il
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necessario periodo di studio e di approfondimento che le nuove e complesse funzioni, cui sono chiamati, richiedono”;
– ritenute congrue e condivisibili tali motivazioni, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Donato Giuseppe Adelio VIGEZZI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Donato Giuseppe Adelio VIGEZZI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, a
decorrere dalla data del 16 settembre 2017.
152) – 109/AC/2017 – Dott. Paolo CEROLINI, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Paolo CEROLINI, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominato con delibera consiliare del 13 gennaio 2016 (D.M. 2 febbraio 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
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civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Paolo CEROLINI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Paolo CEROLINI ha depositato quaranta sentenze;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
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– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Paolo CEROLINI.
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Paolo CEROLINI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA, a decorrere dalla data
del 16 febbraio 2017.
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153) – 110/AC/2017 – Dott.ssa Letizia CIMINI, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Letizia CIMINI, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominata con delibera consiliare del 13 gennaio 2016 (D.M. 2 febbraio 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata
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verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Letizia CIMINI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Letizia CIMINI ha definito trentanove procedimenti di cui trentotto con sentenza;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che
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potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Letizia CIMINI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Letizia CIMINI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA, a decorrere dalla data
del 16 febbraio 2017.
154) – 111/AC/2017 – Dott.ssa Augusta Massima CUCINA, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Augusta Massima CUCINA, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominata con delibera consiliare del 2 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
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civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Augusta Massima CUCINA nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Augusta Massima CUCINA ha definito trentasette procedimenti di cui trentadue con sentenze già pubblicate e uno con altro provvedimento;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
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– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Augusta Massima CUCINA;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Augusta Massima CUCINA nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA, a decorrere
dalla data del 16 febbraio 2017.
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155) – 112/AC/2017 – Dott. Giuseppe DE FALCO, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giuseppe DE FALCO, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominata con delibera consiliare del 2 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata
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verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Giuseppe DE FALCO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Giuseppe DE FALCO ha definito ventotto procedimenti con sentenza;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che
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potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Giuseppe DE FALCO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Giuseppe DE FALCO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, a decorrere dalla data del
16 febbraio 2017.
156) – 113/AC/2017 – Dott. Vincenzo MACCARONE giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Vincenzo MACCARONE, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominato con delibera consiliare del 2 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
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civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Vincenzo MACCARONE nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Vincenzo MACCARONE ha definito trenta procedimenti con sentenza;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
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– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Vincenzo MACCARONE;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Vincenzo MACCARONE nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA, a
decorrere dalla data del 16 febbraio 2017.
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157) – 114/AC/2017 – Dott.ssa Maria Luisa MARTINI, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Maria Luisa MARTINI, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominata con delibera consiliare del 2 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata
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verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Maria Luisa MARTINI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Maria Luisa MARTINI ha definito trentaquattro procedimenti di cui trentadue con sentenza;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che
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potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della Maria Luisa MARTINI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Maria Luisa MARTINI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA, a decorrere
dalla data del 16 febbraio 2017.
158) – 115/AC/2017 – Dott.ssa Antonietta MONACO, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Antonietta MONACO, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominata con delibera consiliare del 2 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
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civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Antonietta MONACO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Antonietta MONACO ha definito trentaquattro procedimenti di cui trentadue con sentenza;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
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– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della Antonietta MONACO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Antonietta MONACO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA, a
decorrere dalla data del 16 febbraio 2017.
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159) – 116/AC/2017 – Dott. Giancarlo PENZAVALLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giancarlo PENZAVALLI, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominato con delibera consiliare del 2 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata
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verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma del dott. Giancarlo PENZAVALLI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario il dott. Giancarlo PENZAVALLI ha definito trentuno procedimenti di cui trenta con sentenza;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che
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potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi del dott. Giancarlo PENZAVALLI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, del dott. Giancarlo PENZAVALLI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA, a
decorrere dalla data del 16 febbraio 2017.
160) – 117/AC/2017 – Dott.ssa Anna PERTOSA, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Anna PERTOSA, giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominata con delibera consiliare del 13 gennaio 2016 (D.M. 2 febbraio 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti
197

451
civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Anna PERTOSA nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di L’Aquila nella seduta del 28 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal prospetto statistico allegato al parere del Consiglio giudiziario, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Anna PERTOSA ha definito trentotto procedimenti di cui trentasette con sentenza;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
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– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il Consiglio giudiziario ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Anna PERTOSA;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Anna PERTOSA nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA, a decorrere dalla data
del 16 febbraio 2017.
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161) – 118/AC/2017 – Dott. Giuseppe FALCIANI, già giudice ausiliario della Corte di Appello di L’AQUILA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico del dott. Giuseppe FALCIANI, già giudice ausiliario della Corte di Appello di L’Aquila, nominato con delibera consiliare del 2 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immesso nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 16 febbraio 2016;
– rilevato peraltro che con delibera consiliare in data 15 febbraio 2017 è stata dichiarata la cessazione del dott. Giuseppe FALCIANI dall’ufficio di giudice ausiliario a seguito dell’accettazione delle dimissioni dallo stesso presentate;
d el i b era
il non luogo a provvedere non facendo più parte il dott. Giuseppe FALCIANI dell’Ordine
giudiziario.
162) – 124/AC/2017 – Dott.ssa Maria Elena TARUFFI, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 2 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Maria Elena TARUFFI, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominata con delibera
200

454
consiliare del 16 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 24 marzo 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
– vista la proposta di conferma della dott.ssa Maria Elena TARUFFI nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 13 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal rapporto del Presidente di Sezione, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Maria Elena TARUFFI ha definito ventidue procedimenti;
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– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il capo dell’ufficio ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Maria Elena TARUFFI;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Maria Elena
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TARUFFI nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA, a decorrere dalla data del 24 marzo 2017.
163) – 126/AC/2017 – Dott.ssa Rosanna SCARANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA.
Procedura di conferma annuale nell’incarico di giudice ausiliario, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 2 marzo 2017 del Presidente della Corte di Appello di Bologna, con allegati atti relativi alla procedura di conferma annuale nell’incarico della dott.ssa Rosanna SCARANO, giudice ausiliario della Corte di Appello di Bologna, nominata con delibera consiliare del 16 dicembre 2015 (D.M. 21 gennaio 2016) ed immessa nel possesso delle funzioni giurisdizionali il giorno 25 marzo 2016;
– visti gli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ed intitolato: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), con il quale, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, è stata prevista la figura del giudice ausiliario presso le Corti di Appello;
– visto, in particolare, l’articolo 71 della medesima norma, il quale, ai commi 1 e 2, dispone che: “1. I giudici ausiliari cessano dall’ufficio quando decadono perché viene meno taluno dei requisiti per la nomina, in caso di revoca e di dimissioni, in caso di mancata conferma annuale ovvero quando sussiste una causa di incompatibilità. 2. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della nomina, il consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 68, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma”;
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– considerato che l’art. 68, comma 2, dello stesso decreto legge 69/2013 dispone che “il giudice ausiliario deve definire, nel collegio in cui è relatore… almeno novanta procedimenti per anno”;
– vista altresì la circolare consiliare sui giudici ausiliari prot. n. P-17202/2014 del 24 ottobre 2014 che, all’art.17, prevede che: “1. Entro trenta giorni dal compimento di ciascun anno dalla data della presa di possesso dell’ufficio, il Consiglio giudiziario in composizione integrata verifica che il giudice ausiliario abbia definito il numero minimo di procedimenti di cui all’articolo 9, comma 2, e propone al Consiglio superiore della magistratura la sua conferma o, in mancanza e previo contraddittorio, la dichiarazione di mancata conferma. 2. In tale ultima ipotesi gli atti sono rimessi al presidente della Corte di appello. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti dell’articolo 15.”;
vista la proposta di conferma della dott.ssa Rosanna SCARANO nell’incarico di giudice ausiliario, formulata dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Bologna nella seduta del 13 febbraio 2017;
– rilevato che, per quanto risulta dal rapporto del Presidente di Sezione, nell’anno successivo alla nomina a giudice ausiliario la dott.ssa Rosanna SCARANO ha definito quindici procedimenti;
– considerato pertanto che, sulla base di un’interpretazione letterale della richiamata norma di cui all’art. 71, comma 2, del decreto legge n. 69/2013, si dovrebbe disattendere il parere del Consiglio giudiziario e si dovrebbe, previo contraddittorio con l’interessato, disporne la mancata conferma dell’incarico;
– ritenuto, tuttavia, che la mancata conferma nell’incarico sia un provvedimento di natura sanzionatoria, anche solo mediatamente e quoad effectum, e presupponga pur sempre una valutazione sull’operato professionale del giudice ausiliario, non potendo invece operare una sorta di responsabilità oggettiva;
– che, pertanto, sulla base di un’interpretazione logico/sistematica e costituzionalmente orientata della norma (anche finalizzata a prevenire un evitabile contenzioso), non sia possibile denegare la conferma quando il numero di provvedimenti definiti in misura inferiore a novanta non dipenda, neppure in parte, da manchevolezze o negligenze di sorta del giudice ausiliario;
– che, a ritenere altrimenti, si potrebbe giungere all’epilogo, ingiusto e paradossale, di non confermare giudici ausiliari che non hanno materialmente potuto definire novanta
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procedimenti l’anno, ad esempio perché nel collegio di cui fanno parte gliene hanno assegnati di meno come relatore o perché lo stesso collegio ha deciso di introitare un numero inferiore di procedimenti;
– che, piuttosto, la norma, contenente uno standard minimo legale di procedimenti da dover definire, vada interpretata nel senso di precludere la conferma di quei magistrati ausiliari che potevano definire novanta procedimenti per anno e non l’hanno fatto, con una conseguente reale criticità in termini di laboriosità e/o di diligenza;
– rilevato che il capo dell’ufficio ha giustificato la produttività dell’interessato sotto le novanta definizioni con motivazione congrua e condivisibile, anche tenendo conto che alcun tipo di inadempienza risulta addebitata, riscontrata o addebitabile nei riguardi della dott.ssa Rosanna SCARANO;
– ritenuta quindi condivisibile la sopraindicata proposta di conferma, non emergendo dagli atti elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice ausiliario a continuare lo svolgimento delle funzioni onorarie:
d el i b era
la conferma annuale, ai sensi dell’art. 71 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, della dott.ssa Rosanna SCARANO nell’incarico di giudice ausiliario della Corte di Appello di BOLOGNA, a
decorrere dalla data del 25 marzo 2017.
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VICE PROCURATORI ONORARI
164) – 440/VP/2017 – Dott.ssa Raimonda ALBERTINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 21 giugno 2016 dalla dott.ssa Raimonda ALBERTINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 28 novembre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Marsala;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 2 marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Palermo ;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla
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diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Raimonda ALBERTINI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MARSALA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
165) – 441/VP/2017 – Dott.ssa Antonina Alessandra CALO’, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 21 giugno 2016 dalla dott.ssa Antonina Alessandra CALO’, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato
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quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 28 novembre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Marsala;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 18 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Palermo ;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Antonina Alessandra CALO’ nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale
ordinario di MARSALA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
166) – 442/VP/2017 – Dott.ssa Angela CARDELLA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 20 giugno 2016 dalla dott.ssa Angela CARDELLA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
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– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 28 novembre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Marsala;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 6 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Palermo ;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Angela CARDELLA nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MARSALA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
167) – 444/VP/2017 – Dott.ssa Francesca Antonia Filippa FERRO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA.
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Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 16 giugno 2016 dalla dott.ssa Francesca Antonia Filippa FERRO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 28 novembre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Marsala;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 2 marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Palermo ;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
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di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Francesca Antonia Filippa FERRO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
168) – 445/VP/2017 – Dott.ssa Mariarita SIGNORATO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 21 giugno 2016 dalla dott.ssa Mariarita SIGNORATO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 28 novembre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Marsala;
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– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 2 marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Palermo ;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Mariarita SIGNORATO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MARSALA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
169) – 446/VP/2017 – Dott.ssa Ignazia UTTOVEGGIO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 15 giugno 2016 dalla dott.ssa Ignazia UTTOVEGGIO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari
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in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 28 novembre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Marsala;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 6 aprile 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Palermo ;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Ignazia UTTOVEGGIO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MARSALA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
170) – 450/VP/2017 – Dott.ssa Sabrina DELINZAS, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
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– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 9 giugno 2016 dalla dott.ssa Sabrina DELINZAS, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Nuoro;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 17 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Cagliari;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Sabrina DELINZAS nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO,
a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
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171) – 451/VP/2017 – Dott.ssa Ilaria PAIS, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 24 giugno 2016 dalla dott.ssa Ilaria PAIS, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Nuoro;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 17 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Cagliari;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono
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elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Ilaria PAIS nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO,
a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
172) – 452/VP/2017 – Dott.ssa Francesca PALA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 9 giugno 2016 dalla dott.ssa Francesca PALA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
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– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Nuoro;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 17 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Cagliari;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Francesca PALA nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO,
a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
173) – 453/VP/2017 – Dott.ssa Francesca PICCU, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 10 giugno 2016 dalla dott.ssa Francesca PICCU, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
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– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Nuoro;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 17 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Cagliari;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Francesca PICCU nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO,
a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
174) – 454/VP/2017 – Dott. Marcello SERRA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
218

472
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 22 giugno 2016 dal dott. Marcello SERRA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Nuoro;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 17 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Cagliari;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Marcello SERRA nell’incarico di vice
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procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
175) – 455/VP/2017 – Dott. Christian STARA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 14 giugno 2016 dal dott. Christian STARA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Nuoro;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 17 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Cagliari;
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d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Christian STARA nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO,
a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
176) – 456/VP/2017 – Dott.ssa Cinzia ZACCHEDDU, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 28 giugno 2016 dalla dott.ssa Cinzia ZACCHEDDU, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NUORO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
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– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Nuoro;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 17 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Cagliari;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Cinzia ZACCHEDDU nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
NUORO, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
177) – 559/VP/2017 – Dott. Francesco RUSSO, nominato vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MESSINA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere CLIVIO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 22 settembre 2017 con la quale il dott. Francesco RUSSO, nominato vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Messina con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli,
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di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MESSINA del dott. Francesco RUSSO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina dello stesso.
178) – 420/VP/2017 – Dott. Giampiero FORTE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di TIVOLI.
Cessazione dall’incarico per raggiunto limite massimo di sessantotto anni di età, a decorrere dal 23 agosto 2017.
(relatore Consigliere ZANETTIN)
Il Consiglio,
– visto l’art. 1 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 126 del 31 maggio 2016, che al comma 2 prevede che per i vice procuratori onorari in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto (31 maggio 2016) “L’incarico cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età”;
– rilevato che il dott. Giampiero FORTE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Tivoli, in data 23 agosto 2017, ha compiuto sessantotto anni di età;
– ritenuto pertanto che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 92/2016 deve essere dichiarata la cessazione del suindicato magistrato onorario dall’incarico di vice procuratore onorario ricoperto, alla data del compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
di dichiarare, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la cessazione del dott. Giampiero FORTE, dall’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di TIVOLI, per raggiungimento del
sessantottesimo anno di età, a decorrere dal 23 agosto 2017.
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179) – 429/VP/2017 – Dott.ssa Emanuela BRUNO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 24 giugno 2016 dalla dott.ssa Emanuela BRUNO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono
224

478
elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Emanuela BRUNO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
180) – 430/VP/2017 – Dott.ssa Sabina ANTOGNOZZI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 29 giugno 2016 dalla dott.ssa Sabina ANTOGNOZZI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
225

479
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Sabina ANTOGNOZZI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
181) – 431/VP/2017 – Dott.ssa Francesca D’ARIENZO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 23 giugno 2016 dalla dott.ssa Francesca D’ARIENZO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
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480
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Francesca D’ARIENZO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
182) – 432/VP/2017 – Dott. Rocco DRAGONETTI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
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Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 29 giugno 2016 dal dott. Rocco DRAGONETTI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Rocco DRAGONETTI nell’incarico di vice
228

482
procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
183) – 433/VP/2017 – Dott. Stefano LANARI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 15 giugno 2016 dal dott. Stefano LANARI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 alla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
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– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Stefano LANARI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
184) – 434/VP/2017 – Dott. Lorenzo PACINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 28 giugno 2016 dal dott. Lorenzo PACINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
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484
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Lorenzo PACINI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
185) – 435/VP/2017 – Dott.ssa Cinzia ROIO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 30 giugno 2016 dalla dott.ssa Cinzia ROIO, vice procuratore onorario della
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485
Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 10 maggio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Cinzia ROIO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
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486
186) – 436/VP/2017 – Dott. Marco Tarquinio SEVERINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 24 giugno 2016 dal dott. Marco Tarquinio SEVERINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono
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elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Marco Tarquinio SEVERINI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
187) – 437/VP/2017 – Dott.ssa Luisella TASSI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 27 giugno 2016 dalla dott.ssa Luisella TASSI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
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– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Luisella TASSI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
188) – 438/VP/2017 – Dott.ssa Raffaella ZUCCARINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 29 giugno 2016 dalla dott.ssa Raffaela ZUCCARINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MACERATA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
235

489
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto1 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Macerata;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 1° marzo 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Ancona;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Raffaela ZUCCARINI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MACERATA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
189) – 513/VP/2017 – Dott. Gianfrancesco TORRE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di AOSTA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
236

490
Il Consiglio,
– letta la nota, in data 18 settembre 2017, con la quale il dott. Gianfrancesco TORRE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Aosta, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza del dott. Gianfrancesco TORRE dall’ufficio di vice procuratore onorario della Procura della
Repubblica presso il Tribunale ordinario di AOSTA.
190) – 514/VP/2017 – Dott. Edmondo GIVONE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di AOSTA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere BALDUZZI)
Il Consiglio,
– letta la nota, in data 19 settembre 2017, con la quale il dott. Edmondo GIVONE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Aosta, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
d el i b era
di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza del dott. Edmondo GIVONE dall’ufficio di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica
presso il Tribunale ordinario di AOSTA.
237

491
191) – 372/VP/2017 – Dott. Raffaele CASTIGLIONI, già vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MONZA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 16 giugno 2016 dal dott. Raffaele CASATIGLIONI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Monza, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 1° dicembre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Monza;
– vista la delibera del 6 giugno 2017 della Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Milano;
– rilevato peraltro che, con delibera consiliare del 5 aprile 2017, è stata dichiarata la cessazione del dott. Raffaele CASTIGLIONI dall’incarico di vice procuratore onorario per raggiunti limiti di età, a decorrere dal 22 marzo 2017;
d el i b era
238

492
di confermare, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Raffaele CASTIGLIONI nell’incarico di vice procuratore onorario della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MONZA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e fino alla cessazione per raggiunto limite massimo di età (22 marzo 2017).
192) – 461/VP/2017 – Dott.ssa Enrichetta SUPRANI, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BRESCIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 21 agosto 2017 con la quale la dott.ssa Enrichetta SUPRANI, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BRESCIA della dott.ssa Enrichetta SUPRANI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
193) – 462/VP/2017 – Dott.ssa Liliana FELLETI, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BRESCIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 26 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Liliana FELLETI, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
239

493
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BRESCIA della dott.ssa Liliana FELLETI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
194) – 463/VP/2017 – Dott.ssa Valeria BERTIN, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BRESCIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 1° settembre 2017 con la quale la dott.ssa Valeria BERTIN, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BRESCIA della dott.ssa Valeria BERTIN e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
195) – 468/VP/2017 – Dott.ssa Serena CARLUCCIO, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
240

494
– vista la nota in data 6 agosto 2017 con la quale la dott.ssa Serena CARLUCCIO, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole, d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Serena CARLUCCIO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
196) – 469/VP/2017 – Dott.ssa Barbara CHIODO, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 agosto 2017 del Procuratore della Repubblica f.f. presso il Tribunale ordinario di Milano con la quale si trasmette la dichiarazione della dott.ssa Barbara CHIODO, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano con delibera consiliare del 5 luglio 2017, di rinuncia all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MILANO della dott.ssa Barbara CHIODO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
197) – 470/VP/2017 – Dott. Graziano CONTI, nominato vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MILANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
241

495
Il Consiglio,
– vista la nota in data 13 luglio 2017 con la quale il dott. Graziano CONTI, nominato vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MILANO del dott. Graziano CONTI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina dello stesso.
198) – 515/VP/2017 – Dott.ssa Antonella D’AMORE, già vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MILANO.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 29 giugno 2016 dalla dott.ssa Antonella D’AMORE, già vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MILANO, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato
242

496
quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– rilevato che nelle more della procedura di conferma in esame la dott.ssa Antonella D’AMORE con delibera consiliare del 26 luglio 2017 è stata revocata dall’incarico di vice procuratore onorario ricoperto, a seguito del giudizio negativo espresso all’esito del tirocinio dalla stessa svolto;
d el i b era
il non luogo a provvedere in ordine alla domanda di conferma presentata, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, dalla dott.ssa Antonella D’AMORE, atteso che la medesima con delibera consiliare del 26 luglio 2017 è stata revocata dall’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MILANO a seguito del giudizio negativo espresso all’esito del tirocinio dalla stessa svolto.
199) – 538/VP/2017 – Dott. Giuseppe GAROFALO, nominato vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BERGAMO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere PONTECORVO)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 11 settembre 2017 con la quale il dott. Giuseppe GAROFALO, nominato vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Bergamo con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BERGAMO del dott. Giuseppe GAROFALO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina dello stesso.
243

497
200) – 482/VP/2017 – Dott.ssa Federica BENATI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 21 giugno 2016 dalla dott.ssa Federica BENATI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 16 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono
244

498
elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Federica BENATI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
201) – 483/VP/2017 – Dott. Alfredo D’AGOSTINO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 22 giugno 2016 dal dott. Alfredo D’AGOSTINO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
245

499
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
– considerato peraltro che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 92 del 2016 citato, l’incarico di magistrato onorario cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
di confermare, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, dott. Alfredo D’AGOSTINO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e fino
al compimento del sessantottesimo anno di età (03.01.2019).
202) – 484/VP/2017 – Dott.ssa Alessandra FIORE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 12 agosto 2016 dalla dott.ssa Alessandra FIORE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
246

500
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Alessandra FIORE nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
203) – 485/VP/2017 – Dott.ssa Nicoletta GARIBALDO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
247

501
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 17 giugno 2016 dalla dott.ssa Nicoletta GARIBALDO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
248

502
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Nicoletta GARIBALDO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
204) – 486/VP/2017 – Dott.ssa Maria Gabriella GIAMBARBA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 22 giugno 2016 dalla dott.ssa Maria Gabriella GIAMBARBA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
249

503
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Maria Gabriella GIAMBARBA nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale
ordinario di MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
205) – 488/VP/2017 – Dott.ssa Francesca MOLINARI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 28 giugno 2016 dalla dott.ssa Francesca MOLINARI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari
250

504
in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Francesca MOLINARI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
206) – 489/VP/2017 – Dott.ssa Ornella NAPOLITANO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
251

505
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 21 giugno 2016 dalla dott.ssa Ornella NAPOLITANO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Ornella NAPOLITANO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
252

506
207) – 490/VP/2017 – Dott.ssa Anna Rita POPOLI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 24 giugno 2016 dalla dott.ssa Anna Rita POPOLI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono
253

507
elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Anna Rita POPOLI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
208) – 491/VP/2017 – Dott. Renato RIMONDINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 23 giugno 2016 dal dott. Renato RIMONDINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
254

508
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
– considerato peraltro che, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 92 del 2016 citato, l’incarico di magistrato onorario cessa in ogni caso al compimento del sessantottesimo anno di età;
d el i b era
di confermare, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Renato RIMONDINI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA a decorrere dal 1° giugno 2016 e fino al
compimento del sessantottesimo anno di età (09.04.2020). .
209) – 492/VP/2017 – Dott.ssa Daniela ROBERTI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 23 giugno 2016 dalla dott.ssa Daniela ROBERTI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
255

509
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Daniela ROBERTI nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
210) – 493/VP/2017 – Dott.ssa Maria Nella TASSELLI ESMENARD, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
256

510
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 27 giugno 2016 dalla dott.ssa Maria Nella TASSELLI ESMENARD, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
257

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di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Maria Nella TASSELLI ESMENARD nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
211) – 494/VP/2017 – Dott.ssa Monica VARRICCHIO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 27 giugno 2016 dalla dott.ssa Monica VARRICCHIO, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– vista la legge 28 aprile 2016, n. 57, recante “Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”;
– visto il decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 12, recante “Disciplina della sezione autonoma dei Consigli giudiziari per i magistrati onorari e disposizioni per la conferma nell’incarico dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio”, in particolare gli articoli 1, rubricato “Primo mandato dei magistrati onorari in servizio”, e 2, rubricato “Procedura di conferma”;
– vista la circolare consiliare approvata nella seduta del 28 luglio 2016, Prot. P-16372/2016 del 1° agosto 2016, riguardante la “Procedura di conferma per un primo mandato quadriennale dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, ai sensi degli artt. 1 e segg. del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92”;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario, redatto in data 14 ottobre 2016 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena;
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– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 26 giugno 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bologna;
– ritenuto che dagli atti, dal rapporto redatto dal Procuratore della Repubblica sull’attività svolta dal vice procuratore onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del vice procuratore onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie;
d el i b era
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, la dott.ssa Monica VARRICCHIO nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
MODENA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.
212) – 539/VP/2017 – Dott.ssa Mariella MISCIAGNA, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLOGNA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Mariella MISCIAGNA, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Bologna con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLOGNA della dott.ssa Mariella MISCIAGNA e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
259

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213) – 540/VP/2017 – Dott.ssa Gwendoline GUCCIONE, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLOGNA. Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 10 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Gwendoline GUCCIONE, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Bologna con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLOGNA della dott.ssa Gwendoline GUCCIONE e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017
nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
214) – 541/VP/2017 – Dott.ssa Ketti BAZZANI, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLOGNA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 8 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Ketti BAZZANI, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Bologna con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLOGNA della dott.ssa Ketti BAZZANI e,
260

514
conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
215) – 542/VP/2017 – Dott.ssa Claudia DE LORENZO, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLZANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 29 agosto 2017 con la quale la dott.ssa Claudia DE LORENZO, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Bolzano con delibera consiliare del 12 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLZANO della dott.ssa Claudia DE LORENZO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 12 luglio 2017 nella sola parte
in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
216) – 543/VP/2017 – Dott.ssa Kirsty DUCATI, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLZANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 18 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Kirsty DUCATI, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Bolzano con delibera consiliare del 12 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
d el i b era
261

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di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLZANO della dott.ssa Kirsty DUCATI e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 12 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
217) – 545/VP/2017 – Dott. Renato RIMONDINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MODENA.
Dimissioni dall’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– letta la nota, in data 15 settembre 2017, con la quale il dott. Renato RIMONDINI, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Modena, rassegna le dimissioni dall’incarico;
– visto l’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116;
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di accettare le dimissioni dall’incarico e, per l’effetto, di dichiarare la cessazione del dott. Renato RIMONDINI dall’ufficio di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica
presso il Tribunale ordinario di MODENA.
218) – 557/VP/2017 – Dott.ssa Kathrin KIEM, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLZANO.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 30 luglio 2017 con la quale la dott.ssa Kathrin KIEM, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Bolzano con delibera consiliare del 12 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
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di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BOLZANO della dott.ssa Kathrin KIEM e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 12 luglio 2017 nella sola parte in cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.
219) – 558/VP/2017 – Dott. Paolo LAZZARO, nominato vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di GORIZIA.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 1° agosto 2017 con la quale il dott. Paolo LAZZARO, nominato vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Gorizia con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitogli,
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di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di GORIZIA del dott. Paolo LAZZARO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina dello stesso.
220) – 561/VP/2017 – Dott.ssa Rosalba PALMISANO, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di UDINE.
Rinuncia all’incarico.
(relatore Consigliere MORGIGNI)
Il Consiglio,
– vista la nota in data 22 settembre 2017 con la quale la dott.ssa Rosalba PALMISANO, nominata vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Udine con delibera consiliare del 5 luglio 2017, dichiara di rinunciare all’incarico conferitole,
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di prendere atto della rinunzia all’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di UDINE della dott.ssa Rosalba PALMISANO e, conseguentemente, di revocare la delibera consiliare in data 5 luglio 2017 nella sola parte in
cui quest’ultima disponeva la nomina della stessa.

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